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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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Torno dopo molto tempo su questo commento per chiarire i miei dubbi sul "fenomeno UBER".

Vado per le spicce, mi sembra che il business di UBER sia una specie di giano bifronte. Da una parte si sottolinea giustamente che intacca le rendite di posizione dei tassisti (incumbent), portando liberalizzazione in un settore che ne soffre la scarsità. Dall'altra le modalità con cui questo avviene sono ai limiti della legalità, contratti precari per gli UBERpopper, una policy sulle assicurazioni opaca e, in un paese come l'Italia, lo spalancare le porte all'evasione fiscale da parte degli Upopper che non sono tenuti a rilasciare ricevute scontrini etc... né sono soggetti ad una forma di tassazione alternativa, magari usando proprio UBER come sostituto di imposta.

Il problema è intricato e dovrei articolare meglio il mio pensiero, comunque la mia impressione è che il risparmio offerto al cliente non sia solo frutto dell'erosione di rendite di posizione, ma anche l'effetto di eliminazione di costi strutturali (assicurazioni, previdenza sociale etc...) e fiscali.

L'articolo del WSJ, che citavo nell'altro intervento, svelava il malcontento degli operatori americani che vedevano ridurre i propri margini di guadagno dalla politica sempre più aggressiva della società che una volta radicatasi ha cominciato ad attuare nei loro confronti atteggiamenti "padronali", del tipo o mangi 'sta minestra...

Della cosa in Italia si è smesso di parlare da un po', nel frattempo anche a Parigi e Madrid si sono assistite a proteste di tassisti. Quello che invece non sapevo è cosa stava succedendo in Germania e l'ho scoperto qui. Questo tra l'altro risponde ad un altro mio dubbio sul fatto che UBER non avesse mai tentato di coinvolgere anche i tassisti nel business.

Sulla faccenda fatico ad avere un'opinione chiara, sarei ad esempio favorevole ad un intervento legislativo che favorisse un miglioramento del servizio per gli autisti professionisti (Ublack) cercando in cambio anche una forma di tassazione all'origine evitando sentenze come questa.

Avrei altre domande e opinioni sul tema, ma ho promesso di rimanere stringato.

Fra una decina d'anni le self-driving cars avranno sostituito completamente anche questo mercato. E anche le nostre abitudini di viaggio, oso prevedere che faranno concorrenza a molti voli di breve distanza. 

ci vediamo fra dieci anni.

Anch'io sarei sulla posizione di dragonfly. 

Ne discutevo recentemente ad HK con un giovane (italiano, ma ovviamente scappato all'estero) molto preparato sul tema e ad esso quasi totalmente dedicato (well, nei ritagli di tempo che GS gli concede :)) e la mia impressione e' che, come spesso accade, gli entusiasmi degli adepti ad AI siano eccessivi e tendano a comprimere in lustri o decenni i mezzi secoli ...

Eccessi di HAL a parte, "2001 Odissea nello spazio" non era considerato troppo avveniristico quando usci, credo nel 1969 ... 

Anche se con modalita' piu' onorevoli di quelle con cui ha lasciato Frankfurt, UBER scende a compromessi con il suo principale concorrente sul mercato cinese: Didi Chuxing, che sembrerebbe piu' una compagnia di taxi, che eroga servizi a chiamata via smartphone, che una applicazione per mettere in contatto passeggeri e guidatori.

Candido il commento del CEO Travis Kalanick:

However, as an entrepreneur, I've learned that being successful is about listening to your head as well as following your heart. Uber and Didi Chuxing are investing billions of dollars in China and both companies have yet to turn a profit there.