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L’illusione keynesiana

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E' proprio quello che David vi (a te e DeLong e gli innumerevoli altri che parlano a cazzo senza capire) spiega nell'appendice. Che OVVIAMENTE il cell e' "commodity money" (no, it is NOT fiat money e David ti spiega anche quello e perche' e per come!) ed e' appunto quello il punto. Ma perche', davvero, perche' state tutti a voler discettare di cose di cui non avete nemmeno la piu' elementare comprensione? Perche' non avete l'umilta' di studiarle e capirle prima di mettervi a fare i teorici del cazzo della MMT delle suole delle mie scarpe?

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innanzitutto qui non avete tradotto l'appendice dove Levine risponde a DeLong dicendo che il suo  non è uno schema di baratto, ma di commodity money, che però potrebbe essere anche al posto del cellulare un IOU..., per cui urlare dell'analfabeta perchè non si è letto quello che non si è pubblicato è un tantino eccesssivo.

In secondo luogo io non ho citato DeLong, ma Nick Rowe che è quello che fa la critica corretta (non è keynesiano!)  ed è qualche spanna sopra DeLong e se permettete a livello internazionale anche di voi su questi temi monetari e quindi più difficile da liquidare con il noncapisceuncazzo di prammatica di boldrin

In terzo luogo, quello che risponde Levine è che poteva funzionare anche con il credito, "inside money" e poi anche se dice che è più "tricky" si riferisce finalmente all'esistenza di "money", outside money, quello che stampa la FED ad esempio. E qui però non spiega più tramite l'ottimo esempio ma cita un paper suo in cui rivisita il famoso articolo del 1948 di MiltonFriedman "“A Monetary and Fiscal Framework for Economic Stability”"  in cui il Milton aveva scritto che si poteva stampare moneta con effetti positivi e il deficit andava monetizzato  ("...Deficits or surpluses in the government budget would be reflected dollar for dollar in changes in the quantity of money; and, conversely, the quantity of money would change only as a consequence of deficits or surpluses. A deficit means an increase in the quantity of money; a surplus, a decrease...")

Nel paper Levine e altri fanno un modellino stilizzato solito di due agenti rappresentativi che ottimizzano ecc.. in cui mettono in equazioni l'idea di Friedman e concludono che stampare un poco di moneta può aiutare a volte un poco, tramite maggiore inflazione il PIL, ma molto poco http://www.dklevine.com/archive/refs42035.pdf

Quindi, per rispondere all'obiezione non tanto mia, ma di Nick Rowe che citavo e ripeto è al centro dei dibattiti su temi monetari nel mondo, a differenza di Boldrin che di queste cose ha scritto niente o quasi a livello accademico (giusto?)  bisognava in realtà leggere questo modellino matematico del 1992 in cui si "correggeva" il paper del 1948 (Friedman non masticava modelli)

Ragazzi, lo sapete che sui blog americani invece magari uno faceva lo sforzo di spiegare come funzionava lo schema di quattro operatori di cellulare, burger, tatuaggi.... com moneta ? Qui invece si distribuiscono i noncapisciuncazzo basandosi sull'autorità del professore a cui bisogna credere perchè ha scritto i paper (che non c'entrano un 'azzo delle cose di cui si parla, ma basta aver scritto paper e si ha l'autorità in tutti i campi dell'economia)

Comunque, non avevo letto l'appendice in inglese di Levin sul suo sito e il paper a cui si riferisce. ma oggi ho guardato. Quello che si vede è che simulano con un modellino in cui ci sono due tipi di "traders", uno che vuole vendere e uno vhe vuole comprare e poi un solo bene di consumo che viene scambiato e da lì ricavano equazioni e tirano concluzioni sui benefici dell'inflazione.. tramite appunto un incremento di moneta...

Bene. C'è un problema di fondo con questi e le altre centinaia di "modelli" in cui si mettono in equazioni il comportamento di un o due "agenti rappresentativi" per ricavarne con "fondamenta micro" risultati su come funziona l'economia dove gli agenti sono migliaia e agiscono come gruppi ....: che la matematica è corretta e anche bella, ma le assunzioni per far sì che possa funzionare sono talmente arbitrarie che nessuno al di fuori di chi scrive papers, nei governi, nelle corporations, nei mercati finanziari, PRESTA LA MINIMA ATTENZIONE A QUESTI "MODELLI"

Dato che  (detto così) questo è un commento gratuito e demagogico potrei citare Cochrane stesso che lamentava mesi fa sul suo blog che appunto non li usa nessuno nei governi (sicuramente perchè noncapisconouncazzo...però non li usano) e posso garantire che nel mondo finanziario nessuno si accorge che esistono...nonostante in finanza per fare soldi siano tutti molto interessati a sapere se stampare moneta, QE o simili facciano inflazione e cosa succeda ai tassi...però lo stesso non si fidano molto di modellini in cui ipotizzi due "agenti razionali che ottimizzano e con vincoli di bilancio intertemporali" e poi dopo venti pagine di equazioni concludi che stampare moneta in situazioni di economia depressa non serve. La gente che ha un business dice: "ma se proprio sicuro.... qui proprio non circolano soldi... se se ne stampassero un poco ?" e il prof... "arghh!...non diciamo cazzate... i soldi non sono un problema! nel paper del 1992 hanno ricavato 24 equazioni..."

Ma faccio un esempio sullo stesso piano, accademico e matematico,  del fatto che invece si può anche sostenere che stampare moneta funziona, cioè funziona meglio che indebitarsi da parte dello stato. Willem Buiter ha scritto anche lui un paper con un modellino sul tema e nel 2014,quindi anche più fresco di quello del 1992 di Levine: "The Simple Analytics of Helicopter Money: Why It Works – Always" http://willembuiter.com/helifinal.pdf in cui fa anche lui lo stesso tipo di esercizio

...a rigorous analysis of Milton Friedman’s parable of the ‘helicopter’ drop of money – a permanent/irreversible increase in the nominal stock of fiat base money rate which respects the intertemporal budget constraint of the consolidated Central Bank and Treasury – ...

e con assunzioni diverse anche lui lavora le equazioni (un modello!)  e conclude che la deflazione e la situazione attuale di tassi a zero la curi stampando moneta

....there always exists – even in a permanent liquidity trap – a combined monetary and fiscal policy action that boosts private demand – in principle without limit. Deflation, ‘lowflation’ and secular stagnation are therefore unnecessary. They are policy choices


vedi anche

March 26, 2015 11:47 pm Financial Times

 http://www.ft.com/intl/cms/s/0/7bc99348-d40b-11e4-99bd-00144feab7de.html#axzz3VsquGsVr

 

se in questi modelli il volume di denaro necessario per il pieno di carburante dell'elicottero non finisca, prima poi, ad essere superiore alla capacità di carico dell'aeromobile rendendo l'operazione un pizzico dispendiosa.

O pesi tanto da non poterlo farlo sollevare da terra...uguale :)

Concordo in toto,credo che la tua interpretazione sia corretta,anche io sono andato a leggermi l'appendice in inglese,non padroneggio l'inglese,ma ho capito più o meno le cose che scrivi tu. Sarebbe stato opportuno tradurre anche qui l'appendice,perche'li Levine spiega nel dettaglio la sua metodologia ed il suo ragionamento. Peró l'appendice, mi pare di aver capito,e'stata scritta dopo che il nostro aveva letto le critiche che Delong e Company avevano mosso al suo schema! Al netto delle conclusioni personali va dato atto a Levine che si tratta di una ricostruzione molto raffinata,va rispettata la sua scienza al di la delle interpretazioni personali!. Nell'appendice, Levine,in risposta alle critiche di Brad Delong ed altri, spiega perche'utilizza quello schema semplice senza il denaro,ossia perche'ritiene che l'uso dello schema con il denaro complicherebbe il modello introducendo una periodicita',un elemento temporale che andrebbe trattato matematicamente in quanto il denaro implica decisioni/preferenze intertemporali ( spendo ora,tesaurizzo,spendo in un altro momento,etc). Poi dice che,comunque,anche mettendo il denaro non cambia il risultato perche'se,ad un certo punto, il tizio del cellulare decide di non produrre il cellulare ( ossia,e'disposto a scambiare con gli altri solo il denaro,ma non vuole procurarselo producendo il suo cellulare), occorre immettere continuamente dall'esterno denaro nel sistema generando così inflazione,per cui non si risolve niente lo stesso. Alla fine,dopo che nella premessa aveva ben bene bastonato Keynes,nell'appendice lo rivaluta un po dicendo che il suo mini schema dimostra che le conclusioni e le cure che il keynesismo propone non danno risultati certi,per cui ci sono modelli più attuali che funzionano meglio ( e ti credo,sono passati 80 anni dalla Teoria Generale: keynes non disponeva degli strumenti statistici,metodologici,informatici di cui disponiamo oggi!) pur non essendo perfetti neanche loro. Poi dice anche che,per lui,non si può sostenere con certezza come fanno i neo-keynesiani cosa sia un deficit di offerta,e un deficit di domanda perche'l'uno e'il riflesso dell'altra! E qui emerge la differenza "filosofica"di fondo tra un Keynesiano,che interpreta tutte le crisi come shock da domanda,ed un neo-classico,liberista,che pone quasi sempre l'accento sul lato dell'offerta!Infatti Krugman critica il suo modello proprio perche'lo considera una cattiva rappresentazione della teoria Keynesiana( straw man) che e'concepita per "curare"un deficit di domanda,non di offerta( se c'e'un cattivo raccolto/distruzione di grano,la cura keynesiana non fa nascere il grano dal campo!). Alla fine,a mio avviso,la tua interpretazione analitica del modello di D.K.Levine coincide con quello che avevo sostenuto intuitivamente anche io: ossia che la sua ricostruzione e'"metodologicamente", concettualmente, errata perche'non si possono derivare/invalidare le conclusioni macro di un modello economico partendo da una rappresentazione semplificata su scala micro del modello stesso! E'il passaggio dal micro al macro che non funziona,perche'a livello macro,con migliaia di mercati,di agenti,di interrelazioni,gli scenari e le conseguenze possono divergere profondamente da quello che sembra accadere a livello micro! Questo vale,ovviamente,per qualsiasi teoria economica non solo per il Keynesismo!