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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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1. il sistema economico è certamente assai complesso, non c'è dubbio, e le variabili sono tante, sono complesse, molteplici, interdipendenti e in buona parte imprevedibili, e infatti nessuno al mondo è in grado di calcolare neanche in maniera approssimativa quale sarebbe stato il tasso di interesse reale medio sui titoli del debito pubblico italiano nel periodo 1995-2014 in uno scenario assolutamente diverso da quello reale, ovvero con un Italia fuori dall'Unione Monetaria. Per inciso, nessuno è in grado di dire se l'Italia esisterebbe ancora nel 2014, se si sarebbe verificata una guerra termonucleare o chissà cos'altro. Guardi, è una obiezione che condivido al 100%, per me ha proprio ragione su tutta la linea. Solo, non sono certo io a sostenere il contrario.
2. Insomma lei sostiene che non ci sarebbe alcun dividendo della partecipazione dell'Italia all'euro, ma solo un dividendo dell'euro che tutti i Paesi al mondo hanno goduto indipendentemente dalla loro partecipazione all'Unione Monetaria? lei sostiene quindi che il calo generalizzato dei tassi a livello globale sia dovuto tutto alla costruzione monetaria europea? anche in questa ipotesi resta il fatto che l'Italia avrebbe goduto della caduta dei tassi reali anche al di fuori dell'unione monetaria, partecipazione a questo punto che non avrebbe portato i risparmi di cui parla Boldrin.
3. Scusi, ma forse non ho capito la sua obiezione, non mi sembra molto sensata.

@ dragonfly: guardi che io sono quello che nega la più remota possibilità di calcolare il tasso di interesse reale medio dei titoli italiani nel periodo 1995-2014 che si sarebbe avuto in uno scenario non realizzatosi come la mancata adesione all'UME, voi siete quelli che sostenete che si possa calcolare al millimetro sulla base della media dei tre quattro anni precedenti. Mica il contrario. Il mio riferimento all'ordinario era una banale osservazione statistica sulla serie storica dei tassi italiani e tedeschi, niente di più. Mi pare curioso che invece di chiedersi cosa abbia causato l'eccezione, ci si chieda cosa abbia causato il venir meno del fenomeno statisticamente eccezionale e ci si risponde con un altro fenomeno ancora successivo, sia alla precedente situazione di normalità, sia al sopravvenire del fenomeno eccezionale stesso.

 e allora perchè continui a far riferimento al "fenomeno eccezionale"?

la nuova variabile è introdotta a metà anni 90, per prendere il suo effetto per forza di cose devi limitare l'arco temporale.trovato l'effetto lo usi sul resto dell'intervallo. si chiama stima non misura di precisione al mm.

quanto al resto: c'è un calo generale dei tassi.il fatto che i tassi di paesi come ITA e GRE si allineino a quelli GER e che rendano meno, rispettivamente, di USA e UK fa propendere per l'euro come componente importante di questo calo. Anche chi sta fuori dall'euro beneficia di quest'effetto, perchè se la probabilità che l'Italia fallisce cala questo abbassa anche la probabilità che fallisca UK, a parità di altro. E questo è comunque un effetto euro. Sottolineo a parità di altro, perchè un Italia fuori dall'euro all'epoca dei bond argentini e parmalt, l'avrei  proprio voluta vedere. La cosa divertente è che, malgrado  questo, nemmeno il fatto che la Grecia rendesse meno di UK scalfisce le vostre convinzioni. Quale è la probabilità che questo fatto sia dipeso da gestione del paese migliore, e quale invece che sia dipesa dalla percezione di GER ultimo pagatore?