Titolo

La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

1 commento (espandi tutti)

Nonostante le precisazioni di Forti e di Brusco, si continua ad accomunare bancarotta ed uscita dall'UE.

La Grecia non sarebbe obbligata. Né le converrebbe. Neanche la possibilità di ricominciare a stampare dracme la obbligherebbe a rinunciare anche all'euro, né al libero scambio (in euro).

Solo, lo scambio diverrebbe presto unilaterale, visto che le dracme non le vorrà nessuno.

Poiché con quelle verrebbero pagati i dipendenti statali, questi ultimi diminuirebbero automaticamente senza licenziamenti. Anche i pensionati (o i loro figli e nipoti) tornerebbero a produrre beni appetibili al mercato euro (e non).

Salvo che il governo greco tenti di fissare il cambio euro-dracma, tipico della miopia socialista (ma anche fascista, nazista ed "ista" in genere).

Se lo facesse, NEANCHE il tentativo di ritorno della grecia ad attività produttive ne salverebbe i suoi cittadini.

Un diverso approccio riuscì negli anni '30 ad Hitler che rimandò la bancarotta del paese comprando materie prime da cecoslovacchia e polonia in cambio di prodotti finiti futuri (alla guida dei quali si presentò effettivamente qualche anno più tardi). Penso che nessuno ci cascherà più.