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Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

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Pare evidente che un/una giovane assennato/a faccia le valigie per andare verso paesi meno compromessi, punto e basta. E per quanto ignoranti siano, come si tende a dire dei giovani che escono dalle nostre scuole o università, essi partono essere rimpiazzati solo da altri assai più ignoranti che affluiscono da terre ancora più depresse.

Pare tuttavia anche evidente che questo sia un esito evidente. Come evidente è, del resto, la ovvia conseguenza che questo acuisca le divergenze strutturali in favore dei paesi più virtuosi.

Tuttavia per il momento, siamo costretti a vivere alla giornata, e, per il nuovo problema specifico di bilancio venutosi a creare per l'intervento della Consulta, mi pare che l'unica via d'uscita sarà una aliquota più pesante, rispetto a quelle già ventilate da Boeri, sulla quota del retributivo dopo il ricalcolo complessivo delle pensioni.

Ad esempio, quanto costa ad un giovane lavoratore, magari autonomo e non iscritto a nessuna cassa, assicurarsi una pensione dignitosa? Fra aliquote obbligatorie in aumento (nel 2018 salvo ripensamenti arriveranno al 33,72%) e previdenza complementare facoltativa il conto potrebbe essere salatissimo