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La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

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credo che l'unico impedimento reale, sia che nessun paese europeo intende rinunciare alla sua sovranità poichè è ancora salda una concezione "territoriale/genetica" dello stato. L'Unione Europea è stata vista (e organizzata) più o meno da tutti come qualcosa di "altro " dalla propria nazione, da cui trarre il massimo vantaggio pagando il minimo di oneri "politici" a livello nazionale. Per fare un esempio "da bar" in Italia abbiamo un sistema legale quanto mai farraginoso, se decidessimo di adottare il sistema di un altro paese, probabilmente avremmo bisogno di un terzo degli avvocati oggi sulla piazza, glielo va a dire lei agli altri due terzi di cercarsi un'altra occupazione?

Si però è politica tecnicamente non c'è nessun impedimento, sono persone che decidono di non essere competitive di essere inefficaci ed inefficienti, la swatch può studiare i sistemi di misura del tempo migliori del pianeta, precisi ed affidabili, ma se dall' altra parte non c'è la volontà d'impostare l' ora corretta la precisione del mio orologio andrà comunque a farsi benedire... difficile dare la colpa all' orologiaio in questi casi, Tsipras ha avuto il mandato dai greci e ha deciso di fare default... Una signora in UK mandò a casa 20 mila minatori, non mi pare avesse avuto problemi a dirlo... sono solo le scelte che deve fare un politico...

ma se la domanda è:"perchè dovremmo obbligare i paesi virtuosi ad aiutare i non virtuosi" la mia risposta è che per come è strutturata l'UE, questa non può permettersi eccessivi squilibri al suo interno senza mettere in gioco la sopravvivenza stessa dell'istituzione. Alla considerazione:"abbiamo appena dimostrato che è stato un errore aiutare Atene e non ha funzionato" posso solo chiedere(mi) se abbiamo fatto le cose giuste o se per quella concezione "territorialgenetica" di cui sopra, non ci siamo limitati a parare i "nostri c...".
Ho finito i commenti a mia disposizione arrisentirci prossimamente :-)