Titolo

Qual è il numero ottimale di immigrati?

7 commenti (espandi tutti)

Torna da più parti il tema demografico. Forse non à il tema principale di questa discussione, ma qualche riflessione credo vada fatta. Ho sentito e letto molti economisti invocare un incremento della natalità, perchè aumenta il PIL, perchè permette di sostenere le pensioni, perchè è necessaria forza lavoro, etc. etc. Questo approccio economicista al problema dello sboom demografico italiano dirà anche cose giuste per il mercato, ma mi pare tocchi solo una parte del problema. Dovremmo anche riflettere sull'aspetto, diciamo, ecologico. La faccio molto breve: fino a quando si pensa che la popolazione umana debba crescere? Probabilmente il momento in cui non ci staremo fisicamente più su questa terra è ancora lontano, ma qualche effetto negativo del tasso di crescita demografico globale è ben visibile: inquinamento principalmente, consumo di risorse ambientali, impoverimento e limitazione dello spazio per molte specie animali, creazione di megalopoli infernali (perchè poi lì la gente si concentra) con i conseguenti problemi, etc. etc. In sintesi, l'incremento della popolazione umana come maggior fattore di squilibrio ecologico del sistema. Gli economisti adorano il segno +, però forse non sempre questo va bene. Non ho le competenze per capire se l'economia della "decrescita felice" abbia un qualche fondamento o sia una pura utopia, però un pò di ricerca su sistemi economici in equilibrio in una situazione di stabilità demografica, forse sarebbe opportuna. Da questo punto di vista l'arrivo degli immigrati ha sen non altro il vantaggio, su una scala più grande del nostro Paese, di essere a crescita zero. Quindi, sul breve periodo, viva gli immigrati: portano la forza lavoro giovane che serve, aumentano il monte contributi, etc. Inoltre, poco alla volta (qualche generazione) creeranno una biodiversità della nostra popolazione che ne aumenterà la qualità,, in linea poi con la nostra storia. Noi italiani siamo il frutto di un enorme melting pox, che l'America se lo sogna, e siamo belli e intelligenti per questo. Sul medio lungo termine, però, bisognerà capire cosa fare. O forse questo sta già avvenendo. Ho letto nell'ultima statistica che è in forte calo anche i tasso di natalità nelle popolazioni immigrate.

Paolo, non c'e' alcuna ragione per cui un "economista" debba invocare un incremento della natalita'! Assolutamente nessuna. Io, per parte mia, non ho alcuna simpatia per l'alta natalita', anche se fa poi aumentare il PIL :)

Per il resto ok su tutto, ma non v'e' nulla (ne' in dottrina ne' su base empirica) che suggerisca l'idea secondo cui "piu' siamo meglio e'". Dipende dalle circostanze e dalle preferenze. L'unica cosa fuori di dubbio e' che se, senza prevederlo e premunirsi, arriva un cambio demografico drastico ed il numero di anziani cresce rapidamente mentre cala quello di chi lavora e produce beh, allora ... tutti devono cominciare ad accontentarsi di meno ciccia sul piatto, anziani per primi. 

 Charles de Gaulle (rapporté par Alain Peyrefitte) / Le 5 mars 1959

"C'est très bien qu'il y ait des Français jaunes, des Français noirs, des Français bruns. Ils montrent que la France est ouverte à toutes les races et qu'elle a une vocation universelle. Mais à condition qu'ils restent une petite minorité. Sinon, la France ne serait plus la France. Nous sommes quand même avant tout un peuple européen de race blanche, de culture grecque et latine et de religion chrétienne. Qu'on ne se raconte pas d'histoire! Les musulmans, vous êtes allés les voir? Vous les avez regardés avec leurs turbans et leurs djellabas? Vous voyez bien que ce ne sont pas des Français. Ceux qui prônent l'intégration ont une cervelle de colibri, même s'ils sont très savants."

Essayez d'intégrer de l'huile et du vinaigre. Agitez la bouteille. Au bout d'un moment, ils se sépareront de nouveau. Les Arabes sont des Arabes, les Français sont des Français. Vous croyez que le corps français peut absorber dix millions de musulmans, qui demain seront vingt millions et après-demain quarante? Si nous faisions l'intégration, si tous les Arabes et les Berbères d'Algérie étaient considérés comme Français, comment les empêcherez-vous de venir s'installer en métropole, alors que le niveau de vie y est tellement plus élevé? Mon village ne s'appellerait plus Colombey-les-Deux-Églises, mais Colombey-les-Deux-Mosquées. »

-----

Questo DeGaulle.... "un piccolo borghese terrorizzato dal diverso ed incapace di comprendere il valore della mobilita' sociale"...eh...

La storia l'ha provato e non ci posso far nulla se questa e' una delle tante cose che, forse a causa degli studi svolti malamente in posti erronei forse per scarsa dotazione dell'organo necessario, non riesci a capire.

Keep trading, hopefully you do better there. Thinking is not your forte.

Passo e chiudo, mi hai annoiato.  

In Europa la crescita della popolazione si è arrestata ed in molti paesi siamo in decrescita demografica; che sia "felice" o no ciascuno lo giudica da se. Per me l'Europa è sovrappopolata ed un calo delle popolazione è positivo, nonostante i serissimi problemi che causa. Un'immigrazione intensa inverte questa tendenza e riporta in alto la popolazione, a mio avviso già eccessiva, trasferendo qui popolazione da paesi che hanno adottato dinameche demografiche insostenibili. Il problema non è di lungo periodo, è immediato: una famiglia che si trasferisce ad esempio dall'Eritrea all'Italia, e adotta abitudini italiane anzichè mantenere quelle del paese di origine, incrementa i suoi consumi energetitici del 2000%, altro che "somma zero".

Quindi per coerenza bisognerebbe impedire di crescere anche a qualche miliardo di cinesi e indiani. Ecco il grande piano: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, i paesi ricchi restino tali e i poveri si fottano.

Geniale: glie lo vai a dire tu? Senza offesa, ma io aspetto fuori.

Se intendi "crescita demografica" gli è stato detto già una ventina di anni orsono e ci hanno risposto picche. Non tanto Cinesi e Indiani che hanno già da tempo adottato una politica demografica, ma altri paesi con una dinamica demografica fortemente positivi hanno risposto in sostanza "quanti figli facciamo sono affari nostri, e scordatevi di metterci becco". Si tratta di una loro decisione e ovviamente va rispettata. Casomai il problema si pone quando gli stessi paesi si trovano con un eccesso di popolazione e la soluzione è esportarlo qui da noi in Europa; legittimamente hanno deciso di incrementare la loro popolazione, ma ora spetta a loro stessi gestirla. Se invece intendi "crescita economica" con conseguente impatto ambientale, se vuoi posso anche andargli a dire che devono rimanere poveri, vuol dire che mi riparerò con un impermeabile dall'uragano di pernacchie che scatenerei. Sulle emissioni di CO2, ampiamente dibatture a livello planetario, Cinesi e Indiani sono stati di una inequivocabile chiarezza: se volete riducete le vostre emissioni, ma non ci rompete le scatole a noi. E così assistiamo ad una riduzione delle emissioni essenzialmente in Europa (gli Americani amano parlarne, ma si guardano bene dal fare qualcosa di concreto) largamente superata dall'aumento delle emissioni nel resto del mondo e quini senza alcun effetto sul clima globale. Ora vediamo se a Parigi si decide qualcosa...