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Jobs act: anche gli esperti fanno confusione

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Non sono competente, ma l'inciso credo sia stato interpretato da Stati Generali nel senso di dire: se il fatto è stato inventato, il licenziamento è illegittimo, e nulla quaestio (io dico che il lavoratore ha rubato; il tribunale scopre o determina che non è vero che ha rubato, quindi il licenziamento non ha ragione di esistere); se però il fatto sussiste, l'inciso sembra voler dire -dicono quelli di SG- che  il licenziamento rimane anche se si è trattato di un furto di caramelle. E questo perché la legge dice esplicitamente che la sproporzione del licenziamento non deve essere valutata.

Allora ci si chiede: la sproporzione non viene valutata in quella sede ma viene ripresa altrove? Ma dove?

Se io licenzio uno per furto di caramelle dalla mia scrivania, il fatto sussiste, ma sussiste evidentemente anche la sproporzione. Che si fa in quel caso?
Oppure queste "cause bagatellarie" non sono sufficienti per poter dire che "il fatto sussiste"? 

che l'articolo debba essere letto nel senso che la sproporzione tra fatto e sanzione sia irrilevante quando il giudice accerta l'inesistenza della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo di licenziamento. Se la giusta causa o il giustificato motivo esiste, la sproporzione dovrebbe rilevare ai fini della determinazione dell'indennizzo: sempre che vi sia una possibilità di graduazione tra un minimo ed un massimo.

Non mi pare vi sia possibilità di graduazione. Mi chiedo comunque, ma davvero il furto di modica entità non è un fatto grave da meritare il licenziamento se il datore ritiene venga a mancare il rapporto di fiducia? Su un tema simile si è espresso Pietro Ichino qui.

Forse il furtarello non è un buon esempio (anche gli esempi addotti da SG non mi sembravano un granché: la gente che si fa i timbrare i cartellini dai colleghi andrebbe presa a pedate, anche e soprattutto per dieci minuti). Né in effetti mi sembra poi così vessatorio chiedere ai dipendenti di non portarsi a casa le caramelle o la carta igienica o un po' di cancelleria.

Nel qual caso penso tra l'altro che il datore di lavoro passerebbe prima da qualche ammonimento verbale...

Però non credo sia impossibile immaginare mancanze lievi ma reali per le quali si potrebbe parlare di sproporzione.

Se la colpa è lieve, l'azienda lo sa. E quindi ufficialmente il licenziamento sarebbe per "giustificato motivo oggettivo" che prevede il reintegro solo per licenziamento discriminatorio.

Anzi, è prevedibile che i licenziamenti "soggettivi" (e, forse, anche quelli per "giusta causa" a rischio) vengano, qualora risultino "dubbi", mascherati come "oggettivi".

Venendo al tema delle telefonate personali ed alla navigazione internet dall'ufficio, come la mettiamo? Il fatto sussiste per il 99.9% degli impiegati. Tutti sotto scopa? O sto facendo terrorismo? Comunque immagino che aumenteranno le tipologie di licenziamento per le quali il reintegro non e' previsto neppure in ipotesi.
Alessandro