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L’illusione keynesiana

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Malgrado il giustificato giudizio negativo, abbastanza ben illustrato, sulla spesa pubblica che si pretenderebbe essere virtuosa di per sé, tutto sommato non credo che ridurre uno sforzo sincero, visionario? e sia pure così derubricato! ma sul quale tuttavia si sono consumate le migliori menti di generazioni di studiosi, a una marchiana cantonata senza sbocco ed “essenzialmente inutile” sia una operazione corretta. Si dovrebbe credo, allora, almeno sentire su di sé l'onere di spiegarne le motivazioni, recondite o palesi che fossero ritenute: ad esempio un amore per lo statalismo inconfessato o addirittura una militanza marxista inconfessabile, ovvero una pochezza generale di spirito o peggio una deficienza prima precoce e poi senile.

Seguendo, invece, chi faceva l'esempio d'altre discipline, questa ruvidezza quando pure si presenta altrove appare decisamente più misurata. Non è affatto assurdo dire che le teorie di Einstein non sono più attuali e che sono state superate e integrate in visioni più generali, lo si legge anzi dovunque anche sui giornali divulgativi, ma non lo si passa per questo per uno che ha profuso parecchi aneddoti che si sono oramai rivelati solo sciocchezze ingannevoli, e questo per via che nella scienza essere superati è una legge naturale, e ridurre i vecchi studiosi a limitati buontemponi perdigiorno, altrimenti, potrebbe essere messo in atto per chiunque, anche per gli attuali depositari di teorie “più affidabili”.

Eulero non conosceva bene le proprietà dei numeri immaginari, vogliamo concluderne che non conosceva quindi i numeri? I grandi fondatori della chimica moderna Lavoisier e Gay-Lussac credevano che la materia fosse continua e non composta di atomi, dunque non sapevano nulla di materia? La fisica moderna potrebbe sbeffeggiare Newton, Lord Kelvin, Einstein, e forse tutti quelli che sono esistiti prima degli ultimi trent'anni, i matematici potrebbero dire che Hilbert sapeva e capiva solo cose che oramai si studiano nei primi anni dei licei, e dove mettersi le mani per tutti i biologi di prima della scoperta della catena del DNA e per tutti i medici dell'800? È un gioco troppo facile. Insomma, un conto è esaltare il progresso della scienza, che supera sempre se stessa, un conto è irridere gli studiosi del passato. Tutto si risolve, nel migliore dei casi, nello screditare la propria disciplina e dunque se stessi.

Io credo che Keynes sia portatore di un pensiero ispirato a principi liberali, e ispiratore di mentalità sollecita verso il miglior funzionamento del mercato, e non orientata ad un becero statalismo clientelare, e che si voglia negare questa sua peculiare modalità di sollecitudine verso il mondo della produzione mi pare veramente ingeneroso. Si possono e si debbono ben rimproverare i suoi lontani, troppo disinvolti, ripetitori che non hanno aggiornato le loro competenze, i politici che acchiappano al volo frammenti d'idee secondo quello che meglio gli conviene, i sindacati troppo recentemente e superficialmente più acculturati sui problemi generali dell'economia, la vecchia sinistra orfana di un pensiero radicale e in cerca di un nume tutelare creduto malleabile, il popolino sempre pronto ad affezionarsi a ricette semplici e gradevoli, ma cosa c'entrerebbe con tutto questo lo studioso Keynes?

Si vuole gettare giù dalla torre escheriana Keynes?, allora temo si sia poco riflettuto intorno all'impatto che questa leggerezza possa avere sull'identità del liberalismo in generale ma prima di tutto anglosassone.

P.S. La chiamata in correo di Nixon, e in una maniera oltremodo iperbolica, la trovo particolarmente irritante.

P.P.S. In Escher l'acqua scende ed è solo per un errato effetto prospettico che torna al punto di partenza.

Condivido in toto quello che matteo ha scritto,aggiungendovi un paio di considerazioni. Non mi risulta che Einstein sia stato superato,tranne per qualche aspetto marginale. I capisaldi della cosmologia moderna sono sempre quelli di Einstein,la teoria della relativita'generale,quella ristretta,buchi neri,onde gravitazionali,etc.La concezione  fisica e gravitazionale di Einstein che ingloba quella Newtoniana che rimane comunque valida per certi versi,che considera le masse celesti come "curvature" dello spazio-tempo e'un caposaldo della astrofisica moderna! Ovviamente,dopo Einstein,si sovrappongono nuove scoperte,il modello standard sembra ormai consolidato con la conferma sperimentale del bosone di Higgs,ma Einstein rimane sempre un caposaldo! La sintesi,il raccordo,tra la fisica quantistica,e la teoria gravitazionale ( teoria del tutto)non e'stata ancora realizzata neppure oggi a 50 anni dalla morte di Einstein! Per quanto concerne Keynes,credo che se la sua teoria sia fallace,se scomposta,analizzata,sezionata a livello micro,a livello logico-matematico,lo sono anche tutte le altre a mio avviso,perche'l'economia non e'riducibile interamente alla logica matematica! Secondo la fisica meccanicistica,un calabrone non potrebbe volare,ma invece vola! L'Economia non e'un calabrone,ma il concetto e'quello!Poi non capisco perche'ce l'abbiano tutti con Keynes nel momento in cui,da almeno 40 anni,a livello mondiale,accademico,politico,giornalistico,mediatico, etc l'orientamento economico prevalente e'antikeynesiano? Secondo voi la politica della U.E e'keynesiana? La linea economica della U.E e del Fmi,si ispirano alla "austerita espansiva", teorizzata,tra l'altro,da Alberto Alesina,dichiaratamente liberista! Se c'e'qualche rigurgito di mini-keynesismo,viene proprio dagli Usa,dove c'e'krugmann che ha qualche voce in capitolo,e la politica di Obama/Federal Reserve,di stampo interventista (ma a piccole dosi,non mi sembra che Obama abbia sfasciato il deficit Usa: e'stato in deficit per 3/4 anni,gli anni più duri della crisi,ora mi sembra stia tornando verso il pareggio!). Per quanto riguArda la critica di questo autore alla relazione Keynesiana tra risparmi ed investimenti e consumi,mi pare sia la parte più debole del suo articolo,peraltro raffinatissimo: keynes non ha mai scritto che i risparmi non servono a niente,o devono essere il più bassi possibili! Evidenziava che,nell'immediato,la domanda aggregata e'spinta più dai consumi,che dai risparmi in quanto i risparmi non necessariamente si tramutano in investimenti (possono rimanere sotto il materasso,o inattivi in banca,perche'gli imprenditori sono sfiduciati e non investono; un pò come accade adesso in Italia,le banche hanno liquidita',ma non prestano,e gli imprenditori non chiedono per sfiducia verso il futuro!). Il caso della Cina,preso come esempio x dimostrare che un paese che risparmia molto,cresce anche molto,mi sembra completamente sballato! A parte che un caso non fa una regola,si possono citare decine di controesempi! Gli Usa,e il Uk,hanno risparmi bassi,e crescono molto Proprio come teorizza keynes!Il Giappone ha,forse,lo stesso tasso di risparmio della Cina,e cresce poco; la stessa Italia,nonostante la crisi,continua ad avere risparmi alti,e cresciamo poco: il patrimonio privato italiano,nonostante la crisi,dati banca d'Italia,ammonta a circa 7000 miliardi di €( 5 volte il Pil!) di cui,almeno,4000, sono depositi,titoli,conti correnti,polizze vita,fondi,ossia asset finanziari! Poi il paradosso e'che abbiamo un debito enorme: italiani mediamente ricchi,Stato povero,crescita asfittica!

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[utente 1955] 28/3/2015 - 15:35

Nonostante le reprimende nei tuoi confronti del Prof. Boldrin condivido le tue affermazioni.

Ricordiamoci che l'economia per sua natura non e' una scienza esatta perche' le sue leggi sono di derivazione empirica quindi tutte le teorie costruite finora possono essere fallaci.

Che possano essere fallaci deriva dal fatto che esse studiano le evoluzioni economiche che sono direttamente influenzate dal comportamento delle persone e queste nel tempo e nei luoghi possono avere comportamenti diversissimi.

Per essere un po' ironici vorrei ricordare la definizione degli economisti che ho letto da qualche parte ma non so chi l'abbia inventata:

"Gli economisti sono quelli che ti spiegano il giorno dopo quello che non hanno saputo prevedere il giorno prima"

 

"Gli economisti sono quelli che ti spiegano il giorno dopo quello che non hanno saputo prevedere il giorno prima"

dimostrandoti che, comunque, avevano previsto anche questo quindi hanno ragione in ogni caso!

Ricchezza e Pil

Vincesko 28/3/2015 - 17:19

Segnalo, per la precisione: 1. Alla fine del 2013, la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 8.728 miliardi, di cui la ricchezza abitativa era pari a 4.900 miliardi e quella finanziaria alla parte restante. https://www.bancaditalia.it/media/notizia/la-ricchezza-delle-famiglie-italiane-nel-2013-supplemento-al-bollettino-statistico-n-69-2014. 2. A fine 2013, il Pil è stato pari a 1.560 mld. 3. La ricchezza netta era dunque pari a 5,6 volte il Pil.

Povero Einstein.

Matteo2 29/3/2015 - 03:29

Einstein era un genio. Bene così?!

Detto questo egli ha messo piede in quasi tutte le teorie moderne, non solo nella relatività, anzi confessava che la maggior parte della sua riflessione era stata dedicata alla meccanica quantistica. Ebbene, è noto che già dai primi anni trenta, quando se ne era preventivamente fuggito negli USA, nel gruppo di Bohr, la famosa scuola di Copenhagen, venisse trattato come un rimbambito. Soprattutto da parte di Pauli, che pare avesse un carattere particolarmente difficile. La cosa era nota allo stesso Einstein che se ne lamentava esplicitamente, non senza una punta di ironia. Eppure a fine secolo Feynman doveva sancire che dopo ottanta anni di esperimenti si poteva concludere che la frase di Einstein “Dio non gioca a dadi” era sbagliata. Tralasciando la sua incomprensione dell'importanza della fisica nucleare da lui stesso implicitamente riconosciuta quando volle smarcarsi dall'accusa di aver consapevolmente fatto pressione sul presidente degli Stati Uniti per la realizzazione della bomba atomica, per quanto riguarda la relatività, dopo aver necessariamente ignorato le sciocche teorie alternative dell'epoca nazista che ripristinavano l'etere ma in forma di svastica, roba da non credere, senza dilungarmi ricordo che più seriamente essa fu guardata con qualche perplessità, fin della comparsa del suo peculiare visione, e da parte di scienziati del calibro di Boltzmann, Lorentz, Poincaré, Burali-Forti e forse anche Peano, successivamente da innumerevoli altri, ma infine nel 1953 da Whittaker, non proprio l'ultimo arrivato, che non gliene riconobbe neanche la priorità, cosa che amareggiò gli ultimi anni dell'esistenza di Einstein, che, per giunta, a Princeton amava passeggiare con Goedel il quale pare pensasse che tutte le sue idee erano sbagliate, e conoscendo l'inesorabilità concettuale di quest'ultimo si deve credere che Einstein dovesse starsene parecchio a mal partito. Poi ci sarebbero da dire molte cose anche sulla relatività generale, ma il punto è che malgrado tutto questo non credo che esistano fisici che pur criticandolo sarebbero disposti a concludere che fosse un incapace, tranne i nazisti ovviamente.

Ora, le idee idee di Keynes possono essere assolutamente messe in dubbio, e Levine lo fa efficacemente, il paragone con il quadro di Escher è azzeccato, semplice e molto elegante, descritto magari con qualche difetto, inoltre non si ha motivo di dubitare che per Levine giungere a questa catarsi sia stato lungo, difficile e faticoso, seppure anche liberatorio; c'è un momento in cui bisogna procedere al parricidio culturale, e nel caso di Levine la parola parricidio è ancora più accosta; quello che appare eccessivo è che, per polemica evidentemente contro altri, egli abbia degradato Keynes a inventore di aneddoti, mettendo in cattiva luce l'intera disciplina nella quale si colloca anche il suo lavoro. Lavoro che, d'altro canto, io apprezzo per quei pochi argomenti che ho conosciuto e che hanno avuto più vasta diffusione. Per dire: trovo calzante come formula riassuntiva anche l'altro disegno col marchingegno strampalato, ma credo tuttavia che Keynes ne fosse cosciente, e fosse anche cosciente, se mi si permette una aggiunta, che quell'uccellino alla finestra non esiste veramente, esiste solo nel sogno del dormiente. Come si potrebbe credere altrimenti che colui che descriveva la Borsa come il gioco dell'uomo nero e delle sedie musicali, non sapesse estendere alle sue idee questo stesso duro giudizio? Ma i tempi erano troppo drammatici per non tentare la “fortuna”, portandosi dietro, penso, la consapevolezza che senza quella qualcuno alla fine sarebbe, in effetti, rimasto in piedi. Se questo e vero, come credo che sia, lo classificherei come un disperato ottimismo sul destino del mercato, di cui, altrimenti, egli stesso aveva prospettato la fine e con essa la fine della civiltà occidentale. Col senno del poi il sangue si raffredda e si diventa ingenerosi. Forse solo Einstein allora fu capace di percepire quel pericolo allo stesso grado, e prese più spicciativamente la drastica decisione empirica e consequenziale di lasciare la sua cattedra, tutti i suoi colleghi, la cultura e la ricerca del suo vecchio mondo, e partirsene per il nuovo in cerca di quella incerta fortuna; la quale un tempo era stata evocata allo stesso modo anche da Machiavelli, che forse, però, nessuno dei due ha mai conosciuto.

Molto interessante la tua disquisizione su Einstein,era un personaggio controverso,complesso,contraddittorio come tutti i grandi: potremmo dire,x utilizzare un concetto logico-matematico,non lineare! Mi permetto alcune osservazioni,perche'non sono un fisico (sono laureato in Legge,ma appassionato di Economia,Filosofia della Scienza,Fisica,et similia,quindi leggo abbastanza in materia).  Goedel era un logico,forse il più grande di tutti,l'autore dei famosi teoremi che comprovano che nessun sistema puó essere consistente e coerente nello stesso tempo; tali assunti hanno importanti implicazioni filosofiche,in un certo senso "relativizzano"la scienza dura x eccellenza,ossia la matematica( anche se questa interpretazione e'controversa) e qualunque sistema formale. Quindi non darei molto peso alle opinioni che Goedel aveva di Einstein,la fisica e la logica sono 2 cose diverse,seppur collegate:la fisica e'basata,x quanto concerne la formalizzazione dei concetti e delle teorie,naturalmente sul linguaggio della matematica,e quindi anche della logica. Ma non si può ridurre la fisica interamente alla logica,sono 2 cose diverse. Per quanto concerne la fisica quantistica,x quanto mi risulta,ne esistono diverse versioni,quella di Copenaghen e'una delle tante,la più estrema,non universalmente accettata. Einstein,era "filosoficamente"contro la fisica quantistica perche'inconciliabile con il funzionamento della materia su grande scala,e quindi in contrasto con le conclusioni a cui era giunto con le sue teorie relativistiche. In particolare disse che la fisica quantistica era assurda perche porta a conclusioni paradossali sul principio di realta,infatti,disse"non e'possibile che la luna non sia li,quando io non la guardo"! Per quanto mi riguarda,con buona pace della fisica quantistica,sono d'accordo con lui!Concludendo,mi risulta che la fisica quantistica,a 80 anni dal principio di indeterminazione di Heisenberg,Bohr,max Plank,Einstein stesso ( che inizialmente contribui a farla nascere), etc,sia consolidata solo in parte: parecchie questioni sono controverse,la gran parte della fisica quantistica rimane ancora un mistero! Per le teorie relativistiche di Einstein,insisto,mi risulta che costituiscono ancora oggi il caposaldo della cosmologia moderna,che ovviamente e'in divenire con scoperte sempre nuove. Ho letto qualche tempo fa che la teoria delle onde gravitazionali di Eintstein abbia ricevuto una conferma sperimentale,cosi come accadde per la teoria della (relativita'generale/ristretta?)con l'orologio atomico trasportato sul jet supersonico,che era sfasato di qualche millisecondo rispetto a quello a terra. Tornando a keynes,e alla presunta inconsistenza logica,matematica,del suo sistema dimostrata da Levine. Da un punto di vista epistemologico,quella dimostrazione e'criticabile anche sotto un altro aspetto,a mio avviso! I sistemi economici,fanno parte dei sistemi complessi,ossia di quei sistemi con variabili ed interrelazioni multiple che nessun sistema "riduzionista" come la logica,e la matematica possono aver la pretesa di catturare! In questi sistemi,esistono le cosidette "proprieta'emergenti", ossia effetti che emergono dal sistema nel suo complesso,cioe'non sono ne osservabili,ne predicibili se scala microcosmica ( microeconomica,nel caso dell'economia!).Ovviamente questo non vuol dire che i modelli,la Econometria,le equazioni,la statistica,la matematica,non servono a nulla nella scienza economica! Sono utili,aiutano,ma non sono perfetti,non bisogna prenderli x oro colato!In pratica,semplificando,Aristotelicamente parlando"il tutto e'maggiore dell'insieme delle parti"! Ovviamente questo vale x La teoria Keynesiana,e per tutte le altre teorie economiche ( classica,neoclassica,monetarista,etc) che pretendono di predire gli accadimenti dei sistemi economici scomponendo,analizzando,sezionando i singoli elementi e i comportamenti delle unita'elementari che lo compongono! Può darsi che Keynes abbia colto,intuitivamente,fortuitamente,casualmente alcuni effetti aggregati del sistema ecomomico inintelligibili, apparentemente inconsistenti a livello micro!

Prima che il Prof. Boldrin ci disinfetti, e tuttavia siamo perfettamente in tema confrontando la sorte di Einstein con quella di Keynes molto di più di quanto si possa superficialmente pensare, una ultima precisazione. Qualche tempo fa seguendo un link trovai la pubblicità di un volume: “La relatività debole. La fisica dello spazio e del tempo senza paradossi” di Franco Selleri, professore universitario di fisica e autore di vari libri, tra cui alcuni che avevo letto; credo che il libro sia uscito a fine 2011. Dal punto di vista stilistico è un vero disastro di libro, siccome uno non lo legge tutto di un fiato si ha più volte la sensazione di non aver messo bene il segnalibro e di rileggere pagine già lette. Sembra una sequenza di capitoli affastellati e ripetuti. Non senza dolore ho potuto scoprire qualche tempo dopo il motivo di questa mancanza di cura, il prof. Selleri è morto nel 2013, evidentemente deve aver avuto qualche avvisaglia e ha lasciato questo materiale che rispecchia il suo pensiero a eventuali generosi continuatori. Ebbene, per quel che si riesce a seguire, sostiene che la relatività ristretta di Einstein è strutturalmente male in arnese. Per estensione questo pregiudica anche quella generale e questa tesi non sembra essere senza riscontro tra coloro che sono esperti del settore, anche le prove di conferma che in un primo momento erano state prese per buone ora sembrano meno sicure, e resta solo la solita orbita di mercurio che però anche con la più maneggevole legge di gravitazione di Newton viene descritta con un errore inferiore all' 1%. Meno seriamente si può digitare su google: “Einstein the plagiarist” per vedere quante se ne dicono sul povero Einstein. Significativamente, invece, Selleri condivide le idee di Einstein sulla meccanica quantistica.

La critica di Levine a Keynes è impostata allo stesso modo di Selleri quando critica o approva il pensiero di Einstein. Si tratta di proteste che emergono da una interpretazione classica del concetto di scienza che sia Einstein che Keynes hanno in certe circostanze dilatato e stemperato secondo una impostazione fenomenologica della ricerca in auge ai loro tempi. Einstein si è poi in effetti diviso in due, una lacerazione concettuale, ma anche Keynes seppure non in modo così drammatico. Allo stesso modo in cui Burali-Forti si chiedeva se lo spazio-tempo di Einstein era una “realtà fisica” oppure era da considerare come un semplice “modello matematico” tra i molti equivalenti, così Levine rileva che Keynes confonde la “realtà economica” con la proiezione di un suo modello, per giunta incoerente sulla base di una più solida analisi, ma anche Burali-Forti valutava l'incoerenza della relatività alla luce della vecchia, più solida meccanica razionale. È chiaro che è in gioco l'impostazione epistemologica di base. Si tratta di vedere se questi attuali sono tempi normali nei quali possiamo pensarci fuori pericolo o gravissimi, e senza bussola, in cui abbiamo ancora un bisogno disperato di fantasia creativa, e molta fortuna, per capire e rimettere in riga una realtà economica imbizzarrita e fuori controllo a causa di interessi economici troppo grandi e scoordinati.

Selleri

Maurizio 7/4/2015 - 19:17

Non intervengo su Keynes, ma di Selleri ho trovato questo scritto:

http://www.sisfa.org/wp-content/uploads/2013/03/16-34Selleribari.pdf

(diciamo che sono un fisico matematico e quindi mi sento più competente e incuriosito su questo tema) e devo dire che lascia molto molto perplessi. Credo che se queste sono le alternative alla relatività ristretta non ci siamo proprio.
Maurizio

Per il link, trattasi dell'intervento al congresso di storia della fisica e dell'astronomia del 2003, ma le cose non sono così semplici, comunque non è mai stata in questione la relatività ristretta, ma la sua interpretazione. Selleri è stato dissidente rispettato e in genere per molti aspetti e molti anni anche ispiratore, ho assistito anni fa ad un suo intervento e agli apprezzamenti di molti studiosi esperti presenti. Diceva di essere un realista con i piedi per terra nel nome di una scienza più seria dal sapore classico; criticava Einstein per la relatività e lo apprezzava per la sua opposizione alla meccanica quantistica, insomma aveva una visione concreta e classica delle teorie della scienza. Del resto su Einstein le polemiche e le perplessità non si sono mai spente, come su Keynes.

Per un fisico matematico potrebbe essere, credo, molto più stimolante leggere Burali-Forti, Boggio: “Espaces Courbes, Critique de la Relativitivité”, se si ha qualche interesse per la storia della epistemologia naturalmente.