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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

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'LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Alessandro CRISCUOLO; Giudici : Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Paolo GROSSI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicolò ZANON,':

sorprende che il sig. Giuliano AMATO, già presidente del Consiglio, che non si è fatto scrupoli dal prelevare nottetempo un po' di soldi direttamente dai c/c degli italiani giustificandolo con le necessità di bilancio, non abbia usato lo stesso metro di giudizio in questa occasione ovvero non abbia saputo convincere i propri colleghi della necessità di salvaguardare il bilancio dello Stato. Oppure, Andreotti docet (a pensar male...), il medesimo nella sua qualità di noto percettore di una ragguardevole RENDITA pensionistica ha ritenuto prioritario salvaguardare il proprio potere d'acquisto ? Ovviamente lo stesso ragionamento si può estendere a tutto il collegio giudicante.

ciò detto, poichè in giudizio non ci sono solo i giudici:

'uditi gli avvocati Riccardo Troiano per C.G., Luigi Caliulo e Filippo Mangiapane per l’INPS e l’avvocato dello Stato Giustina Noviello per il Presidente del Consiglio dei ministri.'

Nel caso specifico, alla luce delle argomentazioni di Sandro, non si può che concludere che questi signori/e andrebbero prontamenti licenziati per incapacità se non sono stati in grado di sostenere in modo adeguato delle argomentazioni fin troppo chiare.

Nella sostanza non rimane che sostenere la proposta di Tito Boeri, che in qualità di neo presidente dell'INPS può avere qualche fondato motivo per portare avanti, di ricalcolare TUTTE le pensioni con i criteri contributivi a partire dal 1996 (anno in cui è stato introdotto dalla legge tale criterio), affinché anche i giudici costituzionali possano realizzare la natura del problema.

Nessuno ha voglia di fare un ricorso che faccia rilevare alla C.C. la palese disparità di trattamento introdotta dalla riforma DINI del 1996 tra coloro che avevano maturato 18 anni di contribuzione e gli altri ?

Concludo chiedendo come sia possibile che una questione del genere possa essere esaminata solo in 'diritto' (tra l'altro senza che vi siano delle chiare norme attinenti che possano essere invocate) e non anche nel 'merito', cioè guardando i numeri ovvero le conseguenze delle decisioni ?