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Qual è il numero ottimale di immigrati?

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http://www.cestim.it/argomenti/11devianza/carcere/due-palazzi/studi_explorer_%201%20-%204/pagine%20web/rapporto_fra_immigrazione_e_crim.htm

In ogni caso se avesse torto il piccolo borghese e avesse ragione il grande intellettuale sul fatto che l'immigrazione di massa sia vantaggiosa e positiva per l'Italia, questa immigrazione di massa ai vertici mondiali in Italia c'e' stata dal 2002 al livello di 450mila immigrati netti all'anno e continua ad esserci anche in anni di crisi, sia pure diminuita, mentre altrove come in Spagna e' stata azzerata.

Io questi vantaggi non li vedo, certo bisognerebbe fare il confronto con l'Italia senza immigrati.

Paesi come Giappone e Corea del Sud, con natalita' uguale a quella italiana ma senza immigrati sembra che vadano avanti meglio dell'Italia. Anche la Germania, che ha avuto dal 1994 al 2008 immigrazione netta quasi zero e natalita' simile a quella italiana, va meglio dell'Italia.

Per quanto riguarda poi la selezione degli immigrati, sono proprio quelli di massa non qualificati che andrebbero limitati. Come accade praticamente ovunque negli Stati avanzati.  Non vedo lamentele di massa in Italia su immigrati qualificati, istruiti e ben remunerati (quei pochissimi che ci sono). Invece per gli immigrati istruiti e richiesti per impieghi ben pagati ci dovrebbero essere porte aperte. Come in Germania.

Il problema è, come disse Michele Boldrin qualche anno fa, un sistema economico che non premia competenza e professionalità e che sopravvive a mezzo di prodotti e tecnologie arretrate ed in via di progressivo sottosviluppo.

Che poi questo sistema non attiri lavoratori qualificati, capaci e/o intraprendenti, ma attiri chi campa di wage dumping (magari in nero) è solo la conseguenza.

In Germania ci sono due grosse differenze rispetto all'Italia:

1) È praticamente impossibile trovare casa in nero e lavoro in nero => quindi è difficilissimo immigrare clandestinamente se poi non si trova né alloggio né salario.

2) I lavori poco qualificati sono fatti "quasi gratis" da disoccupati sussidiati e da lavoratori part-time esentasse a 450 euro (che a volte sono le stesse persone) => quindi il mercato stesso scoraggia l'immigrazione di persone che non hanno competenze insostituibili.

 

P.S.: In Corea entrano ogni anno 6 immigrati ogni 1000 abitanti, più che in Italia. Quasi tutti dalla Cina. http://www.keepeek.com/Digital-Asset-Management/oecd/social-issues-migra...

concordo. Un'altra differenza tra Germania e Italia e' che in Italia si puo' legalmente immigrare da tutto il mondo per fare (o dicendo di fare) il venditore ambulante autonomo, in Germania no, l'immigrazione non qualificata non e' legale. Fanno eccezione solo i comunitari perche' cosi' impongono le regole europee.

I dati sulla Corea e il confronto che fai con l'Italia sono veramente fuorvianti.

In Italia l'immigrazione netta e' stata circa 450mila all'anno,  circa l'8.2/1000 rispetto ai residenti dal 2002 in poi, e l'immigrazione consiste in un numero dell'ordine di 475-500mila in entrata e un numero modesto, 25-50mila in uscita.

In Corea c'e' una quota legale massima di circa 60mila sull'immigrazione (immagino di lungo termine), in un anno tipico entrano 300mila stranieri ed escono 240mila stranieri temporanei, e l'immigrazione netta e' dell'ordine di 60mila all'anno, 7.5 volte inferiore all'Italia.

In Corea pertanto c'e' molta meno immigrazione che in Italia, per un fattore 7-8.
In Italia dal 2002 in poi invece c'e' immigrazione simile agli USA, e ~3 volte che in UK e Francia. Solo recentemente i numeri sono declinati per la crisi economica persistente.