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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

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la tabella ricopiata da Mancino qui sopra è impressionante perchè mostra che le donne italiane lavorano in media 10 anni o anche 13 anni di meno di quelle inglesi, olandesi, scandinave o tedesche

in termini di ingiustizie e disuguaglianze e redistribuzione del reddito tra grandi aggregati quella tra uomini e donne in Italia sarebbe macroscopica. Anche gli uomini lavorano meno in Italia, ma sono le donne il vero problema se guardi questi numeri

non che esista qualche chance a livello politico non dico di correggerla, ma anche solo di dibatterla in pubblico...

la curiosità sarebbe di sapere se quando si citano le famose statistiche sui differenziali di compenso medio tra donne e uomini si tenga conto del fatto che a parità di età le prime sono spesso in pensione....

1. Tasso d’inattività femminile e Questione meridionale

Non ho dati più aggiornati. Secondo l’ISTAT, in Italia circa 1 femmina su 2 non lavora; al Sud, circa 2 su 3, [*] il più basso tasso di attività femminile in UE27, dopo Malta.

Secondo la Banca d’Italia, in nessun altro Paese come in Italia esiste un divario così elevato del tasso di attività – ben 27 punti - tra il Centro-Nord e il Sud, mentre nei Paesi di confronto si aggira attorno a 5 (cfr. http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-seminari-convegni/2009-..., pag. 435). E questo è dovuto soprattutto allo scarso apporto delle donne.

Occorrerebbe (come per i Paesi arabi) rimuovere questo macigno operando congiuntamente su due direttrici: quella economica e quella culturale.

[*] Il dato aggregato italiano di inattività delle donne, pari (2010) al 48,6% (39,4% al Nord e 42,4% al Centro) è determinato dal peso negativo del Sud: “Nel Mezzogiorno, il tasso di inattività della componente femminile rimane particolarmente elevato ed è pari al 63,5 per cento”, (contro il 33,7 dei maschi).

Rapporto ISTAT relativo al II trim. 2010 (tabb. 13 e 14) http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/2010092... .

(Dopo il varo da parte del governo Letta degli incentivi per assumere donne e giovani, il tasso di inattività delle donne al Sud è sceso al 62% circa).

2. Pensioni, un’analisi di genere

Nel 2012 sono stati erogati 23.577.983 trattamenti pensionistici: il 56,3% a donne e il 43,7% a uomini. Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati (8,8 milioni su 16,6 milioni), ma L'importo medio annuo delle prestazioni di titolarità femminile è pari a 8.965 euro, il 60,9% di quello delle pensioni di titolarità maschile, che si attesta a 14.728 euro. Il numero di trattamenti percepiti dalle donne è mediamente superiore a quello degli uomini, di conseguenza il divario economico di genere si riduce al 42,9% se calcolato sul reddito pensionistico (pari a 19.395 euro per gli uomini e a 13.569 per le donne).

Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi di genere - 2012 http://www.istat.it/it/archivio/129535

3. Pensionati over 75

Nel 2060, forse la totalità dei frequentatori giovani di questo blog (se non saranno morti) avrà superato i 75 anni. Per effetto delle riforme, gli over 75 assorbiranno il 65,9% (9,1% del Pil sul totale del 13,8%) della spesa pensionistica, contro il 37,6% attuale.

Ricavo dall’articolo di Repubblica:

L'effetto delle riforme si vede invece nello spostamento della spesa verso le fasce di età più alte: secondo il rapporto di Bruxelles, nel 2013 l'Italia ha speso lo 0,2% del Pil per gli under 54, lo 0,6% per quelli tra 55 e 59 anni e il 2,5% per quelli tra 60 e 64. Il 5,9% del Pil va agli over 75. Ma nel 2060, quest'ultima fetta di popolazione pensionata si vedrà assegnata la stragrande maggioranza dei fondi (il 9,1% del Pil su un totale, si è visto, del 13,8%), mentre ad esempio la fascia tra 60 e 64 anni scenderà allo 0,2%. Le simulazioni dell'impatto delle riforme sull'età di pensionamento descrivono il sacrificio degli italiani: gli uomini ritardano l'uscita dalla forza lavoro da 62 a oltre 67 anni, aspettando molto di più dei due anni e mezzo che corrispondono al peso medio delle riforme in tutto il continente. Discorso simile per le donne”.

PS: Hacker

Sono stato bersaglio di un hacker, che ha attivato, sabato mattina, forse col mio indirizzo email o comunque a mio nome, la richiesta di cambio di password per 3 siti tra cui NoisefromAmerika. Ho informato il webmaster di questo sito, che mi ha suggerito di cambiare la mia password della email e attivare la doppia autenticazione.