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Problemi di credibilità e teoria delle aree monetarie ottimali

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L'articolo, e soprattutto il paper che lo ha ispirato, non si propone di propagandare nè di quantificare i benefici dell'Euro o fare previsioni sul futuro, ma sviluppa o formalizza semplicemente dei ragionamenti... leggendo questo commento, credo che questo messaggio non sia riuscito a passare. Ma è colpa nostra...

 

Dato che ho apprezzato molto sia il pezzo che stiamo commentando che quello di Godley, mi chiedo se sia poi vero che dicano cose inconciliabili. Mi viene da pensare che la chiave sia nei concetti di "credibilità" e di "shock".

Messa in termini molto (spero non troppo) semplici: una cosa è poter reagire, attraverso la politica monetaria, a shock che creino squilibri tra aree diverse: tale possibilità, per le ragioni ben illustrate da Godley,  è preclusa ai paesi dell'unione monetaria, il che può causare problemi notevoli.
Un'altra cosa è cercare, ad esempio attraverso il ricorso frequente e sistematico alla svalutazione, di venire a capo di problemi strutturali dell'economia: a furia di reiterare una politica "debito, spesa & svalutazione", a un certo punto perdi credibilità e la realtà (e i creditori) ti presentano il conto (esempi assai familiari non mancano, no?). Il vincolo posto dall'unione monetaria sottrae questa leva - utile sul breve, ma dannosa nel lungo periodo - ai paesi "poco virtuosi".

La principale conclusione di Godley resta però - mi pare - abbastanza valida: se si vuole un'unione monetaria (anche per beneficiare dei vantaggi analizzati da CDK, aggiungo io) serve comunque un governo centrale europeo con maggiori poteri in tema di politiche fiscali. Senza i quali la capacità dei singoli paesi dell'unione di assorbire gli shock negativi o di tirarsi fuori da soluzioni difficili è assai, anzi troppo, limitata.

[edit: ho spostato qui un commento erroneamente postato altrove] 

L'aver reso impossibile la battaglia delle svalutazioni competitive è un vantaggio dell'unione monetaria, non uno svantaggio; per le ragioni che dice lei: con il trucco della svalutazione si nascondono, non si risolvono, il problemi strutturali che rendono improduttivo un sistema, e prima o poi i nodi vengono al pettine.
Ma Godley ha ragione quando dice che una unione monetaria senza un governo federale è un mostro acefalo, e che una banca centrale senza un organo preposto alle decisioni politiche si trova inevitabilmente caricata di responsabilità che non dovrebbero competerle.
Secondo me Godley ha ragione anche quando afferma che uno stato sovrano deprivato della possibilità di decidere le politiche monetarie è ridotto allo status di colonia o di ente locale.
Ed ha ragione pure quando afferma che il trattato di Maastricht è figlio di una concezione di fondo, quella che ritiene il controllo democratico (o no) sui processi economici esser sempre, in ogni caso, inutile o addirittura dannoso. 
Concezione di fondo affine - forse - anche al pensiero degli autori di nFA, anche se non so in che misura.

Nella mia idea - almeno se non si vuole dichiarare il fallimento del progetto EU, e tornare alla società delle nazioni - un governo centrale europeo con maggiori poteri è necessario non solo per integrare le politiche fiscali, o per assorbire gli shock asimmetrici.
E' necessario e urgente anche per una serie di altri motivi, che con l'economia non c'entrano o c'entrano poco. Tra gli altri, quello dell'ora, la cui ugenza è ogni giorno più evidente, è la necessità di decidere una politica estera e una difesa comuni; ivi comprese la costituzione di forze armate federali e la possibilità di decidere il loro impiego per operazioni di guerra.

il punto del modello è che se il ricorso alla sorpresa inflazionistica è sistematico, allora l'eccesso di inflazione (generato come "scorciatoia" per risolvere un problema di debito eccessivo o prezzi relativi) perde l'effetto sorpresa e diventa inefficace rispetto all'obiettivo per il quale è stato generato... quindi, alla fine, diventa un problema perché mina la stabilità macroeconomica del paese in questione. E la soluzione al problema, quando questo è grave e pervasivo, passa attraverso la rinuncia alla fissazione di una politica monetaria indipendente. Questo è quanto dice la teoria. Altra questione è il modo in cui viene "tecnicamente" realizzata l'unione monetaria, con o senza unione fiscale, con o senza governo federale, ecc... Argomenti di discussione interessanti, ma estranei a CDK come del resto estranei a Mundell o Friedmann.

Eppure anche questo modello CDK inserisce elementi di tipo politico che sono di fatto dei surrogati di una coordinata gestione unificata dell'unione monetaria, e cioè deve presupporre una forma edulcorata di unione politica e fiscale con effetti sulla politica economica.

E lo fa, come cercavo di esplicitare in un commento precedente, all'altezza di dove dice: “La BCE si troverà quindi a dover mediare tra questi incentivi; rispetto alla banca centrale del singolo paese, sarà quindi in grado di mantenere un livello di inflazione più costante e soprattutto inferiore per i paesi con maggiori problema di credibilità.”

Questa frase la trovo particolarmente drammatica sia per la sua non accidentale sintassi non lineare, sia perché in essa ci si trova a non poter non ammettere un intervento invasivo della banca centrale sui paesi con maggiori problemi di credibilità, mentre ci si lascia nella sospensione sul fatto che una azione simile e simmetrica possa essere esercitata sui paesi più credibili per mantenere per loro un livello di inflazione superiore a quella dei paesi meno credibili.

Se si interpreta il modello nel senso che la banca centrale ha legittimità di intervento solo sui paesi con minore credibilità, inutile rimproverare quelli che la buttano in politica reclamando una decisa unione fiscale e soprattutto appunto politica, perché, non il modello, ma chi lo interpreta ha già deciso che la politica, non certo assente, è privilegio dei soli paesi “credibili”. Poi le locuzioni romantiche di: svalutazioni salariali, svalutazioni competitive, svalutazioni salariali competitive, strette creditizie, simmetriche o asimmetriche che siano, verranno utilizzate di volta in volta secondo i gusti di ognuno, ma i giochi saranno già stati definitivamente fatti. E personalmente credo a perdere. (Che poi, le nostalgiche locuzioni sottintendono tutte la stessa cosa: concorrenza, la quale infine è, si, legittima con gli estranei, ma se praticata in casa tra moglie e marito significa solo che non c'è famiglia.)