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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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...tristemente devo concedere che ha ragione su molti punti. Un solo esame di Sistemi Informativi obbligatorio, sui Datawarehouse giusto qualche slide a fine corso. Certo dipende da quale universita', e dall'anno di corso.
Pero' non si puo' delegare sempre tutto all'insegnamento del corso: un ingegnere informatico che non capisce il subnetting forse e' uno che ha sbagliato ramo. E la distanza tra la teoria e la pratica di solito si colma con la passione, oltre che con gli esami "di orientamento" dal terzo anno in poi (ma io sono vecchio ordinamento, quindi il mio giudizio non conta, non so come siano ridotti adesso).
Le lotte per l'albo non le ho mai comprese, neanche nei miei anni di attivita' nelle associazioni studentesche universitarie (di sinistra, quello e' il problema): non hai bisogno di timbro e firma se sei ingegnere informatico, come se poi l'ingegnere producesse un software tutto da solo, e parlarne nel 2015 quando ci sono team che lavorano in Agile da un bel po' di anni e' veramente preistorico.

PS: per ridere, qui in UK vedo che chiamano service engineer anche il tecnico che viene in tuta a riparare la linea Sky...

Non escludo che ci siano ottimi ingegneri e che quelli intelligenti e interessati possano approfondire la materia in autonomia, pero' non posso che riconoscere quanto siano scarse le conoscenze necessarie per laurearsi (fosse pure con la media del 18) e, quindi, quanto sia sciocco andare in giro reclamando monopoli.

In UK 'engineer' in tantissimi contesti vuol dire 'tecnico' e non 'ingegnere'. Non sapendolo, la prima volta che ho parlato con un 'first-line (support?) engineer' quasi mi e' venuto da ridere. Io, per dire, sono un 'architect', perche' pare che 'engineer' non sia sufficiente per il ruolo.