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Jobs act: anche gli esperti fanno confusione

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Grazie della risposta Sandro (mi permetto di darti del tu). Consentimi però di fare qualche considerazione sempre da profano e utopista (oramai sempre più convinto di essere tale). Sono ben conscio dell'enorme necessità di "budget" per mettere in piedi un modello nordico di welfare ben oleato. Ma al contempo mi chiedo, escludendo logicamente le ipotesi di innalzamento delle tasse o di drastica riduzione delle pensioni (che però a mio avviso dovrebbero comunque essere riviste vista la asimmetria "retributiva" vs. "contributiva" - della serie: datece un martire che si immola e dopo essere stato nominato presidente del consiglio promuovendo un sacco di fregnacce nazionalpopolari durante il suo mandato distrugge lo status quo e dopo si ritira ai Caraibi), se veramente i soldi non ci siano dopo tutto quello che abbiamo sentito negli anni tra ruberie der Batman, mafia capitale, sussidi a pioggia per la chiunque, casse integrazioni inefficienti e inutili, ecc. ecc.

Forse considerando tutto questo spreco (ma lascio a voi economisti la valutazione quantitativa) qualcosa da parte ci sarebbe. Allora il problema si sposta su un altro piano ossia quello della volontà e capacità. Ma anche qui mi chiedo: c'è veramente un motivo fondante che ci impedisce di fare come quelli del nord o sono "scuse"? siamo veramente tanto diversi, antropologicamente parlando, dai popoli scandinavi?

Se la risposta è no allora forse qualche speranza rimane. Se la risposta è invece positiva allora permettetemi di dire che probabilmente non abbiamo alcuna speranza e che a questo punto non c'è nessun disincentivo a comportarsi come o peggio dei ladri e biscazzieri che riempiono le cronache italiche (della serie: a questo punto giochiamocela alla pari).