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Problemi di credibilità e teoria delle aree monetarie ottimali

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I sostenitori dell'Eurexit sostengono che il tasso di cambio non abbia impatto sui prezzi interni, né quindi sulle retribuzioni reali. Sono convinti che la svalutazione porti più competitività, esportazioni, domanda aggregata e occupazione. Non hanno ancora detto nulla sul moto perpetuo, ma aspetto fiducioso.

Chiarezza

[utente 1955] 19/3/2015 - 15:44

Se le mie parole non sono suffientemente chiare allora la invito a leggere il commento di Giovanni Zibordi che riporta un testo di Godley che esprime esattamente ed in modo chiaro quello che volevo dire.

Comunque se lo scopo di questo post era di mettere a confronto 2 modelli sull'area valutaria ottimale confermo la mia prima impressione che il post e' sbilanciato sul modello CDK che in pratica e' una difesa dell'euro cosi come e' ora.

Mi ripeto ed affermo che una moneta per un'area valutaria ottimale senza uno stato federale che imponga politiche fiscali, economiche, e  regole comuni NON puo' funzionare.

La realta' degli ultimi anni dell'Eurozona lo dimostrano !

Infine qui su questo blog molti commentatori continuano a difendere l'euro nonostante la realta' dei problemi dell'Eurozona, che dal 2008 e' in crisi e non sa come uscirne.

Parecchi commentatori argomentano che la crisi e' dovuta ad una classe dirigente politica/economica  incapace ma io penso che invece che questo e' dovuto al modello Euro che  cosi come e' attualmente e' sbagliato e non funziona (non e' possibile anche dal punto di vista probabilistico che tutte le classi dirigenti di Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia ed ora anche Francia abbiano sbagliato le scelte politiche).

Questo modello ha il grosso errore che  NON rispetta la democrazia perche' l'Euro non e' stato scelto dai popoli ma solo dalle elite (non elette) interessate al controllo della finanza e del potere ovvero Brussels & C. difatti dove si e' fatto un referendun il popolo ha rifiutato l'Euro vedi Danimarca.

Per ultimo ricordo che i padri fondatori dell'Europa l'avevano pensata come una comunita' dove la solidarieta' era il collante essenziale per evitare altre guerre mondiali mentre ora prevale una visione dove ogni stato pensa solo per se' anche a scapito degli altri.

Personalmente non ho problemi ad ammettere di essere "pro-euro" (pur ammettendo che l'UE debba essere in qualche modo riformata), ma vorrei chiarire che l'obiettivo del post non era quello di difendere l'Euro, ma provare a spiegare i ragionamenti economici sulla base dei quali si è deciso di fare l'Euro (al di là delle motivazioni politiche e/o idealistiche) così come altri paesi hanno deciso di adottare monete altrui. Tentativo, questo, ispirato dalla disponibilità di nuovi contributi originali in una letteratura, quella economica sull'argomento delle aree valutarie, che era oltremodo datata (e che, sulla base di Mundello Friedman, non dava risposte molto convincenti al perchè si fosse deciso di fare l'Euro).

Il post non tratta, come detto in altri commenti, molte delle questioni che vengono sollevate in questi commenti (per capirci, sostanzialmente riconducibili alla domanda "Che tipo di unione monetaria?")... che sono commenti legittimi, che aggiungono materale alla discussione, ma che non sono strettamente inerenti ai ragionamenti delinati nel post e soprattutto nel modello CDK (che, essenzialmente, risponde alla domanda "Unione monetaria: perchè aderire?")