Titolo

L’illusione keynesiana

11 commenti (espandi tutti)

JMK

marco esposito 30/3/2015 - 16:56

Come ho già detto più volte io ho studiato Economia Politica sui testi di due professori americani che appartenevano all'ala radicale post-sessantotto (Hunt e Sherman, per i curiosi).
Ebbene, anche costoro criticavano la teoria genrale di Keynes con gli stessi argomenti di Levine, aggiungendone altri, per così dire, più di sinistra (ebbene sì: parlavano anche della diseguale divisione della ricchezza, argomento assente in JMK, e che, secondo loro era fondamentale: cosa succede se il venditore di cellulari vuole 18 panini per il celulare ?).
Non divagando troppo su cose oramai lontane nel tempo devo appunto fare quello che dovrebbe fare qualsiasi persona dotata di buon senso: contestualizzare.
Giusta o sbagliata la Teoria generale è stata scritta nel 1933, in un contesto economico completamente diverso, trarne una qualsiasi logica oggi è impossibile, come è impossibile farlo per tante altre teorie, che rispondevano ai tempi (c'è qualche Colbertista ?).

La verità è politica e fideistica, siccome certa gente si sente "de senistra" cerca di dare corpo ai propri istinti religiosi attaccandosi a una qualsiasi teoria che dica che "lo Stato è bello e i ricchi fanno schifo", teoria tra l'altro valida fino a quando non gli toccano la robba, stile Gino Paoli, Keynes con la sua teoria (tutt'altro che generale, visto che si occupava di un momento in cui l'altra teoria imperante, quella neoclassica, non era in grado di spiegare la Grande Depressione) della domanda aggregata soddisfa alcuni requisiti "de senistra" e quindi è difesa più del Vangelo da parte di un Gesuita.

Ovviamente appena gli tocchi la fede arrivano, non mi stupisce quindi il numero di commenti incongrui, ignoranti (nel senso che ignorano o deficitari), non li ritengo nemmeno dei troll, fanno parte della sociologia di questo paese.

ma, ammettendo che Keynes e tutti i suoi seguaci abbiano detto solo stupidaggini, alla luce dei fatti (e forse con una certa dose di senno del poi,  lo riconosco!) non mi pare che i seguaci di chi predica/va teorie opposte abbiano ottenuto risultati fantasmagorici; a questo punto la domanda diventa. non è che in economia l'unica "teoria" che funzioni sia quella del colpo al cerchio e l'atro alla botte?

Può farmi qualche esempio di nazioni dove abbiano avuto potere decisionale gli "avversari" di JMLK e che non abbiano avuto risultati fantasmagorici ? Anzi semplicemente dove abbiano avuto semplice potere decisionale, indipendentemente dai risultati. A me viene in mente la Svezia più recente, ma forse lei non è d' accordo.

E' già stato ampiamente dibattuto su nFA che la frase"teoria economica" è priva di senso, esistono solo modelli che spiegano il funzionamento dei mercati in date situazioni (storiche, presenti, ipotetici futuri).

Il presupposto di certi post-keynes (che, ripeto, scriveva in situazioni completamente diverse da oggi) è che solo lo Stato sa come far funzionare i mercati, e che solo lo Stato è in grado di correggere alcune storture che si posssono creare nei mercati.

L'onnipotenza cosciente economica quindi risiederebbe nei burocrati di qualche Ministero Economico. E io sono l'incredibile Hulk sotto mentite spoglie..

In parole terra-terra: credere che lo Stato sia composto da superuomini preveggenti, capaci di generare il moto perpetuo è una boiata pazzesca (Cit.: rag. Fantozzi), e al momento non c'è alcuna evidenza empirica (dimostrata e dimostrabile) che l'intervento dello Stato non provochi solo danni, poichè è un elefante che entra in un negozio di cristalli.

Bene

Franco Verzetti 31/3/2015 - 20:49

mi fido di lei che sicuramente ne sa più di me e d'ora in poi, applicato all'economia, userò il termine "modello" al posto di teoria. Sono sicuramente daccordo con lei sul fatto che al governo di uno Stato non ci siano solo superuomini, ma questo, per la mia esperienza, vale qualunque sia l'orientamento politico dello Stato in questione. Riassumendo in una battuta; sicuramente il socialismo non ha risolto i problemi del mondo, però il liberismo non ha mica smesso di crearne ... e viceversa!

"credere che lo Stato sia composto da superuomini preveggenti, capaci di generare il moto perpetuo è una boiata pazzesca (Cit.: rag. Fantozzi), e al momento non c'è alcuna evidenza empirica (dimostrata e dimostrabile) che l'intervento dello Stato non provochi solo danni, poichè è un elefante che entra in un negozio di cristalli."

Perfettamente d'accordo, quindi l'idea di nazionalizzare MPS, risanarla e venderla era una cazzata galattica. Infatti è venuta in mente a ... oh, wait... 

@marco esposito: Mi spiace, lei parte da un assunto errato: che quelli di sinistra siano più inclini di quelli di destra a restare vittime di fedi, nel caso di specie economiche. Mi permetto di osservare che, a mio avviso, è esattamente il contrario. Capisco che qui impera un dialogo tra sordi e si rischia un rimpallo di accuse degno di “Per chi suona la campana” (non Hemingway ma John Donne), però ci provo lo stesso. Io penso che, al netto della grossolanità insita nelle generalizzazioni, sia la scelta politica che quella di aderire ad una "fede" economica è frutto della struttura psicologica, determinata prevalentemente dell'educazione. I laici di sinistra moderata acquisiscono una maggiore propensione al dubbio ed allo scetticismo, che si riflette sulla capacità critica; tendenzialmente, sono persone logiche, pragmatiche, mosse dal dubbio, spinte da ideali, alla perenne ricerca di soluzioni concrete ai problemi, e che, pur patendo ancora il complesso edipico (altrimenti non sarebbero di sinistra), non se ne lasciano dominare. Discorso diverso per quelli della sinistra massimalista, a-logici, a-pragmatici, “benaltristi”, obnubilati dall’ideologia, i quali, non avendo risolto il complesso edipico, se ne lasciano dominare e non gli va mai bene nessuna soluzione e perdono tempo ad "ammazzare" tutti i giorni il proprio padre. Mi pare almeno intuitivo che quelli educati secondo i canoni tipici di destra - a maggior caratura autoritaria - siano, invece, in generale più portati ad assumere atteggiamenti fideistici sia in politica che in economia. Il luogo del misfatto è soprattutto in famiglia, nei primi anni, dove spesso non si inculcano le basi dell'analisi critica, da parte di genitori che, per la loro struttura psicologica, determinata fortemente dall’educazione autoritaria ricevuta, non coltivano dubbi, ma certezze; non consentono, ma reprimono; non tollerano, ma vietano. Faccia una riprova: tutti i figli di genitori “fascisti” hanno sempre un alto concetto del loro padre - perché sono usciti sconfitti dal conflitto edipico - e conservano questa loro propensione a seguire un “capo”, da cui farsi dirigere ed in cui immedesimarsi. E immancabilmente si schierano con i ricchi e i potenti. E, poiché hanno la coda di paglia, diventano talvolta campioni e (quasi) sempre vittime della triade menzogna- negazione freudiana- proiezione. Come nel suo caso. Se riesce a vincere la censura interna, si faccia un bell’esame di coscienza. Così forse diventerà meno seguace fideistico dell’ideologia economica dei ricchi potenti: come indubitabilmente è il neo-liberismo.

Non metterti alla guida in queste condizioni.

Fischio

Vincesko 31/3/2015 - 17:09

@Gieffe: Sento da qui (un migliaio di Km?) l'eco di un assordante fischio nelle orecchie...
PS: Non guido l'auto da 7 anni, vado a piedi. E rischio solo di essere investito (come è già successo) da persone strampalate e spietate come i neo-liberisti...

... dovrebbe essere il maestro. Semplicemente dubitava di tutto e tutti, specialmente quelli con le certezze, divertendosi a distruggergliele, tanto da essere odiato da molti ateniesi, etc., etc.

Hai scritto un post di certezze assolute, fai tu.

Mi spiace contraddirti, sono un miscredente, non ho certezze. Io, come ho scritto (“a mio avviso”, “mi pare”) ho semplicemente espresso il mio punto di vista, che è frutto di osservazione empirica (piuttosto lunga), corroborata da qualche buona lettura. Ed ho fatto affermazioni ovvie, quasi banali. Come quella che un’educazione autoritaria, vale a dire, in sostanza, repressiva, da piccoli, tarpa le ali dell’intelletto e qualcos’altro e rende vulnerabili all’indottrinamento e alla manipolazione psicologica. La tua “resistenza” ad accoglierle – e questo vale per tutti, anche per me, beninteso – io lo interpreto “per forza” dovuto – detto icasticamente - a coda di paglia. Ti sei riconosciuto, ma la tua censura interna ti impedisce di accettarlo perché lo giudichi insopportabile. Guarda che anche genitori supposti di sinistra possono impartire un’educazione repressiva, ad esempio in campo sessuale; e anche questo incide molto – sostiene Freud, che, si sa, era un po’ fissato con la sessualità - sullo sviluppo intellettivo e della capacità critica. Dopo averci riflettuto e fatto 2+2, mi sono trovato del tutto d’accordo con Freud… Ho tratto quanto ho scritto da un vecchio post del mio blog (“Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’”); dopo un po’ che lo pubblicai, dopo aver ricevuto commenti come il tuo, aggiunsi il seguente poscritto: “PS: l’analisi va presa cum grano salis”. Ecco, se proprio non ti va, prendila cum grano salis.