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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Secondo me sarebbe piu' corretto e utile ridurre i compensi eccessivi dei livelli apicali dello Stato e del parastato alle medie europee in modo da curare la distorsione esistente in Italia. La vera disparita' comunque piu' che tra salari apicali e protetti e quelli dei non protetti, sta tra chi ha conservato il lavoro e chi l'ha perso. I veri perdenti nella crisi e in generale nella perdita di competitivita' dell'Italia sono quelli che hanno perso e non trovano lavoro.
Poi negli anni passati si e' visto bene che c'e' una resistenza mostruosa a diminuire i compensi eccessivi ai vertici dello Stato e parastato italiano. Un esempio a caso ma recente, i vertici di Bankitalia (che ritengo una delle istituzioni meno disastrate dello Stato italiano) si sono auto-ridotti i compensi, ma mantenendoli superiori del 10% almeno a quelli dei corrispondenti tedeschi, anche se la Germania ha 80 milioni contro 60 milioni di abitanti e anche se il PIL tedesco pro-capite sara' immagino il 30% superiore a quello italiano e quello totale il 65% superiore (giusto per mettere dei numeri, volendo si possono fare i conti per bene).
La svalutazione piallerebbe ogni resistenza: verrebbero ridotti anche i salari apicali. Tuttavia concordo che rimane da vedere che la accresciuta competitivita' nelle esportazioni dopo una svalutazione faccia crescere i salari di chi lavora in settori esposti alla concorrenza piu' velocemente di chi sta in settori protetti e oggi eccessivamente pagati.