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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

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Il buco nei conti INPS é in tutte le gestioni, eccetto quella dei parasubordinati. Tutte. E visto che non sa di cosa parla, mentre io sì, la invito a leggere il bilancio INPS e lasciar perdere clericetti.

@giovanni federico

Mi spiace, la sua chiusa sorprendente mi costringerebbe moralmente al silenzio, ma siccome sarebbe un’impropria censura replico con le seguenti, doverose puntualizzazioni.

Preliminarmente, provo a riepilogare i fatti (mi corregga se sbaglio):

1. lei mi ha attribuito “colpe” del tutto infondate; poiché la reputavo una persona raziocinante e cortese, ho arguito non avesse letto attentamente i miei commenti ai quali replicava, oppure, avendoli letti, li avesse apposta interpretati in modo non corretto per suscitare la mia reazione dialettica (la mia era una battuta scherzosa, dalla sua reazione esagerata arguisco che forse ho colto nel segno…); tertium non datur;

2. le ho dimostrato agevolmente che esse sono infondate (a parte che non possiamo dire proprio tutto e che il giudizio – ovviamente - è anche del destinatario, “non pertinenti” era un gioco di parole con “impertinenti”, v. titolo) e, riportando il testo letterale della prova documentale;

3. anziché ammettere l’errore e scusarsi, si è adontato e con tono esageratamente nervoso (per me, per solito, chiaro indizio di coda di paglia), cambia la pizza… pardon l’“accusa” (dalla comparazione con gli altri Paesi della spesa pensionistica all’iniquità intergenerazionale, ora all’elevatezza della spesa pensionistica: mi perdoni, rispetto a chi e a che cosa? Visto anche che la spesa sociale italiana, di cui la spesa pensionistica è un di cui, è nella media in UE28 e capitoli secondo me fondamentali come l’housing sociale sono scandalosamente meno di 1/20 rispetto ai Paesi di confronto) e addirittura – mi passi il termine - blatera di offese alla Redazione.

Francamente mi chiedo:

a) innanzitutto, quali sarebbero le offese, visto che l’offeso al limite sono io, poiché vari interlocutori, incluso lei, che hanno risposto a me (mai io a loro) mi hanno attribuito affermazioni non vere e, una volta smentiti documentalmente, anziché ammettere e scusarsi hanno reiterato le accuse infondate offensive?; e

b) che c’entra la Redazione (di cui io peraltro ignoro i membri), visto che io ho interloquito con nickname singoli (in Rete, per me, siamo tutti soltanto dei nickname che commentano ed espongono le loro tesi, cui io controbatto, argomentando con altre tesi, popperaniamente falsificabili, e, se lo ritengo, con severità soltanto con chi ha un comportamento sleale, importandomi (quasi) zero di chi egli sia nella vita reale), venendone per giunta accusato slealmente di cose infondate - alle quali ho reagito lealmente, producendo le prove documentali - e cambiando incongruamente l’oggetto delle “accuse”?

Per quanto riguarda la destinazione dei risparmi rivenienti dalle pensioni, faccio presente che, prescindendo ora da ogni considerazione differenziale sui moltiplicatori dei tagli fiscali/tagli della spesa e sui ripensamenti dell’FMI, e al netto anche della considerazione sulla spesa sociale esposta più sopra, non solo io, ma tanti altri (ovviamente, non neo-liberisti), tra cui il molto più autorevole di me Prof. Paolo Leon, ritengono inefficaci per la crescita economica e dell’occupazione i tagli delle imposte sulle aziende (che non si tradurrebbero in investimenti per carenza di domanda) e suggeriscono da tempo tagli alle imposte sui redditi bassi, ad alta propensione al consumo. O, meglio, aggiungo io, sussidi ai senza reddito, molto carenti o inesistenti.

PS: In conclusione, assumo la sua chiusa come “resa” e, come d’abitudine, considero di conseguenza chiuso e vinto il “duello”… (segnalo che i puntini sospensivi – cfr. dizionario Treccani on-line - stanno anche per esprimere un tono umoristico, ma nel mio caso non troppo…). A meno che non voglia continuarlo lei, eventualmente nel mio blog, visto che qui c’è per me il limite fastidiosissimo e molto condizionante del numero dei commenti inviabili al giorno.

 

Da che pulpito

@ marco esposito

Io l’ho letto e l’ho anche linkato qua. Anche lei si crede Aristotele e pretende di essere creduto sulla parola? Anziché fare lo spiritoso, con titoli roboanti e fuori luogo (non perché io non sia ignorante, mi considero il principe degli ignoranti, ma perché lei probabilmente lo è di più, non solo in lingua italiana, e per soprammercato inclina a contar balle, una vera epidemia, qui…), perché non linka le prove passate e presenti? O ha il braccino anchilosato? Oppure è aduso a lanciare le pietre (balle) per impressionare la platea e vedere l’effetto che fa e poi nascondere la mano? E mi permetto di darle un suggerimento: non sia come al solito superficiale, vada a fondo nei dati.

 

Sbornia-bis?

@Pigi

Ancora sotto l’effetto della sbornia precedente o è un’altra? Al netto della riserva condivisibile che si può avanzare sull’attendibilità dei dati, di tutti i dati che girano in Internet, io ho linkato (tra le tante reperibili nel web) ben 3 (tre) prove sulla quota del Pil degli immigrati (peraltro, approssimativamente correlati alla loro quota sulla popolazione complessiva), con dati concordanti e peraltro anche leggermente superiori a quelli da me indicati e a me noti fin dal 2010: 10% nel 2009 (fonte: il blog “Percentualmente” su Repubblica.it, che ho omesso qui perché un po’ datata, anche se poi con la crisi c’è stato un calo del Pil di quasi 10 punti percentuali): una del “Sole 24 ore” (che, se non sbaglio, è il principale quotidiano economico italiano), una di ADNKronos (la seconda, mi pare, almeno lo era in passato, agenzia di stampa italiana) e una del giornale di Cdx (l’ho presa apposta per questo) “QN”. Lei una soltanto, di un sito attualmente chiuso e relativa a quasi 10 anni fa, con dati palesemente vecchi e superati, probabilmente senza manco accorgersene (!). Nonostante ciò, continua imperterrito col suo bla bla bla infinito e la solita, immarcescibile improntitudine. Ogni ulteriore commento è superfluo. Se non quello di suggerirle, prima di commentare qua, di smetterla di bere, visto che non regge l’alcol… Addio.

PS: Per gli altri lettori, rilevo che la Fondazione Leone Moressa [dopo il calo del Pil a causa della crisi] quantifica il Pil degli immigrati nell’8,8%. http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/immigrazione-e-stereotipi-2/

 

PPS: Francamente, non ne discuto la legittimità, ma questo limite del numero dei commenti giornalieri (che ora per giunta da 3 sembrano scesi a 1, chissà perché…) per me è insopportabile, poiché mi toglie il… ritmo e quasi tutto lo sfizio di “bastonare” adeguatamente gli sleali e i contaballe, che anche qui abbondano. Ho frequentato poco finora questo blog e mancavo qui da parecchio, poiché – l’ho già scritto – aborro le sétte; penso proprio di diradare di nuovo, salvo casi particolari, le mie visite o almeno i miei commenti. Saluti.

di non rispondere più al sig. Vincesko.

A Napoli si dice che a lavar la testa all'asino si perde tempo e sapone. L'unico numero che il Sig. Vincesko conosce è quello del numero dei commenti, lasciamo stare.