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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Sai, dipende da cio' che riteniamo essere "caratteristico" di una cultura, al di la' delle ettichette e delle autoproclamazioni dei singoli. In altre parole, io preferisco usare le "preferenze rivelate" anche in questo caso.

Alla luce di quel parametro il fascismo sostanziale del Bossi mi sembra fuori di dubbio e mi risparmio l'elenco dei suoi comportamenti concreti, delle sue scelte politiche e dei profili culturali e politici dei suoi collaboratori piu' stretti.

Che poi molti elementi siano comuni a cultura fascista e cultura social-comunista e' pure vero e non mi limiterei allo statalismo ... l'idea del grande leader, dell'uomo che guida le masse ad un futuro migliore, per esempio, e' pure comune. Idem per l'assemblearismo, l'idea che esista un "popolo" la cui volonta' il capo interpreta attraverso un rapporto diretto (assembleare, appunto); il sogno della palingenesi, della pulizia a cui segue la rigenerazione del popolo purgato degli elementi "cattivi" ... l'elenco e' lungo.

Poi, se vuoi, c'e' la frequentazione personale che su di me influisce. Ho frequentato l'uomo per un periodo breve, tra il 1993 e primi mesi del 1995 e mi ha sempre fatto ribrezzo proprio per queste sue caratteristiche antropologiche. Un povero frustrato, ignorante, violento, fascista ed anche abbastanza stupido nella sua astuzia da ladruncolo di periferia ...

Mah, ho davvero avuto alcune frequentazioni orrende nella mia vita, a ben pensarci :)