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"Anno I E.R."?

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FARE

giovanni federico 19/2/2015 - 08:32

i) punto 1 Ridurre l'ammontare del debito pubblico. E' possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.

ii) punto 3 Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d'impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l'evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.

Giannino, fino a quando era il leader, ha collegato direttamente 1 e 3 saltando 2 (la spending review), che ovviamente era elettoralmente tossico. Lo slogan era meno tasse grazie ai risparmi sugli interessi e solo attraverso questo slogan è arrivato nei sondaggi al  4%.

Concordo che il 2% dopo l'affaire è stato un miracolo. Ma io citavo il fallimento di FARE proprio per dimostrare che il bacino elettorale di un partito liberale vero era al massimo del 5%. Mi rovino, 10%. Ora potrebbe essere anche meno, con il martellamento mediatico contro il neo-liberismo, i tedeschi cattivi etc. L'organizzazione etc. serve ma solo se il bacino elettorale esiste. Il vecchio PCI non è mai andato oltre il 35%, pur essendo organizzatissimo, radicato etc. proprio per questo.

Poi

i) io non ho illusioni su Renzi. Speravo che evitasse la catastrofe di una elezione di Grillo e c'è   riuscito. Ora spero che  eviti la catastrofe di una elezione di Salvini o di qualche altro demagogo (ritengo SB fuori gioco). Tutto il resto è grasso che cola, come si dice da noi.

ii) solo un veneto può parlare di orgoglio toscano.... La Toscana è il frutto della conquista imperialista fiorentina...

Non mi risultavano false promesse le alienazioni di immobili ed aziende, avendo il potere sarebbeo state fatte, riguardo ai tagli erano molto dettagliati e non alla Tremonti.
Che politicamente OG abbia speso i punti 1 e 3 non lo ricordo, ha sempre parlato (come noi tutti) di riduzione della spesa pubblica e quindi meno tasse, lo slogan (addirittura era uno striscione di cui ho ancora la foto) era "Meno spesa, meno tasse", mai parlato di "meno spesa per interessi, tramite la riduzione del debito pubblico, e quindi meno tasse", troppo complicato come slogan, e se qualcosa OG ha è la semplicità di linguaggio (che usa anche per dire cose non vere, eh...).
Se qualcosa di ottimo c'era in FiD era il programma e la sua coerenza.

Perdona Michele, dare del toscano a un pisano....

In tutta onesta non credo che sia mai stato un problema di proposte, la gente non ha idea di quello che vota non comprende le conseguenze di A rispetto a B è tutto marketing pubblicità chiamatela come volete ma per me è cosí e solo questo, non è un problema di proposte è un problema di marketing, poi le proposte decidono qualche punto percentuale, le persone non leggono i programmi, inoltre il 40% degli Italiani non vota, per un motivo o per un' altro non vota...

marketing

marcodivice 19/2/2015 - 15:50

concordo. quante persone hanno letto i programmi e, solo in seguito, deciso come votare?

Se consideri che ancora adesso FARE e' il partito di Giannino, quello delle lauree, direi pochi.

->0

marcodivice 19/2/2015 - 19:54

Vi direi tendente a zero. 

.... ti debbo smentire.
Non solo io, personalmente, sono sempre partito dalla riduzione della spesa pubblica - con molti esempi concreti - per consentire l'abbassamento della pressione fiscale in modo da migliorare la competitività del Paese, aggiungendo il corollario delle privatizzazioni per ridurre il debito pubblico e con esso gli interessi da pagare, ma ho girato molti teatri e locations varie del Veneto con lo stesso Oscar Giannino, del quale io ricordo la medesima impostazione.

Sarà che nel Granducato di Firenze son tutti komunisti e dunque si parlava in modo diverso ...?
Mah .... ;-) 

io sentivo siannino a radio 24 ed ho avuto un'impressione diversa - che FARE abbia avuto una piccola salita nei sondaggi solo quando si è presentata come il partito del taglio alle tasse.  Se voi comunque aveste ragione su questo punto, si rafforzerebbe la mia tesi. Un partito serio con un programma ben fatto che ha detto la verità agli italiani  ha preso il 2%. Un movimento con idee confuse guidato da un comico che sapeva solo insultare e fare battute ha preso il 25% (@ottoking: non prendiamoci in giro con l'appoggio del Fatto o dell'Espresso) Non continuo con SB e il PD versione Bersani. Ergo, gli italiani democraticamente  preferiscono il cancro (per tornare alla metafora di Michele). Quindi, meglio tenersi il diabete che perlomeno non ti uccide e sperare nell'educazione sanitaria

di élite, certamente, forse un pò snob, e fatta da persone che avevano poca esperienza politica, portate forse molto a confondere la competenza con la capacità di fare politica, che è aggregare consenso sulle proprie proposte, competenti (quelle di FARE) o meno, ed essere pronti al compromesso (entro certi limiti, ovvio) e ed attenti a come si parla anche alla pancia della gente, non solo al suo cervello. Madonna, che frase manzoniana, senza un punto!!!!!

Sa io sono sostanzialmente un semplice elettore di FARE ne più ne meno, la senzazione che ho avuto è che altri avessero più mezzi, poi non so se fosse effettivamente cosí chi è stato più partecipe ed è stato attivista di FARE ha certamente un idea più corretta di come vanno le cose in quel mondo. Io, ripeto, ho avuto la sensazione che comunque ci fosse un gap mediatico... In ogni caso se come dice lei gli Italiani scelgono consapevolmente il programma strampalato di un comico perchè sono veramente convinti che sia migliore, allora diabete o no il paziente morirà, non saremo mai in grado di trovare un cura prima che succeda l' irreparabile, il diabete passerà e  quello che arriverà non sarà mgilore del diabete,  allora a propria coscienza si deciderà se praticare l' eutanasia (Grillo & Salvini) o lasciare il paziente morire più lentamente (renzi et simila)...

il 25% (nel 2013) o il 20% (elezioni europee) e forse ora meno, grazie a Renzi.  E comunque il diabete, come diceva F. Forti si cura e si stabilizza. Magari fra dieci o venti anni troveranno la cura definitiva. Fuor di metafora, gli italiani si stancheranno di vivacchiare e appoggeranno un movimento riformatore vero. 

Ne dubbito.

Antony81 22/2/2015 - 21:53

Perché gli italiani appoggino un partito che faccia riforme pro mercato e d'abbassamento del interventismo statale, inteso sia come minore tassazione sia come una legislazione meno invasiva, sarebbe necessario un cambiamento antropologico del popolo italiano che ne modifichi il modo di pensare e la scala di valori.

 

In poche parole in questo paese ci vorrebbe una riforma protestante che spazzi via il catto-comunismo qualcuno di voi è in buoni rapporti con Lutero o con Calvino?