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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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Caro Michele, hai toccato proprio dei nervi scoperti!!!!!!!

Però mi pare che la discussione sia stata vivace, ma molto disordinata. Provo a isolare qualche tema.

Brevetti. Ero a Milano, non avevo letto il libro, ed il ragionamento mi ha molto sorpreso. Non dico mi abbia proprio convinto, ma certo l'idea è affascinante e mi è sembrata molto ben argomentata.Il ragionamento da economista, non so, non ho le competenze. Direi mi fido, mi piaccionio le idee forti e sorprendenti.

Diritti di autore. Una volta ho avuto l'occasione di chiacchierare con Mogol, e lui raccontava di una canzone di cui aveva scritto le parole ma che gli avevano scippato. Diceva: io ho lavorato, non sono stato pagato. Non so, come risolviamo la cosa? Come si può guadagnare la vita un artista senza diritti di autore? Magari meno esosi di ora, però ......

Esami di Stato. In Italia forse sono una barzelletta, però concettualmente sono il modo in cui si garantisce ad un cliente indifeso (specie in medicina in cui il rapporto è totalmente impari) di avere un minimo di garanze. Poi si possono fare bene o male. In USA ci sono l'equivalente dell'esame di stato, eccome!

Concorsi. In UK il NHS pubblica continuamente ricerche di personale per questa o quella posizione. Tu mandi il tuo CV, se finisci nella short list ti invitano per un colloquio, e poi scelgono. Cosa è se non un concorso? Credo in USA sia lo stesso, ed il sistema funziona (o almeno, quasi sempre funziona, Michele come hai fatto ad avere la cattedra?). Scherzo, ovviamente, so quanto sia duro entrare come professore nelle Università americane. Il problema è che in Italia i concorsi sono inquinati, dai politici, dalle mafie, dalle lobby, dal nepotismo, etc. etc. Potrei raccontarvi delle cose sui concorsi nelle ASL da far accapponare la pelle. Su questo Michele ha assolutamente ragione, la meritocrazia da noi non è prevalente. C'è una commissione che sceglie, e quindi non c'è un responsabile della scelta, e la commissione è assolutamente influenzabile. Credetemi.

Ordini professionali. Anche qui, in Italia c'è degenerazione. I Board professionali esistono in tutto il mondo, ma fanno garnazia professionale e non difesa corporativa. La commistione fra sindacati, politica e ordini è devastante. Gli ordini visti come cinghia di trasmissione di clientele politiche o come difesa corporativa, questo è il problema, ed è un aspetto della degenerazione burocratico-clientlare di questo paese. Poi che le corporazioni cerchino di riservarsi un mercato monopolistico, va da sè, lì è la politica ed il mercato che ci dovrebbero difendere.

Fai da te. Anche io coltivo il sogno di costruirmi la casa da me, sul serio. Però se poi la mia casa esplode perchè l'impianto del gas è fatto male, magari dopo che l'ho venduta a qualche infelice, beh, qualche garanzia bisogna ci sia. Magari bisogna intervenire perchè il costo di una certificazione sia diverso da quello della realizzazione di un impianto. Ma se quando andiamo al ristorante abbiamo una ragionevole certezza (non sicurezza, eh) che non ci becchiamo una salmonellosi, è perchè ci sono norme, standard, certificazioni e controlli. Poi magari si esagera, ma il concetto, scusate, è giustissimo. Attenti alla demagogia di chi deride i controlli per poter fare il comodo suo. Per quanto riguarda il responsabile della sicurezza di un cantiere, visto come obbligo burocratico: ma scherziamo? Lo sapete che i cantieri edili sono il luogo professionale a più alta incidenza di incidenti, mortali e no? Attenti alle facili battute ed alla demagogia in cose che non si conoscono fino in fondo.

In conclusione. Molte delle cose stigmatizzate in questa appassionata discussione sono in realtà risposte burocratiche o corporative a esigenze corrette, che devono avere risposte dallo Stato. Il problema è distinguere fra risposta formale/burocratica e risposta sostanziale/professionale. In altri termini, altro non sono che un aspetto del modo di essere di una parte di noi Italiani, quella parte fin'ora prevalente. Abbiamo molto da lavorare, in questo Paese.