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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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Ci ripensavo camminando. Se volessi costruire casa oggi, dopo dieci anni da questa simpatica esperienza, quei 5.000 euro su 250.000, numeri esatti che non avrei potuto dimenticare perché mi davano un vertiginoso 2% come valore percentuale del mio lavoro che però sarebbe stato il 100% del lavoro effettivo, ebbene questi 5.000 euro oggi li dovrei devolvere come parcella di una nuova figura che si è aggiunta in questi anni a tutto il resto: il Responsabile della Sicurezza del cantiere. Perché in Italia le cose non sono ferme, peggiorano!

Naturalmente tutto ha un suo senso: il Responsabile della Sicurezza dovrebbe tutelare gli operai extracomunitari sulle impalcature, il Direttore dei Lavori garantire la qualità al committente generalmente incompetente, l'Ingegnere Progettista assicurare all'utente che la casa non gli crolli addosso al primo terremoto, l'Elettricista che la casa non vada a fuoco, l'Idraulico che non si allaghi o non scoppi per fughe di gas, e via dicendo; tutto quello che si vuole, sta di fatto che mio nonno muratore si costruì casa da solo nel 1927, ci ha abitato lui e tutti i suoi discendenti, e sta ancora lì dopo 4 terremoti gravi e non ha mai preso fuoco, e adesso io non ho potuto farmene una da solo perché lo stato si preoccupa molto che non mi faccia male o abiti in una casa non costruita secondo la “Regola d'Arte” stabilita dalla legge.

Capirei tutto solo se avessi voluto rivenderla, ma forse anche quest'ultima cosa potrebbe essere sistemata da regole di mercato non inceppate. Quando compro le mele non chiamo lo stato ad assicurarmi quelle buone da quelle marce.

, sta di fatto che mio nonno muratore si costruì casa da solo nel 1927, ci ha abitato lui e tutti i suoi discendenti, e sta ancora lì dopo 4 terremoti gravi e non ha mai preso fuoco, e adesso io non ho potuto farmene una da solo perché lo stato si preoccupa molto che non mi faccia male o abiti in una casa non costruita secondo la “Regola d'Arte” stabilita dalla legge.

sono i limiti degli aneddoti: nel '27 si costruiva molto male e dopo 4 terremoti noi non vediamo più le tante case del '27 che sono crollate, ma solo quelle poche rimaste in piedi.

all'epoca mancavano i soldi, non le conoscenze tecniche, e gli usi di allora non potevano non tenerne conto (la sicurezza dipende della crescita economica, che va quindi salvaguardata; più poveri però più sicuri, non esiste).  l'inserimento di sempre maggiori obblighi nella costruzione di una casa, sarebbe allora questione strettamente empirica, la ricerca di un punto di equilibrio, mutevole nel tempo, fra opposte esigenze.

allora, permettere  solo al progettista abilitato di assumersi la responsabilità della sicurezza di un cantiere (o molte altre simili "riserve" professionali) non è sbagliato automaticamente, ma lo diventa perchè quasi sempre a questo tipo di prescrizione si accompagnano restrizioni indebite all'accesso a questa magica riserva.  soprattutto, le tariffe! il ribasso, lo sconto, la promozione di servizi innovativi, in una parola la concorrenza fra professionisti che dovrebbe far emergere i migliori, vien sempre ma proprio sempre proibita, sconsigliata, indicata come causa di disastri.

Vocabolario Treccani in rete.  Anèddoto: “Notizia storica marginale, poco nota ma caratteristica, relativa per lo più a un personaggio o evento importante. Per estensione, raccontino breve e arguto, relativo a personaggi o fatti reali o tipico, significativo di un certo ambiente.”

Poi certo c'è anche:

“In senso più ampio, fatto particolare e curioso della vita privata di qualcuno: “un libro ricco di aneddoti; mi ha raccontato un divertente aneddoto sulla vita di Benedetto Croce.” ”

Ma certamente non era mio intento d'annoiarvi con una storiella di famiglia. Si tratta solo d'un espediente retorico per indicare una situazione “caratteristica” o un “fatto tipico” che possiamo classificare come: eccesso di tutela.

Ad esempio, il geometra ha trovato assurdo quel “mio” progetto perché non poteva immaginare che la casa era progettata per resistere ad una esplosione nucleare, altro che ad un terremoto. Se mi voglio divertire vado fino in fondo. Tuttavia la questione si generalizza: avessi anche deciso di rischiare di morire sotto le macerie perché qualcuno me lo dovrebbe impedire? E possiamo poi estendere questa riflessione anche ad altri ambiti.

avessi anche deciso di rischiare di morire sotto le macerie perché qualcuno me lo dovrebbe impedire? E possiamo poi estendere questa riflessione anche ad altri ambiti.

meglio di no. impostare la questione in questi termini conduce subito a citare il sudan, dove i regolamenti edilizi sono presumibilmente molto permissivi, e la svizzera dove dovrebbe valere il contrario.

in altri ambiti, ancor peggio: un classico ad es. delle discussioni sulla professione notarile, prevede quasi subito di accapigliarsi sulla necessità o meno della stessa, visto che negli ordinamenti anglosassoni il notaio non esiste o quasi.  sussistono invece molti ottimi argomenti tecnici a favore, che i nostri professionisti ci ricordano sempre volentieri :-). ugualmente, l'obbligo di certificare la messa a terra degli impianti elettrici ha il suo perchè.

molto più reticenti sono invece sulla estensione complessiva delle competenze riservate, sul numero chiuso della professione, sulle tariffe fissate per legge.

molti lavoretti da notai, li potrebbero fare benissimo  gli avvocati con più efficienza, e non lo dico per compiacere luciano pontiroli. il numero chiuso è inconcepibile e basta.  sul tariffario, viene invocata  a volte la difesa della dignità della professione...boh, tantissimi lavorano dignitosamente senza poter contare su una garanzia del genere.