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The Keynesian Illusion

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Quante parole quando bastava dire: "dato che la disponibilità di risorse naturali rappresenta un vincolo, ci si è mai posti di determinarlo questo vincolo, quindi di spostare il problema da "massimizzare la crescita" a "massimizzare la crescita dato il vincolo ambientale", e per finire di provare a stabilire se le attuali prospettive di crescita siano al di quà o al di là del vincolo trovato?". Fine. Messo così almeno ha un po' di senso, tutto il contorno che ci hai messo invece è roba fumosa, ma tanto.

 

lei ride e scherza sulle macchine perpetue (così come fan molti giustamente), ma paradossalmente è quello a cui mi pare punti ad essere l'economia allo stato attuale... una macchina perpetua che crea "crescita economica" in modo continuo, senza interruzioni ne shock. la prego, mi corregga se sbaglio o vado lontano dal vero in questi termini

Dico la mia: sbagli. Una cosa che mi preme e che ho osservato altrove: c'è tutta questa smania di addossare al c.d. mainstram il "paradigma della crescita infinita", che ci sia qualcuno che crede, (anzi, impone!) che si produca e consumi all'infinito e sempre più, perché fa fico così, che son tutti così orbi che solo in questo vedono il benessere.. e voi siete gli unici illuminati ad aver compreso le vere virtù della vita etc...
Il problema è... che il "paradigma della crescita infinita" esiste, ma solo nella vostra testa.
Seriamente, nessuno dice che bisogna crescere all'infinito, semplicemente si cresce fintanto che ognuno è soddisfatto, mettendo a bilancio ciò che si vuole (beni, servizi e...  tempo libero, che non pensiate di essere gli unici a tenerne conto) con ciò che si riece a fare (tempo da dedicare e produttività). Semplice. Ed è facile capire che fintanto che c'è una bella fetta di gente che ambisce ad avere di più e vede spazio per maggiori incrementi di produttività allora si ambisce a crescere ancora... Certo, qui si può innestare il dibattito sui vincoli ambientali, sulle disuguaglianze, la questione della "moda" (come era comparso in una lettura del fine settimana tempo fa) etc, ma è tutto un altro paio di maniche.
E il bello è che non solo nessuno impone a nessuno di lavorare sempre più per consumare sempre più etc... ma con una velocissima ricerca su internet si trova pure come le ore lavorate annue siano andate continuamente riducendosi negli ultimi 70 anni. Oppure come siano inversamente proporzionali alla produttività.
Non solo, mi viene da considerare anche la durata della vita lavorativa, dove 70 anni fa grossomodo si iniziava da piccoli coi lavoretti di supporto nei campi e si finiva veramente finché le forze lo consentivano, magari spostandosi progressivamente verso lavori meno pesanti ma non fermandosi mai (ora si lavora grossomodo metà della propria vita)... e dove di fianco ai lavori "ufficiali" andrebbero considerati anche gli impieghi "non ufficiali", per dire, fare la massaia 70 anni fa era più usurante (tanto quanto gli altri mestieri) che fare la casalinga adesso.

E non provate a imbrogliare con le questioni filosofiche di "cosa sia realmente il benessere", che son questioni filosofiche, che son sempre esistite e sempre esisteranno, che si possono discutere ma che non vanno assolutamente usate per fare giochetti retorici "delle tre carte" in discussioni come quella sopra.

... con un *testo* equivalente.
Ne approfitto per aggiungere che tutto sommato il Sole irraggia il pianeta, alimenta l'erba o il fitoplancton che vi cresce, i quali alimentno gli erbivori e questi a loro volta i carnivori e gli omnivori. Noi compresi. Il nostro non è un sistema chiuso. Quindi quello che apparentemente sembra ad alcuni un sistema dotato di un motore immobile e crescita infinita (o vuole farlo credere) in realtà è caratterizzato dal lavoro immane di miliardi di esseri umani che invece di cazzeggiare su FB o altri luoghi dedica la maggior parte del tempo a produrre cose utili per il pianeta (compresi i dispositivi che usiamo per comunicare) approfittando dei miliardi di watt che riceviamo (1360 W al metro quadrato)

che questi critici della crescita venissero costretti a vivere con la tecnologia ed il livello di reddito del 1965 (non dico del 1815 o del 1915 per non parlare dell'epoca pre-industriale).  Poi ne riparliamo

io tornerei alle usanze spartane... poche cose (utili) fatte bene e chi non è adatto giù dalla rupe, tanto tempo e risorse risparmiate!

qui sta il punto... l'economia altro non è che l'applicazione di una filosofia su come la società dovrebbe essere strutturata (capitalismo, comunismo, etcetc), non per nulla molti dei grandi economisti del passato son stati grandi filosofi e di concreto si lavora ancora sui loro lasciti. il fatto che oggi si provi a venderla come una disciplina meramente scientifica è la più grande truffa del XX secolo!

"fintanto che c'è una bella fetta di gente che ambisce ad avere di più e vede spazio per maggiori incrementi di produttività allora si ambisce a crescere ancora... Certo, qui si può innestare il dibattito sui vincoli ambientali, sulle disuguaglianze, la questione della "moda" (come era comparso in una lettura del fine settimana tempo fa) etc, ma è tutto un altro paio di maniche."

su questo serve maggiore attenzione... non si tratta di un altro paio di maniche! stiam parlando delle stessa camicia, se sprechi il tessuto per fare effetti particolari sulla parte del corpo poi magari il tessuto per le maniche manco ce l'hai più!

al giorno d'oggi, se tutta la popolazione mondiale avesse lo stesso stile di vita che conduciamo nella società occidentale non penso che ci sarebbero le risorse per sopravvivere tutti a lungo e allo stesso modo (qui un facile e oltremodo semplicistico riassunto http://www.fastcoexist.com/1680379/what-would-happen-if-the-entire-world...)... siamo delle dannate scimmie nemmeno tanto intelligenti, se ognuna venisse lasciata di agire liberamente per soddisfare i propri desideri sarebbe la giungla! è corretto che sia così?!?!? non è stato forse sancito nella carta dei diritti dell'uomo che siamo tutti uguali e abbiamo tutti gli stessi diritti?!?!? se è veramente così perché "noi" abbiam il diritto di consumare più degli altri?!?!? perché chi verrà dopo di "noi" si troverà ad affrontare dei vincoli di consumo che io oggi non ho solo perché non mi son posto il problema in tempo?!?!? son questioni filosofiche?!?!? si, forse, ma non cambia il fatto che potrebbe essere arrivato il momento di provare a darci una risposta...

Ma se leggi bene non ho negato il problema ambientale, e nemmeno ho detto che la questione filosofica non vada discussa. Semplicemente ho suggerito di non usare la questione filosofica per fare giochetti retorici "delle tre carte". In particolare hai mischiato la questione ambientale con cose ridicole: tipo addossare agli altri il desiderio che piu' gente si spacchi la schiena 60 ore a settimana quasi si volesse imporre il dovere morale di possedere la seconda casa e la Ferrari in nome del Pil. Cosa che non solo qui nessuno vuole, ma che nemmeno accade nella realta'. Punto.

Riguardo alla questione ambientale ti faccio notare un po' di cose: intanto non sono tutti orbi come pensi, e tutta la ricerca che si sta facendo in campo dell'efficientamento energetico e del riciclo da 40 anni a questa parte lo dimostra. Poi la crescita non implica necessariamente un aumento del consumo di materie prime e risorse, pensare allo sviluppo del settore dei servizi, in particolare dei servizi alla persona, e poi andare a vedere l'andamento delle emissioni di CO2 (o piu' in generale dei consumi di energia in kg di petrolio equivalente) per capita e per 1000 USD PPP dei paesi avanzati dal dopoguerra ad oggi.

E nota che e' razionalmente impossibile intavolare una discussione seria se quelle son le premesse. Se la discussione seria e' quella che cerchi meglio dare una bella sforbiciata alla retorica, altrimenti qualsiasi discussione sulla sostenibilita' ambientale e sulle virtu' della vita frugale, per quanto possa partire da premesse condivisibili, finisce in fuffa.

Per chiudere: che diavolo centrava tutto questo con l'argomento trattato nell'articolo? Era proprio necessario buttare tutto nel ventilatore?

detto schietto

beppyz 31/3/2015 - 10:01

l'economia si presta alla retorica, l'articolo qui sopra non è altro che un esempio di questo... si tratta di "una materia" dove non esiste la controprova ed è soggetta a speculazioni di qualsiasi tipo (in questo articolo si mette in dubbio l'efficacia delle politiche keynesiane che di fatto han fatto uscire dalla crisi del '29 e in modalità 2.0 han fatto uscire da questa), non è una battuta lontana dal vero quella secondo la quale la risposta tipica e corretta di un economista dovrebbe essere "dipende da"...

sono spesso additato di essere un troll in questo blog di menti sopraffini, devo ammettere che non è lontano dalla realtà questo appellativo... in un blog dove si decantano principalmente le virtù del modello economico liberale vs qualsiasi altra filosofia economica son quello che fa presente che ci son molti temi da trattare (vedi questione ambientale e sostenibilità che nel pensiero liberale per ora non mi pare abbiano ancora del tutto attecchito) che son a mio parere (ma è probabile che mi sbagli) molto più rilevanti di "i keynesiani non capiscono niente perché...", "la scuola austriaca è una fuffa perché...", "il socialismo ha fallito perché..." e via dicendo

fai giustamente notare che non son l'unico ad avere interesse sui temi di sostenibilità e ambiente (mi pare ci fosse un candidato alla presidenza degli usa con le stesse idee e mi risulta anche che recentemente a montreal sia stata presa la decisione di monitorare e ridurre le emissioni di CO2 in modo radicale), ma se son temi così nuovi e interessanti come mai non ho visto mai un articolo che ne parli in questo blog? (e non lo seguo da un paio di mesi...), eppure son questioni che da un punto di vista di impatti economici ne hanno non pochi...

p.s. l'esempio della ferrari, della seconda casa e delle 60 ore (so bene che se ne lavoran molte di meno già da un bel po' di anni) erano ovviamente delle iperboli, avendo tirato in ballo la diversa classificazione di bisogni che un uomo deve soddisfare ho nominato i primi beni che mi son venuti in mente per ridondanza tecnologica e sperpero di risorse (una autovettura fuoriserie ed una casa sulla riva del lago). in realtà si può applicare lo stesso concetto agli smartphone e 1000 altre diavolerie per le quali è valido l'effetto "appartenenza" ad un determinato gruppo sociale "di successo". questo meccanismo innesca la domanda di questi beni etcetc il resto della storia penso sia noto