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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

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Il riferimento ai principi di proporzionalità e adeguatezza della prestazione previdenziale sembrerebbe aprire la strada ad un ricalcolo di TUTTE le pensioni, anche quelle già in essere, sulla base del metodo contributivo, come suggerisce Tito Boeri.

Proprio quello che ci vuole per chi non vuole fare niente: proporre una soluzione complicata, e praticamente inattuabile.

Ogni ricalcolo di questo tipo deve fare riferimento alla speranza di vita, non di ora, ma del momento in cui si è andati in pensione.

Poi, le normative di allora consentivano a certi lavori di andare in pensione prima, perché usuranti, e magari ora non lo sono più. Che facciamo, non gli diamo più la pensione?

E la lavoratrice che è andata in pensione prima degli uomini, perché così era la legge, per assistere i suoceri anziani? Oggi pagherebbe una badante.

No, considerato che quasi tutti i pensionati hanno avuto più del giusto (non parliamo delle pensioni maturate su retribuzioni pubbliche due volte superiori a quelle estere),  inutile fare questioni di lana caprina:  è indispensabile un taglio generalizzato semplice a scaglione, minimo per le pensioni più basse e alto per quelle più alte. Proprio quello che la corte costituzionale non vuole.