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Qual è il numero ottimale di immigrati?

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forse, visto che il link non funziona. Ma che l'immigrante che tipicamente arriva in un paese con seleziona avversa come l'Italia delinqua piu' del cittadino italiano non e' da escludersi.  E se uno e' un piccolo borghese terrorizzato dal diverso ed incapace di comprendere il valore della mobilita' sociale in modo tale da avere un sistema di preferenze lessicografico con in cima la parola "reati", tutto torna. 

Peccato che l'immigrato lavori anche di piu' (a parita' del resto), costi meno in pensione (perche' una certa % se ne ritorna a casa), faccia piu' figli (che in una societa' demograficamente morta come l'italiana aiuta) ed abbia in media maggiore iniziativa imprenditoriale dei residenti (perche', altrimenti, non sarebbe emigrato ...) e tante altre cose che, una volta ancora caro Alberto, sopraffatto dalle tue personali ossessioni non riesci a vedere.

Ma forse non hai letto l'articolo di John attentamente: dice che democraticamente occorre stabilire criteri e regole, poi lasciare il resto all'iniziativa degli esseri umani.

Tanto e' inutile, oramai in Italia le fobie dominano il dibattito politico. Il 65% degli italiani vuole "meno" immigrati? Certo. Vogliono tutti che rimanga fuori l'immigrato dell'altro: non quello che gli cambia il pannolino, non quello che gli pulisce la casa, non quello che gli fa la colazione al bar o gli serve la cena al ristorante o gli vende il latte a tarda notte nel negozietto cinese mentre tutti i negozi dei bottegari italiani per bene son chiusi da ore, non quello che gli pulisce la fogna o la strada, non il garzone del negozio che possiede, non quello che gli raccoglie a basso prezzo i pomodori nel campo, eccetera. No, non quelli. Quelli degli altri, quelli che delinquono.

 

in un paese con seleziona avversa come l'Italia

Questo é un punto centrale.

Una regolamentazione sbagliata ha sostanzialmente prodotto effetti probabilmente opposti rispetto a quelli che si aspettavano o promettevano i promotori [*].

Perché mai un immigrato di qualitá dovrebbe scegliere l'Italia rispetto ad almeno una cinquantina di paesi piú promettenti?

[*] Ripensandoci, ai promotori potrebbe convenire non incentivare l'immigrazione di qualitá. Fondamentalmente, se la Bossi-Fini ha scoraggiato l'immigrazione di PhD e laureati ed incoraggiato quella di avanzi di galera, il maggior beneficiario elettorale oggi sará probabilmente il Sig. Salvini.

http://www.cestim.it/argomenti/11devianza/carcere/due-palazzi/studi_explorer_%201%20-%204/pagine%20web/rapporto_fra_immigrazione_e_crim.htm

In ogni caso se avesse torto il piccolo borghese e avesse ragione il grande intellettuale sul fatto che l'immigrazione di massa sia vantaggiosa e positiva per l'Italia, questa immigrazione di massa ai vertici mondiali in Italia c'e' stata dal 2002 al livello di 450mila immigrati netti all'anno e continua ad esserci anche in anni di crisi, sia pure diminuita, mentre altrove come in Spagna e' stata azzerata.

Io questi vantaggi non li vedo, certo bisognerebbe fare il confronto con l'Italia senza immigrati.

Paesi come Giappone e Corea del Sud, con natalita' uguale a quella italiana ma senza immigrati sembra che vadano avanti meglio dell'Italia. Anche la Germania, che ha avuto dal 1994 al 2008 immigrazione netta quasi zero e natalita' simile a quella italiana, va meglio dell'Italia.

Per quanto riguarda poi la selezione degli immigrati, sono proprio quelli di massa non qualificati che andrebbero limitati. Come accade praticamente ovunque negli Stati avanzati.  Non vedo lamentele di massa in Italia su immigrati qualificati, istruiti e ben remunerati (quei pochissimi che ci sono). Invece per gli immigrati istruiti e richiesti per impieghi ben pagati ci dovrebbero essere porte aperte. Come in Germania.

Il problema è, come disse Michele Boldrin qualche anno fa, un sistema economico che non premia competenza e professionalità e che sopravvive a mezzo di prodotti e tecnologie arretrate ed in via di progressivo sottosviluppo.

Che poi questo sistema non attiri lavoratori qualificati, capaci e/o intraprendenti, ma attiri chi campa di wage dumping (magari in nero) è solo la conseguenza.

In Germania ci sono due grosse differenze rispetto all'Italia:

1) È praticamente impossibile trovare casa in nero e lavoro in nero => quindi è difficilissimo immigrare clandestinamente se poi non si trova né alloggio né salario.

2) I lavori poco qualificati sono fatti "quasi gratis" da disoccupati sussidiati e da lavoratori part-time esentasse a 450 euro (che a volte sono le stesse persone) => quindi il mercato stesso scoraggia l'immigrazione di persone che non hanno competenze insostituibili.

 

P.S.: In Corea entrano ogni anno 6 immigrati ogni 1000 abitanti, più che in Italia. Quasi tutti dalla Cina. http://www.keepeek.com/Digital-Asset-Management/oecd/social-issues-migra...

concordo. Un'altra differenza tra Germania e Italia e' che in Italia si puo' legalmente immigrare da tutto il mondo per fare (o dicendo di fare) il venditore ambulante autonomo, in Germania no, l'immigrazione non qualificata non e' legale. Fanno eccezione solo i comunitari perche' cosi' impongono le regole europee.

I dati sulla Corea e il confronto che fai con l'Italia sono veramente fuorvianti.

In Italia l'immigrazione netta e' stata circa 450mila all'anno,  circa l'8.2/1000 rispetto ai residenti dal 2002 in poi, e l'immigrazione consiste in un numero dell'ordine di 475-500mila in entrata e un numero modesto, 25-50mila in uscita.

In Corea c'e' una quota legale massima di circa 60mila sull'immigrazione (immagino di lungo termine), in un anno tipico entrano 300mila stranieri ed escono 240mila stranieri temporanei, e l'immigrazione netta e' dell'ordine di 60mila all'anno, 7.5 volte inferiore all'Italia.

In Corea pertanto c'e' molta meno immigrazione che in Italia, per un fattore 7-8.
In Italia dal 2002 in poi invece c'e' immigrazione simile agli USA, e ~3 volte che in UK e Francia. Solo recentemente i numeri sono declinati per la crisi economica persistente.