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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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se i "non pochi" erano determinati dalla precisa volontà di contenere il numero degli abilitati.

si capisce, chi è stato promosso ( a suo tempo, oggi le norme sono diverse) a milano o brescia, probabilmente era più preparato di chi ha sostenuto l'esame a salerno o catanzaro, però rimane da dimostrare quale sia il livello minimo decente da garantire.soprattutto, non deve occuparsene l'ordine degli avvocati.

le commissioni d'esame sono composte da magistrati, avvocati e professori universitari.

timidezza

dragonfly 30/1/2015 - 16:24

coraggio, ammettiamolo: in una commissione d'esame di 6 membri, ancora adesso devono essere avvocati il presidente, il vice presidente e un componente titolare.  e non è uno dei tanti  circoli del golf, che possono accettare chi gli pare, ma che non impediscono di praticarlo ai respinti.

che reca la nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense, prevede che la commissione d'esame sia composta da cinque membri effettivi e cinque supplenti; tre sono avvocati, uno è un magistrato ed uno un professore universitario o un ricercatore ocnfermato in materie giuridiche. Il presidente della commissione è un avvocato.

Ciò detto, va osservato che:

1 - la commissione è nominata dal Ministero della Giustizia, non dai Consigli degli Ordini;

2 - non essendovi un numero chiuso, la commissione può promuovere tutti i candidati che riportino votazioni positive;

3 - il controllo degli elaborati delle prove scritte è demandato ad altra commissione, sorteggiata ogni anno: colleghi che hanno partecipato a commissioni d'esame a Milano mi riferiscono che  gli ammessi alle prove orali variano a seconda della commissione sorteggiata (dal 40% se è Roma all'80% se è Napoli).

Considerato che si parla di oltre duecentomila avvocati iscritti agli albi, come rileva l'ottimo New Deal, l'idea che gli esami abbiano il compito precipuo di escludere dalla professione tanti bravi giovani meritevoli a vantaggio di vecchi avidi di danaro e di potere mi sembra bizzarra. 

la maggioranza

dragonfly 30/1/2015 - 17:01

è cmq  di avvocati ( le ultime commissioni qua sembrano tutte di 6 membri).

Considerato che si parla di oltre duecentomila avvocati iscritti agli albi, come rileva l'ottimo New Deal, l'idea che gli esami abbiano il compito precipuo di escludere dalla professione tanti bravi giovani meritevoli a vantaggio di vecchi avidi di danaro e di potere mi sembra bizzarra. 

se fosse bizzarra, gli avvocati si sarebbero volentieri e da gran tempo ritirati dagli onerosi obblighi di correzione, interrogazione, giudizio motivato ecc.

pare invece ci tengano ancora; magari è una battaglia di retroguardia ma che comunque ha poco a che fare con "l'interesse pubblico".

sottrarre l'esame di abilitazione (mi viene da ridere) all'Albo. Facciamolo fare all'Universita'.

questo è il parere di new deal, e per una volta :) pare chiaro

se la partecipazione ad una commissione d'esame è così gravosa, demandarla all'Università avrà effetti pratici gravi.

Ma il punto è che l'esame di stato non è solo teorico, ma anche pratico: dovrebbe essere soprattutto tale. I ricercatori non possono esercitare attività professionale prima della conferma che non arriva prima di tre anni dalla nomina: appena confermati, non avrebbero competenza alcuna su come risolvere concretamente specifici problemi giuridici.

Certo, si può pensare ad una diversa organizzazione delle scuole di formazione forense, così da demandare loro l'esame di Stato: ma ben difficilmente si potrebbe fare a meno di coinvolgere gli avvocati nella loro attività.  

della "professione forense" sarebbe ammirevole se non fosse ... sintomatica.

Io, fossi te, dedicherei le tue non banali conoscenze e capacita' ad altra causa, davvero.

Tanto, cosa vuoi, da un lato non si tratta solo di avvocati e, dall'altro, i fatti son li' e mica ci puoi far nulla!

io non ho alcun interesse a difendere la professione, sono sempre stato un avvocato anomalo, se parteciperò alle prossime elezioni del Consiglio del mio ordine sarà solo per votare un candidato amico.

Ci tengo, invece, a che le discussioni, soprattutto su codesto sito, siano scevre da pregiudizi e siano argomentate correttamente.

Non mi piacciono l'anedottica cui molti ricorrono, né le generalizzazioni affrettate o le soluzioni miracolose trovate da persone che valutano solo aspetti particolari (da qui le mie - ormai antiche - polemiche, sul sito di Fare, con diversi personaggi che credevano di salvare il mondo ma forse badavano più che altro a loro interessi ... non faccio nomi, ma credo che tu ne conosca non pochi) .

De hoc satis.

Next steps? Cosa propone?