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L’illusione keynesiana

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Come hanno fatto decine di menti brillanti ed altamente qualificate a credere per così tanto tempo ad una teoria sbagliata in modo elementare? Addirittura si parla di "misurazione degli angoli" come termine di paragone.
La nostra intera carriera di economisti si basa su un libro "di aneddoti che di tanto in tanto ci azzecca", scrive DKL
Poteva scrivere direttamente un'abiura...

Non vedo perche' DKL, o io o molti altri for that matter, dovremmo "abiurare" alcunche'!

Si abiura una fede che prima si e' accettato, ma non e' il nostro caso e di tanti altri. Infatti, cosa paradossale ma vera, della quasi maggioranza degli economisti accademici che,  in generale, cannot find anything coherent in JMK.

Il paradosso, si fa per dire, e' che le "conclusioni" (non il modello, non gli argomenti e nemmeno i nessi causa-effetto) di JMK siano "accettate" (o desiderate a priori?) fra chi si occupa di macroeconomia applicata e, in particolare, fra chi lavora per le banche centrali, i governi, le grandi istituzioni internazionali, and so and so forth.

Poi ci sono quelli che, da decenni, passano il tempo a provare e riprovare modelli diversi uno dall'altro e financo incoerenti ed incompatibili fra di loro per darci le "theoretical foundations of Keynesian macroeconomics (conclusions)". E' questa forse l'opera, folle, che ha occupato maggiormente le menti durante l'ultimo mezzo secolo: partire dalle conclusioni di policy, assunte come verita' rivelata, per trovare un insieme di assiomi di comportamento ed ipotesi sul funzionamento di questo o quell'altro mercato, che le giustificassero logicamente. Un'opera mostruosa ed insana che ha prodotto e produce mostri, a mio umile avviso.

Che sia per caso? Non lo credo, non credo sia per caso. Il potere, si sa, logora chi non ce l'ha ed alimenta i pregiudizi di chi ce l'ha. Che e' l'altro messaggio del piccolo pamphlet di David.