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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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Delirante

giulio colella 31/1/2015 - 20:50

Folle e delirante, soprattutto considerando che le universita' italiane non formano gli ingegneri informatici (non so gli elettronici) meglio di quanto gli ITIS formino i periti. Alla Sapienza ci sono addirittura un paio di esami di culto della personalita', nei quali bisogna scrivere programmi che stampano il nome di tal professore per dritto e per rovescio (che e' lo stesso che ha scritto l'osceno manuale da usare nel corso). In tre quarti delle universita' italiane, l'ingegnere fa un solo esame sui database, spesso ridicolo, quando un perito, seppur con tutti i suoi limiti, passa(va?) tutto il quinto anno delle scuole superiori a sbattere la capoccia (si fa per dire) su forme normali, query, strategie di accesso ai dati, ecc..., pero', secondo questi pazzi, solo l'ingegnere puo' gestire sistemi di elaborazione delle informazioni.

Inizio aneddoti a caso

Il mio amico che gestisce il megadatabase gigante di non so chi nel Regno Unito, che lo fa da 10 anni e che sa tutto, secondo questi scemi non dovrebbe poter installare il piu' ridicolo dei gestionali per la provincia di Torino.

Un periodo, dopo la laurea, ho insegnato in un corso professionale di networking indirizzato a ingegneri. Per quel che vale la mia opinione, gli ingegneri, nonostante i corsi di networking e di programmazione, arrivavano quasi sempre digiuni della materia e di questa fantomatica teoria che dovrebbe aiutare nella comprensione delle cose pratiche non ho visto neanche l'ombra (e veniva ammessa solo gente con 105+ e con una conoscenza minima dell'inglese). C'era gente che aveva fatto esami di Djikstra (che forse lo si insegna a un ragazzino di 9 anni in 30 minuti). Incomprensibilmente non capivano il subnetting, tant'e' che io e gli altri istruttori ogni tanto ci chiedevamo "ma perche' gli ingegneri della Sapienza non riescono a capire il subnetting?" Ancora non l'ho capito.

Fine aneddoti a caso

Pero' abbiamo i migliori medievalisti del mondo (cit.)

 

Chiudo dicendo che un po' (ma poco, Boldrin non mi uccida!) li capisco. Gli "informatici" reclamano 'sto maledetto albo da 30 anni, dicendo che cose tipo "se io devo dare 4000 euro al notaio per mettere una firma, non si capisce perche' il notaio non dovrebbe dare 4000 euro a me per accendergli il PC". E se pure B e' una proposizione folle, messa in quell'A => B, un po' di senso lo acquisisce.

...tristemente devo concedere che ha ragione su molti punti. Un solo esame di Sistemi Informativi obbligatorio, sui Datawarehouse giusto qualche slide a fine corso. Certo dipende da quale universita', e dall'anno di corso.
Pero' non si puo' delegare sempre tutto all'insegnamento del corso: un ingegnere informatico che non capisce il subnetting forse e' uno che ha sbagliato ramo. E la distanza tra la teoria e la pratica di solito si colma con la passione, oltre che con gli esami "di orientamento" dal terzo anno in poi (ma io sono vecchio ordinamento, quindi il mio giudizio non conta, non so come siano ridotti adesso).
Le lotte per l'albo non le ho mai comprese, neanche nei miei anni di attivita' nelle associazioni studentesche universitarie (di sinistra, quello e' il problema): non hai bisogno di timbro e firma se sei ingegnere informatico, come se poi l'ingegnere producesse un software tutto da solo, e parlarne nel 2015 quando ci sono team che lavorano in Agile da un bel po' di anni e' veramente preistorico.

PS: per ridere, qui in UK vedo che chiamano service engineer anche il tecnico che viene in tuta a riparare la linea Sky...

Non escludo che ci siano ottimi ingegneri e che quelli intelligenti e interessati possano approfondire la materia in autonomia, pero' non posso che riconoscere quanto siano scarse le conoscenze necessarie per laurearsi (fosse pure con la media del 18) e, quindi, quanto sia sciocco andare in giro reclamando monopoli.

In UK 'engineer' in tantissimi contesti vuol dire 'tecnico' e non 'ingegnere'. Non sapendolo, la prima volta che ho parlato con un 'first-line (support?) engineer' quasi mi e' venuto da ridere. Io, per dire, sono un 'architect', perche' pare che 'engineer' non sia sufficiente per il ruolo.