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"Anno I E.R."?

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Qualche post fa, su argomento analogo, scrissi che alle ultime elezioni “vere” mi sentii scippato, proprio all'ultimo momento, di alcune alternative.
Avrei voluto decidere da me, e invece nella maniera più plateale alcune possibilità vennero semplificate chiaramente preventivamente da mani attente. E non mi è possibile credere che le circostanze della doppia eliminazione incrociata di Di Pietro e di Giannino siano ascrivibili a fattori contingenti. I limiti di entrambi dovevano essere ben conosciuti già da tempo, ma al di là di strutture personali criticabili essi rappresentavano più di se stessi, e inoltre potevano accreditarsi pure qualche merito a compensazione dei demeriti, anche se nel caso di Giannino il partito era ancora vergine e, nel caso di Di Pietro, il partito aveva già dato brutti segni di cedimento.
In una trasmissione di qualche anno fa il caustico Giuliano Ferrara ebbe a dire nel mezzo di una discussione che per fare carriera politica il politico deve essere ricattabile, al che Veltroni, mi pare fosse lui, saltò su a correggerlo: “Volevi dire non ricattabile”, e Ferrara precisò: “No, volevo dire proprio ricattabile.”
Ecco, pare proprio che in Italia per potersi proporre a livello politico bisogna avere qualche scheletro nell'armadio, qualche debolezza nascosta, che l'avversario possa usare contro di te, e lo farà nel momento in cui gli sembrerà più opportuno.
In questo caso, non erano le figure di Giannino e Di Pietro ad infastidire i liberi movimenti nei rispettivi territori, era invece proprio il contenuto dirompente di cui erano leader portatori che impacciavano chi voleva tenersi largo. E, di nuovo, in Italia non si può essere troppo Savonarola, la gente reagisce gettandosi tra le braccia dei ladri, forse anche un poco perché tutti hanno qualche cosa da farsi perdonare.

Suggerirei di leggere Melville e George Orwell.

'O sole mio.

Matteo2 25/2/2015 - 03:04

Sfugge il senso di un commento così asciutto. Cosa ci sarebbe di riprovevole nella lettura di Orwell e ancora di più di Melville? Boh!

 A meno che …. mah si!, forse lei vuole dire che l'Italia è il paese trasparente di:

“Ma n’atu sole cchiù bello, oi ne’ ”.

 Poi però mi pare che la canzone continui: “’o sole mio sta nfronte a te!”.