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L’illusione keynesiana

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A me l'articolo pare una serie di metafore poco azzeccate. La prima, la macchina idraulica perpetua, farebbe sorridere (o arrabbiare) persino il più accanito dei keynesiani "idraulici" visto che il moltiplicatore implica un moto smorzato, non un moto perpetuo. Ma quello che mi ha abbastanza sconvolto è quando Levine introduce nel suo racconto la moneta, scrivendo: "Keynes parla anche del ruolo delle aspettative nel fallimento della coordinazione – ottimismo e pessimismo. Per esempio: i pessimisti si aspettano che la moneta non abbia alcun valore, essi non scambiano, pertanto non ha valore: una profezia che si autoavvera; gli ottimisti si aspettano che la moneta abbia un valore, quindi scambiano e la moneta serve ed ha valore: anche questa è una profezia che si autoavvera." Ma in realtà Keynes afferma all'incirca opposto, cioè che il pessimismo rende la moneta riserva di valore e su questo basa la teoria della preferenza per la liquidità. Uno può condividere o meno la teoria keynesiana, ma presentarla in modo errato è solo uno straw man.

in modo coerente, Iodice, la "teoria keynesiana"?

Io aspetto, paziente. 

Non ci vuole molto per capire che Levine attacca un uomo di paglia, basta guardare le definizioni dei concetti che critica, che si trovano su qualsiasi libro di testo. E' come se uno criticasse Newton dicendo che il primo principio della dinamica afferma che i corpi non sottoposti ad attrito si fermano spontaneamente. Al di là del fatto che Newton avesse o meno ragione (ovviamente ce l'ha) la sua affermazione è opposta e si trova su qualsiasi libro di fisica per le scuole superiori.