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L’illusione keynesiana

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Poi ci dicono che viviamo nell'epoca della fine delle ideologie,e dei dogmi in ambito politico,economico,etc! Questo articolo,e questa analisi, comprovano il contrario,almeno nell'ambito economico! Parafrasando il grande Toto',risponderei a questo dogmatico antikeynesiano:"Ma mi faccia il piacere,se ne vada!".Nel senso che,dogmaticamente,appunto,si sostiene che keynes ed il keynesismo,sono inconsistenti sul piano economico-scientifico,ed il liberismo sia'l'unico modo di leggere,interpretare,spiegare,sviscerare,il fenomeno economico! Sul piano scientifico ci sono almeno 50 anni di letteratura che contraddicono tutti questi assunti,e vari Nobel,tra cui Krugmann,Stiglitz,che continuano a produrre copiosa letteratura in senso contrario a quello qui esposto! Derubricare Paul Krugmann a un santone,e'assurdo!L'ultimo arrivato e'l'Economista francese Thomas Piketty ( non e'ascrivibile in senso keynesiano,ma sicuramente non e'neanche liberista!) che,nel suo volume di quasi 1000 pagine "il Capitale nel XXI secolo", frutto di un lavoro di analisi e ricerca durato 15 anni,pone questioni cruciali sulla diseguaglianza dei redditi e deipatrimoni indotta dalla deregulation Economica,Finanziaria,Fiscale,che dovrebbero interrogare qualunque libero pensatorenon dogmaticamente orientato! 

Al netto di dotte disquisizioni dottrinali  ed economiche,da libero pensatore,e da curioso di cose economiche,osservoi seguenti fatti. Le crisi più grandi che l'economia abbia mai avuto,denominate in Letteratura "grandi depressioni", quella del 1929/45, e quella attuale,sono intervenute in ambiente prevalentemente liberista! Quella attuale,iniziata nel 2007/2008, e'intervenuta in un contesto di totale deregulation dei mercati,sopratutto finanziari,conseguente alla deregulation iindotta  dallarivoluzione liberal-liberista"del mitico duo Tatcher,Reagan,e proseguita,dopo il crollo dell'Ursss,dai governanti dei principali paesi occidentali,persino quelli di matrice labourista: Clinton,Blair,john major,Mitterand,bush junior/senior,etc! Mi pare sia pacifico in dottrina che gli USA siano usciti dalla crisi grazie a politiche sostanzialmente neo-keynesiane,o comunque di stampo interventista,altro che liberismo! Obama,e lo Stato Americano sono intervenuti direttamente iniettando liquidita'nel sistema economico ( Crhrysler,Bank of America,FreddyMae,FreddyMac,etc), il deficit nei primi anni della crisi e'arrivato al 10% del Pil,facendo aumentare il debito considerevolmente! Le Federal Reserve e'stata interventista come non mai espandendo il bilancio fino a 5000$, ed ha impedito il fallimento ed il crollo del sistema finanziario Americano,lehmann brothers a parte! Il bello e'che queste politiche sono state sostenute anche dal governatore della Fed Americano di estrazione Repubblicana,tendenzialmente liberista,non certo Keynesiano! Se gli USA,E igovernatori della Fed,avessero dato ascolto al Tea-party,e ai fondamentalisti del liberismo,la disoccupazione sarebbe ancora al 11%, e la crisi mondiale sarebbe stata ancora più grave negli Usa e nel mondo! Questo perche'gli Americani non sono dogmatici come gli europei,e non stanno a questionare se occorrono politiche interventiste,o liberiste,neo-keynesiane,liberiste,monetariste, x uscire da una grave crisi: non importa il colore dei gatti,l'importante e'che acchiappino i topi! Gli Americani sono pragmatici,non dogmatici,sanno che le politiche da mettere in campo variano a seconda del contesto,quindi adottano quelle più opportune scaturite da 70 anni di letteratura economica! Prendiamo esempio da loro! Se l'Europa,i singoli Stati,le sue istituzioni, fossero piùpragmatici come gli Usa,saremmo usciti dalla crisi da un bel pezzo!

 

 

Nel senso che hai un deficit, sostanziale.

Di capacita' di lettura (da nessuna parte nel testo la parola liberismo viene menzionata e/o si sostiene una qualche visione "liberista", whatever that means, dell'economia) e comprensione (non hai proprio capito cosa DKL dica e sostenga, davvero).

Di conoscenza dei fatti (il tuo "sommario" della crisi fa ridere i polli)

Di conoscenza della "dottrina" (no, non e' pacifico un beato cazzo in dottrina, credimi)

eccetera.

Deficit gravi, credimi. Molto gravi. 

Faccio ammenda,effettivamente avevo letto con poca attenzione quest'analisi che e'particolarmente minuziosa e raffinata. Rileggendo osservo le seguenti cose. Quest'analisi minuziosa,di tipo logico-matematico,della teoria Keynesiana non ci dice nulla di nuovo rispetto a quello che da almeno 40 anni e'noto nell'ambiente economico,politico,mediatico,etc: ossia che il keynesismo non e'una teoria perfetta,per cui,infatti, non esiste praticamente nessuno stato,o policy-maker al mondo che si ispiri alla teoria Keynesiana dagli anni 80’in poi! Prima effettivamente c'era stato un eccesso di fiducia che poi terminò con la stagflazione degli anni 70’. Ma questo vale x qualsiasi teoria economica,compresa quella classica,neo-classica, monetarista,liberista,etc: nessuna di esse e'in grado di comprendere per intero la fenomenologia economia perche e'per sua natura inafferrabile: troppo complessa,troppe interrelazioni,troppi elementi irrazionali,etc. Sopratutto,a mio avviso,non funzionano i modelli che riducono la complessita'economica macro,alle sue dinamiche micro: il passaggio dal micro,al macro, funziona poco,e ciò vale x il keynesismo,ma anche x tutte le altre teorie,modelli,elaborate finora! E'come quando,in fisica,si passa dalla fisica quantistica,subatomica,alla fisica relativistica cosmologica: le spiegazioni del funzionamento della materia valide a livello subatomico,non valgono più,o valgono poco, quando si passa ai grandi aggregati! Detto questo,non credo che il Keynesismo sia da buttare via come sostiene l'autore! In alcuni casi/contesti puo'funzionare,anche se,scomponendo i meccanismi del keynesismo a livello micro, essi sembrano essere logicamente fallaci "( la macchina del moto perpetuo non esiste"). Intuitivamente,al netto di formule,di equazioni,a mio avviso,quando c'e'una grave crisi economica,keynesismo,o non keynesismo,lo Stato e le Banche Centrali devono fare qualcosa! Non credo che aspettare che il mercato si riaggiusti da solo e gli spiriti animali si rimettano in moto, siano la cose migliori da fare! Lo stimolo keynesiano,forse,anche se non risolutivo,aiuta a modificare certe aspettative negative,e a convincere il famoso venditore di cellulari che continuare a a lavorare x produrre il cellulare conviene anche a lui! Inoltre l'autore,e i critici del keynesismo sostengono,(ex post però,non c'e'il contro-esempio!), che la politica del new-deal,e la guerra,non sono stati decisivi x rimettere a posto le cose perche'il sistema si sarebbe aggiustato da solo secondo lo schema classico! Cosi come oggi,mi sarebbe piaciuto ( anzi no,perche'ne sarei spaventato!) vedere cosa sarebbe successo negli Usa,nel 2007/2008, senza attuare le politiche interventiste di Obama e della Federal Reserve: ossia facendo fallire la chrysler,centinaia di banche, tenendo il deficit pubblico a zero,etc! Secondo me sarebbe stato peggio!

Il caso della Cina citato nell'articolo come esempio x smantellare la relazione keynesiana tra consumi,risparmi ed investimenti,mi sembra una "boiata pazzesca", fantozzianamente parlando! La Cina cresce x linee esterne,grazie all'export che traina il suo prodotto interno compensando così l'eccesso di risparmio,e la carenza di consumi interni! Del resto si possono citare decine di contro-esempi al contrario,primo fra tutti gli Usa,che hanno il tasso di risparmio tra i più bassi del mondo,e in cui i consumi rappresentano il 70% del Pil! Ed il caso del Giappone che ha i tassi di risparmio alti ( infatti riescono ad assorbire all'interno un debito pubblico al 180% del Pil!,),e una crescita asfittica da almeno 20 anni,anche per colpa della bassa propensione al consumo!

i miei nonni, nati contadini come tutti,  avevano una propensione al risparmio forsennata e, per differenza, consumavano poco. ma la crescita del dopoguerra è stata impetuosa, nonostante queste loro cattive abitudini e, guarda un po', anche una lira fortissima (anatema!).

in realtà si sono goduti anche consumi impensabili e che a loro parevano sibaritici: le vacanze, la macchina, il quotidiano....

sono storielle comuni, se non si è discendenti di latifondisti, e poi  a me piace ricordarli con affetto.

Nel 2014  (Fonte Mckinsey)il rapporto debito/PIL  cinese e' del 282% !!

 

Questo sconfessa le affermazioni di Levine perche' i cinesi  hanno spinto e parecchio il debito per finanziare infrastrutture e superare la crisi del 2007 !!

Oramai siamo alla cialtronaggine pura. Qui i dati sul debito pubblico cinese. https://www.google.com/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=debt%20to%20gnp%20ratio%20china

Ora tira fuori la fonte McKinsey, oppure recita il mea culpa.

Mi sa che sia questa (confondendo allegramente il debito pubblico con quello totale).
Qui il report.

Grazie

michele boldrin 31/3/2015 - 23:33

Non e' che hai letto il report e' magari trovato se hanno il breakdown fra esterno/interno (per financing)? Thanks in advance.

niet

Leonardo Padovan 3/4/2015 - 21:09

No, non ho letto tutto, e per quanto possa appassionare non ho nemmeno le competenze del settore, quindi niente. Mi ero limitato a 2 minuti di ricerca, 5 di skimming e a leggere gli articoli introduttivi, e l'ho riportato giusto perché mi sembrava abbastanza evidente rispetto al commento di utente 1955 AKA luigi vavassori.

frequento questo sito, a volte quando voglio fare paragoni fra la nostra italia e gli altri paesi. http://it.tradingeconomics.com/

 

per la cina:

http://it.tradingeconomics.com/china/government-debt-to-gdp

lo uso anche io! 

Ah, i numeri veri, che effetto fanno, come silenziano le chiacchiere da bar :) 

sono due cose diverse. l' articolo si occupa del secondo e afferma che il keynesianesimo intende promuovere  la spesa pubblica,  a debito o a stampa,sempre e comunque, in modo cioè non tanto pragmatico.

noi, che il debito pubblico lo avevamo già allegramente coltivato negli anni precedenti con pessimi risultati di crescita, l'opzione di aumentarlo alla bisogna adesso non ce l'abbiamo proprio.

Le Federal Reserve e'stata interventista come non mai espandendo il bilancio fino a 5000$

Altro che Great Recession, a saperlo gli facevo un bonifico io alla FED ed eravamo a posto. Qualcuno ha l'IBAN di Mario, per caso, così stasera risolviamo anche questa cosetta della Grecia?

Diverse letture

Matteo 27/3/2015 - 01:45

Ho avuto una discussione abbastanza surreale con un amico oggi più o meno sulla falsariga di ciò che lei ha scritto.

 

Mi iscrivo di diritto nella categoria dei "deficienti", le mie conoscenze di economia si fermano a domanda e offerta, ho una vaghissima idea di che cosa significhi "essere Keynesiano" e ancora più vaga di che cosa significhi non esserlo. Però forse la mia totale ignoranza mi aiuta nel leggere ciò che DKL scrive e non ciò che io penso abbia scritto.

Quel che mi sono portato a casa io dall'articolo è semplice: l'assunto che un incremento di spesa statale sia efficace _a priori_ per affrontare una crisi non funziona nemmeno su modelli semplici. Il toy model che usa è semplice e mostra con semplicità come maggiore spesa non produca alcun beneficio al sistema economico, e (nell'addendum) come questo sia indipendente dall'avere commodity money o outside money. Non dice che "l'approccio liberista risolverebbe questa crisi" or whatever, ma solo che l'applicazione dell'imperativo categorico di maggior spesa statale può essere inefficace. Nell'addendum poi dà un micromodello di crisi causata da "people who want to save too little and consume too much".

 

La conclusione che estrapolo io è anche semplice (forse semplifico troppo): le policies per uscire dalla crisi devono essere data-driven e non school-driven.

 

E' possibile che il modello di DKL sia sovrasemplificato. E' vero che bisogna distinguere tra demand shock e supply shock. Ma la punchline -- che la ricetta di maggior spesa pubblica non sia _sempre e invariabilmente_ la miglior risposta -- mi sembra ben argomentata.

 

@moderatori: sarebbe possibile mergere le discussioni tra l'articolo inglese e quello italiano?

Alleluja

michele boldrin 27/3/2015 - 22:56

Purtroppo non credo sia possibile fare il merging della discussione. 

Infatti, forse dovremmo semplicemente aver pubblicato il testo in inglese ed evitato la traduzione. Gli interessati davvero capiscono l'inglese comunque. Grazie.