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L’illusione keynesiana

21 commenti (espandi tutti)

Ammetto di essere un po’ masochista, quindi provo a vedere se riesco anch’io a prendermi la mia bella dose di insulti.

Vorrei provare a calare nella realtà i personaggi stilizzati che popolano il modellino proposto.

Inizio dal “disoccupato involontario”: si tratta di quegli individui che rifiutano stage, contratti e contrattini di vario genere che garantiscono di norma remunerazioni  tali da coprire i costi di trasporto per recarsi sul luogo di lavoro e, se si è fortunati, la possibilità di acquistare un panino e una lattina di coca per pranzo (da consumare ovviamente a casa, perché la pausa pranzo non è prevista, il che, peraltro, risolve anche il problema della cena). I signori che rifiutano tali proposte, il più delle volte, non se ne stanno nel garage di casa a progettare la macchina che cambierà le sorti dell’umanità, ma frugano nei bidoni della spazzatura, attività che, a ragione, trovano più nobile del farsi sfruttare.

Il problema è comunque risolto: in Germania a questi cialtroni che rifiutano offerte così allettanti tolgono l’assistenza sanitaria, così, per la gioia di Amazon e delle altre multinazionali, in quel luogo felice la manodopera a prezzi cinesi non manca mai. Sono dunque keynesiane le politiche del lavoro che ci vogliono imporre in tutta Europa?

Poi c’è il genio, il “paninaro” che ha capito tutto e si rifiuterà di lavorare perché sa che non c’è nessun telefono per lui. Ha qualcosa a che fare con le aspettative razionali? Con quell’idea in base alla quale a fronte di politiche espansive finanziate con il debito la gente smette immediatamente di consumare perché sa già che in futuro dovrà pagare maggiori tasse? Un’idea affascinante finché si vive in mezzo ai libri, ridicola appena si mette il naso fuori dall’Università (cosa che suggerirei di fare a molte persone).

A voler pensare male, poi, nel finale dell’articolo quando si dice che “nel lungo periodo siamo tutti morti” ma “è altamente probabile che i nostri figli siano vivi” si potrebbe anche trovare un sano pizzico di omofobia. Non è infatti raro, nei virili ambienti conservatori, ricondurre all’omosessualità di Keynes il suo presunto disinteresse per le generazioni future.

A voler pensare male, poi, nel finale dellarticolo quando si dice che nel lungo periodo siamo tutti morti ma altamente probabile che i nostri figli siano vivi si potrebbe anche trovare un sano pizzico di omofobia. Non infatti raro, nei virili ambienti conservatori, ricondurre allomosessualit di Keynes il suo presunto disinteresse per le generazioni future.

Seguendo la teoria di Michele su qualita' dei commenti e fama del blog, dopo aver letto questa apocalittica stronzata direi che NfA dovrebbe fare gli stessi accessi di Facebook. 

Sei gay e senza figli? Allora, con ogni probabilità, non ti interessa il destino delle generazioni future. Lo pensa Niall Ferguson, uno degli economisti e saggisti più accreditati del pensiero liberista anglosassone. Parlando alla Altegris Conference in California, davanti a un pubblico di investitori e analisti finanziari, Ferguson si è soffermato sulla filosofia economica di John Maynard Keynes, che a suo giudizio ci avrebbe “portato ai problemi di oggi”. Secondo Ferguson, Keynes non pensava al futuro, perché era appunto gay, senza figli, “e sposato con una ballerina, con cui preferiva parlare di poesia, piuttosto che procreare”.

Pinto è così...naif...ha la profondità di pensiero di una maiolica da parete.

Il commento in questione l'hai scritto per darmi ragione, giusto? No perche' non so se fa piu' ridere usare l'argomentum auctoritatis citando Ferguson (che a me piace quando parla di storia economica medievale, ma vale zero quando parta di tutto il resto) o presentare il buon Niall come "uno degli economisti e saggisti piu' accreditati del pensiero liberista anglosassone" (protip: Ferguson insegna STORIA). Mi scoccia dare ragione a Michele, ma e' vero che ai bei tempi a commentare in questi lidi si imparava sempre qualcosa...

Passando oltre all' assenza di logicità secondo la quale il comportamento sociale di una persona possa in qualche modo screditare la teoria della stessa... Mi chiedo: ma a chi ? A chi  interessa del pensiero di Ferguson sull' omosessualità di Keynes ???? si risparmi di rispondere... 

Oramai siamo ai malati mentali.

JMK, tra l'altro, non era per nulla omo. Era, beato lui, capace d'estrarre piacere dal full set of available humans, XX or XY.

O ben siamo diventati popolari o l'imbecillita' in Italia sta crescendo a dismisura. 

purtroppo, Michele.

Tertium datur

Silvio 27/3/2015 - 23:05

Prenda anche in considerazione l'ipotesi di essere particolarmente popolare fra gli imbecilli, caro professore.

E mi rendo conto che, grazie all'ausilio dell'introspezione, lei sia potuto arrivare a tale inferenza prima di me. 

La ringrazio quindi per la cortese osservazione e le assicuro che faro' il possibile perche' in redazione si prendano gli adeguati provvedimenti ... 

Introspezione

Vincesko 28/3/2015 - 18:50

@Michele Boldrin, Lei ha messo il dito sulla piaga. 1) Perché Lei e i Suoi adepti state dalla parte dei ricchi? Qualcuno più sopra scriveva di "sindrome di Stoccolma", evidente esempio di proiezione, meccanismo difensivo attivato da sensi di colpa inconsci. 2) Le reazioni esagerate sono sempre indizio di coda di paglia: non si scopra troppo. 3) Non sono all'altezza, ma per commentare la qualità dell'articolo (che ad occhio anche a me sembra una boiata pazzesca, talmente esagerata da giustificare ampiamente l'ipotesi  - come alcuni riferimenti dell'autore segnalano - che sia motivata dal complesso edipico) a me basta constatare che l'unico periodo in cui c'è stata una redistribuzione di reddito e di ricchezza dai ricchi agli altri e l'introduzione del welfare state (anche per altre ragioni, come la presenza dello spauracchio del comunismo sovietico) è stato grosso modo nel cinquantennio dagli anni '30 del '900 alla fine degli anni '80, per impulso di borghesi come il massone Keynes o i coniugi massoni progressisti Roosevelt, massoni laburisti come Attlee e Beveridge o massoni conservatori illuminati (poi virerà a destra) come Churchill o massoni liberal come Marshall o paramassoni di destra moderata come Eisenhower (che porta l'aliquota marginale dell'imposta sul reddito al 92%). Poi, a sentire il massone Gioele Magaldi (io sono miscredente, in tutti i sensi) l'hanno avuta vinta i massoni reazionari (tutti) neo-liberisti; e il plurimiliardario Warren Buffett lamenta che egli, in proporzione, paga meno della sua segretaria. Ma i ricchi sono 4 gatti: come farebbero a spadroneggiare e a decidere per tutti se non avessero al loro servizio - retribuito e non – una nutrita schiera di agit-prop e – fattore che incuriosì persino Einstein, che chiese lumi a Freud - il sostegno e l’ammuina di milioni, ormai miliardi, di “poveri”?

 

 

Mi scuso per la pignoleria ma la chiusura del modello richiede che anche Einstein e Freud fossero, rispettivamente, fotomassone e psicomassone (se no, conosceremmo la risposta).

ma temo che Vincesko non l'abbia capita.

Dev'essere la costosa "acqua pubblica" che bevono ogni giorno.  

Diversione

Vincesko 30/3/2015 - 13:50

@michele boldrin: Mi spiace deluderLa, Lei è troppo scarso e vulnerabile per me. Ho invece capito che, causa coda di paglia (non lo conosco affatto, ma debbo presumere che @giulio zanella si sia riconosciuto nel ruolo di agit-prop), serve a deviare il discorso... PS: Non sono molto pratico, l'anteprima non funziona?

Massoni

Vincesko 30/3/2015 - 14:08

Ha ragione, mi scuso, infatti (ho controllato ora) anche Einstein e Freud erano massoni (ho una cattiva memoria, sono talmente tanti che non li rammento tutti, ogni volta - quando mi serve - vado a controllare). Per il resto, legga più sopra: la Sua pignoleria è solo uno schermo.

La prima prte del suo commento, Silvio, è pura demagogia. La chiusa è delirio. Ma si può?

Grazie

Silvio 28/3/2015 - 23:59

La ringrazio, perché è stato il primo ad esprimere una riflessione su quanto ho scritto senza insultare. Sono perfettamente d’accordo con lei sul fatto che l’ultima parte del mio intervento sia delirante, perché così ho voluto che fosse: in fondo gli insulti li cercavo, e l’ho dichiarato. Cionondimeno, se prova a googlare  le parole “Keynes” ed “omosessuale”  qualcosa di interessante salta fuori . Bollare il resto come demagogia mi sembra invece profondamente riduttivo. Risponda a questa domanda: è vero o non è vero che in Europa stiamo vivendo una fase storica in cui i diritti dei lavoratori sono sotto attacco? A lei tutto ciò può piacere, a me no. Sono lieto di vivere in un mondo in cui io e lei siamo liberi di avere opinioni discordanti, ma bollare per demagogia la critica ad una riforma del mercato del lavoro realizzata dal capo del personale della Volkswagen mi sembra un po’ sbrigativo. Potremmo anche far elaborare  il nuovo diritto di famiglia al Cardinal Bagnasco, chiedere lumi su cosa sia il comune senso del pudore a Cicciolina e far scrivere il contratto dei metalmeccanici a Marchionne. Mi sta bene tutto, ma se qualcuno poi alza la manina e dice che si poteva fare qualcosa di meno squilibrato,  per cortesia, non dategli del demagogo.

Non ho mai nutrito alcuna particolare simpatia per Keynes, ma avverto in questi attacchi al suo pensiero (questi sì, stupidamente demagogici) il corollario ideologico all’attuale fase di controffensiva del capitale. Per carità, nulla di nuovo: gli stessi diritti dei lavoratori che oggi sono sotto attacco sono stati conquistati in un periodo storico altrettanto sbilanciato culturalmente.

Si goda quindi questi professorini che le dicono che i loro modelli sono potentissimi, ma, visto che c’è dentro tanta matematica, si deve  fidare e non rompere troppo i coglioni. Tante formule, logaritmi, derivate, integrali e chissà cos’altro: una gigantesca cortina fumogena per nascondere il fatto che di ciò che accade loro intorno non sono in grado di spiegare una beneamata sega.

Il povero Keynes, che per inciso la matematica la conosceva molto meglio di loro, invece non aveva capito niente e le moderate istanze di equità sociale che scaturiscono dal suo pensiero vanno buttate nel cesso.

le perdite di diritti dei lavoratori (occidentali)  non dipendono dallo scontro politico in Occidente e quindi non sono reversibili con decisioni politiche o politiche espansive ma dai cambiamenti dell'economia mondiale. La fine dell'isolamento economico della Cina ha cambiato il rapporto capitale/lavoro nel mondo per  un periodo probabilmente molto lungo (per sempre non esiste nella storia) Se vuole, sta realizzando l'utopia terzo-mondista degli anni Sessanta - la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo.

  Gli economisti (in media) possono benissimo spiegare quello che è successo e quello che sta succedendo, anche se non sanno prevedere esattamente quello che succederà. E, almeno a grandi linee, sanno anche cosa bisognerebbe fare, Solo che la gggente non vuole sentirlo e preferisce  ignoranti che li illudono spacciando  rimedi miracolosi (più spesa pubblica per investimenti, usciamo dall'euro, mandiamo in galera i politici corrotti).

Dimenticanza

Vincesko 30/3/2015 - 15:11

Nessuna dimenticanza, direbbe Freud, è casuale. Ha dimenticato di aggiungere che, nonostante la globalizzazione e la crisi economica e la redistribuzione planetaria, negli ultimi 20 anni l'1% più ricco è sempre più ricco, anche - e soprattutto - perché condiziona i decisori politici e la produzione normativa; gli altri (occidentali) sempre più poveri. Ha mai sentito parlare di redistribuzione all'interno? Di grazia, almeno dei pesi del risanamento del bilancio pubblico, addossato finora molto iniquamente in grandissima parte sulle spalle dei non ricchi e dei poveri?

  

 

appunto

dragonfly 30/3/2015 - 15:38

lei  si è dimenticato di leggere (cosa ne pensa freud,anche  alla luce della fede massonica? :-) )

 rimedio io, citando  giovanni federico:

la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo. 

Omo

Paolo Piergentili 29/3/2015 - 16:49

Non me ne frega niente che Keynes fosse omo o etero o bi. Spero per lui si sia divertito col sesso nel modo che preferiva.

Che c'entra? Perchè lo ritira fuori?

Le i è demagoico perchè cavalca clichè vittimisti tipo

si tratta di quegli individui che rifiutano stage, contratti e contrattini di vario genere che garantiscono di norma remunerazioni  tali da coprire i costi di trasporto per recarsi sul luogo di lavoro e, se si è fortunati, la possibilità di acquistare un panino e una lattina di coca per pranzo (da consumare ovviamente a casa, perché la pausa pranzo non è prevista, il che, peraltro, risolve anche il problema della cena).

 

Giovanni Federico le illustra che il problema è molto più complesso delle semplificazioni manichee. Aggiungo che forse non bisogna confondere l'attacco ai diritti ai lavoratori, con il contrasto della difesa di sacche di privilegio e di rendita di alcuni lavoratori. Le sembra che le proposte di Landini e Camusso siano difesa dei diritti dei lavoratori? A me proprio no. Che poi ci sia da fare certi discorsi anche al mondo imprenditoriale, va da sè, ovvio. A ognuno il suo.