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L’illusione keynesiana

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@marco esposito: Mi spiace, lei parte da un assunto errato: che quelli di sinistra siano più inclini di quelli di destra a restare vittime di fedi, nel caso di specie economiche. Mi permetto di osservare che, a mio avviso, è esattamente il contrario. Capisco che qui impera un dialogo tra sordi e si rischia un rimpallo di accuse degno di “Per chi suona la campana” (non Hemingway ma John Donne), però ci provo lo stesso. Io penso che, al netto della grossolanità insita nelle generalizzazioni, sia la scelta politica che quella di aderire ad una "fede" economica è frutto della struttura psicologica, determinata prevalentemente dell'educazione. I laici di sinistra moderata acquisiscono una maggiore propensione al dubbio ed allo scetticismo, che si riflette sulla capacità critica; tendenzialmente, sono persone logiche, pragmatiche, mosse dal dubbio, spinte da ideali, alla perenne ricerca di soluzioni concrete ai problemi, e che, pur patendo ancora il complesso edipico (altrimenti non sarebbero di sinistra), non se ne lasciano dominare. Discorso diverso per quelli della sinistra massimalista, a-logici, a-pragmatici, “benaltristi”, obnubilati dall’ideologia, i quali, non avendo risolto il complesso edipico, se ne lasciano dominare e non gli va mai bene nessuna soluzione e perdono tempo ad "ammazzare" tutti i giorni il proprio padre. Mi pare almeno intuitivo che quelli educati secondo i canoni tipici di destra - a maggior caratura autoritaria - siano, invece, in generale più portati ad assumere atteggiamenti fideistici sia in politica che in economia. Il luogo del misfatto è soprattutto in famiglia, nei primi anni, dove spesso non si inculcano le basi dell'analisi critica, da parte di genitori che, per la loro struttura psicologica, determinata fortemente dall’educazione autoritaria ricevuta, non coltivano dubbi, ma certezze; non consentono, ma reprimono; non tollerano, ma vietano. Faccia una riprova: tutti i figli di genitori “fascisti” hanno sempre un alto concetto del loro padre - perché sono usciti sconfitti dal conflitto edipico - e conservano questa loro propensione a seguire un “capo”, da cui farsi dirigere ed in cui immedesimarsi. E immancabilmente si schierano con i ricchi e i potenti. E, poiché hanno la coda di paglia, diventano talvolta campioni e (quasi) sempre vittime della triade menzogna- negazione freudiana- proiezione. Come nel suo caso. Se riesce a vincere la censura interna, si faccia un bell’esame di coscienza. Così forse diventerà meno seguace fideistico dell’ideologia economica dei ricchi potenti: come indubitabilmente è il neo-liberismo.

Non metterti alla guida in queste condizioni.

Fischio

Vincesko 31/3/2015 - 17:09

@Gieffe: Sento da qui (un migliaio di Km?) l'eco di un assordante fischio nelle orecchie...
PS: Non guido l'auto da 7 anni, vado a piedi. E rischio solo di essere investito (come è già successo) da persone strampalate e spietate come i neo-liberisti...

... dovrebbe essere il maestro. Semplicemente dubitava di tutto e tutti, specialmente quelli con le certezze, divertendosi a distruggergliele, tanto da essere odiato da molti ateniesi, etc., etc.

Hai scritto un post di certezze assolute, fai tu.

Mi spiace contraddirti, sono un miscredente, non ho certezze. Io, come ho scritto (“a mio avviso”, “mi pare”) ho semplicemente espresso il mio punto di vista, che è frutto di osservazione empirica (piuttosto lunga), corroborata da qualche buona lettura. Ed ho fatto affermazioni ovvie, quasi banali. Come quella che un’educazione autoritaria, vale a dire, in sostanza, repressiva, da piccoli, tarpa le ali dell’intelletto e qualcos’altro e rende vulnerabili all’indottrinamento e alla manipolazione psicologica. La tua “resistenza” ad accoglierle – e questo vale per tutti, anche per me, beninteso – io lo interpreto “per forza” dovuto – detto icasticamente - a coda di paglia. Ti sei riconosciuto, ma la tua censura interna ti impedisce di accettarlo perché lo giudichi insopportabile. Guarda che anche genitori supposti di sinistra possono impartire un’educazione repressiva, ad esempio in campo sessuale; e anche questo incide molto – sostiene Freud, che, si sa, era un po’ fissato con la sessualità - sullo sviluppo intellettivo e della capacità critica. Dopo averci riflettuto e fatto 2+2, mi sono trovato del tutto d’accordo con Freud… Ho tratto quanto ho scritto da un vecchio post del mio blog (“Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’”); dopo un po’ che lo pubblicai, dopo aver ricevuto commenti come il tuo, aggiunsi il seguente poscritto: “PS: l’analisi va presa cum grano salis”. Ecco, se proprio non ti va, prendila cum grano salis.