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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

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Esempio

amadeus 28/1/2015 - 14:54

L'importante è poter scegliere. Se il medico metalmeccanico lo impone lo Stato devo avere il diritto di sceglierne un altro, se me lo sono trovato da solo significa che mi fido di lui. Ciò detto penso che ben difficilmente la gente sceglierà il medico non laureato. Ci sono delle potenziali eccezioni: spesso si legge di sedicenti medici privi di laurea. In tali casi il problema è sapere se il presunto medico ha millantato un curriculum inesistente: si tratterebbe sempre di truffa.

Altro esempio: si potrebbe consentire agli imputati o agli aventi causa di rappresentarsi da soli in giudizio. Ovviamente non sparirebbero gli avvocati, visto che è sempre meglio rivolgersi a chi possiede maggiori competenze, ma qualcuno potrebbe decidere di farsi consigliare da un consulente non iscritto all'ordine.

Sicuramente in Italia la cd 'riserva di legge' prevale anche laddove in altri paesi ci si affida alle normali e libere decisioni dei privati. D'altra parte se un parlamento è composto da 900 persone avrà una tendenza a sovra-legiferare.

La riserva di legge è solo parte del problema, o non si spiegherebbe l'esistenza dei commercialisti (che non godono della riserva di legge). Tuttavia ce ne sono moltissimi e ben pagati. D'altra parte se le norme sono di difficile interpretazione (e questo vale anche per gli avvocati) è chiaro che ricorrerò ad un professionista. Il problema secondo me è rappresentato dai poteri degli ordini professionali: prendiamo, ad esempio, il peggio, cioè notai e farmacisti. Oltre alla Laurea, c'è il concorso pubblico a numero chiuso, poi hanno numerosi limiti per quanto riguarda la pubblicità, le tariffe, l'ambito territoriale di riferimento in cui possono esercitare, la forma non imprenditoriale della loro attività... Si tratta di vere e proprie barriere all'ingresso dettate dal codice deontologico. Forse si dovrebbe lasciare la libertà di costituire libere associazioni tra professionisti che dettino regole deontologiche interne al fine di competere con altre associazioni di professionisti. In questo modo il consumatore affetto da asimmetria informativa potrebbe comunque orientarsi tra un'associazione e un'altra. Ora, invece, si va per passa parola, o per cantonate, perché tanto tutti i professionisti sono iscritti per forza di cose allo stesso albo.

Per quella che è la mia personale esperienza di avvocato del profondo sud, l'ostacolo più grande di tutti alla libertà delle professioni; più grande dell'esame (che è il meno importante degli ostacoli, anche perchè lo puoi ritentare), il codice deontologico, gli ordini e le tariffe (che sono un po' più importanti dell'esame) è il sistema economico in sè. Non si muove foglia che non lo decida qualche politico più o meno importante.

Se in questo momento preciso con la bacchetta magica abolissimo ordini, tariffe, esami e codici deontologici (cose che andrebbero tutte abolite al più presto!), ci vorrebbe molto spesso sempre e comunque il politico amico o parente di turno per concludere qualcosa.

Per gli psicoanalsiti ci sono i freudiani, gli jungiani, gli adleriani, quelli della Gestalt etc. ognuna delle quali prevede una specie di percorso di ammissione. Funziona, ma direi non meglio delle altre categorie di professionisti.