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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

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Non mi sembra che il fatto di aver incluso nelle categorie di una, secondo me, migliore individuazione di responsabilità,anche alcuni appartenenti alla classificazione che critico possa essere preso come dimostrazione di un errore. Vuol dire solo che usando una diversa classificazione si possono trovare dei sottoinsiemi comuni. La mia spiegazione poi la ho data, Si tratta di distinguere tra i pensionati, quelli dei "favori reciproci" che sono quelli che ho cercato di indicare, con i limiti di una conoscenza parziale, da quelli che non hanno ricevuto nessun favore. Se si analizzassero con più cura anche le altre opposizioni, vi sarebbe secondo me da distinguere non tra pensionati e produttori, ma tra produttori che creano o hanno creato ricchezza e produttori (attivi o in pensione) che invece la consumano solo. Come gran parte della PPAA e l'enorme escrescenza della classe politica e dei suoi clientes. Ovviamente tenendo conto che molti nella PPAA si trovano nella impossibilità di contribuire alla creazione della ricchezza non per colpa loro ma per l'assurdo sistema costruito negli anni dalla "classe dirigente italiana".
Non escludo l'intervento sulle pensioni, anzi ho cercato di indicare alcune aree, che sicuramente sono parziali ed inesatte. Ma varrebbe la pena di fare un po di conti ad esempio sui costi incredibilmente alti della nostra Amministrazione Pubblica, sui costi della politica (vedi ad esempio il molto parziale e limitato calcolo fatto dalla UIL). E questi ed altri discorsi ci portano secondo me a cambiare le tre distinzioni pensionati vs produttori, protetti vs esclusi, centro sud vs centro nord. Andrebbero a parer mio sostituiti da una unica opposizione, tutti coloro che contribuiscono direttamente o indirettamente alla produzione della ricchezza che poi ridistribuita permette alla società Italiana di progredire vs quelli che invece la consumano solo ed in Italia oggi anzi spesso ne impediscono la produzione. In questo modo le tre opposizioni verrebbero certamente ricostruite in buona percentuale, ma sarebbero più concrete e più vicine a principi di giustizia basati su responsabilità effettive e non su mere appartenenze a classi di età o a aree geografiche. E in questo modo anche più comprensibili e sostenibili dai cittadini.

tutti i pensionati, qualsiasi sia la loro pensione ed il rapporto con i contributi, NON partecipano alla produzione della ricchezza (che poi sarebbe il PIL, che diventa ricchezza solo se accumulato, al netto della variazione del valore degli assets). Individualmente possono creare Valore Aggiunto se fanno un doppio lavoro

Ringrazio per la precisazione, e per la pazienza mostrata nel rispondere a chi viene considerato evidentemente un completo imbecille, ma nonostante io non sia un economista mi ero accorto da tempo che i pensionati non producono. Ma io stavo proponendo una "modellistica" alternativa rispetto alle tre opposizioni citate da Boldrin. E quindi il discorso è da intendere che l'opposizione fondamentale sia tra chi produce (o ha prodotto) ricchezza o fornisce (o ha fornito) servizi che ne aiutano la produzione e chi invece non la produce o non la ha prodotta. E questa opposizione va usata come metodo di analisi del paese e quindi declinato in tutti i suoi aspetti: chi non produce o non fornisce servizi alla produzione perché non trova lavoro, chi perché lavora ma non produce ne ricchezza ne servizi, chi concretamente con il suo lavoro impedisce la creazione di ricchezza ecc fino appunto a considerare anche la "giusitizia" per usare una parola difficile e che ha un facile sbocco demagogico, dei trattamenti pensionistici in atto o in progetto.