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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Good point

sandro brusco 22/11/2014 - 18:39

Magari con un po' di fortuna il casino lo fa prima la LePen in Francia :-). Poi magari si potrebbe tentare di parlare dei problemi veri. Oppure bisognerebbe trovare un'altra distrazione.

si prospetta un fronte comune tra le destre estreme negli SM dell'UE e la Santa Russia di Putin, cementato non tanto dall'ostilità verso l'UE quanto da quella nei confronti degli USA che, ovviamente, userebbero l'UE come strumento di dominio sui popoli europei.

Salvini cresce nei sondaggi nostrani; se Le Pen riuscisse a connotare il FN in senso antiamericano forse ne trarrebbe vantaggio. Ma Bossi, ammesso che conti ancora qualcosa, non avrebbe nulla da ridire sulla possibile deriva fascista della Lega?

Non scherzo, davvero. Al di la' della chiacchiera da bar, Umberto Bossi era (era, ora non mi sembra essere alcunche') geneticamente e culturalmente fascista. Non solo per l'ignoranza che lo caratterizzava e l'istinto da ducetto ma, soprattutto, perche' la sua matrice culturale era quella dell'eminentemente fascista "me ne frego". 

Che e', poi, la matrice culturale d'una fetta grande d'italia "popolare". Quella fetta in cui Salvini&Co pescano.

Lo credo ineluttabile e, in un certo senso, lo auspico. Almeno fa chiarezza. L'ho detto sempre ai tempi di Fare, in pubblico ed in privato. Tra 1/5 ed un 1/6 dell'elettorato italiano e' "fascista" in senso antropologico e culturale. Altrettanti sono "comunisti", nello stesso ed identico senso. Son tanti, si son tanti. Per quello il paese ha poche speranze e per quello continuano a vincere i demagoghi paraculo come BS o Renzi che vendono fumo un po' a tutti senza cambiare nulla. 

si potrebbe condividere solo attribuendo alla "cultura" fascista un significato molto ampio: il Bossi si proclamava nemico dei fascisti storici, forse credeva d'essere un rivoluzionario, ma in ogni caso non era nazionalista e mi riesce difficile pensare ad un fascismo non nazionalista.

Salvini sta caratterizzando la Lega in senso nazionale, quando si contrappone all'Europa rivendicando la sovranità sottratta all'Italia e si allea al Front National : dopo di che sarà un fascismo diverso, con una spolveratura democratico-populista per stare al passo coi tempi.

Per restare alla tue stime: se il 20% circa degli italiani è culturalmente fascista, chi li rappresenta attualmente? Sono dispersi tra Lega, FI, Fdi e M5S? 

Gli italiani a me sembrano in grande maggioranza statalisti, nel senso che quasi tutto possa e debba dipendere dallo Stato nazionale, nel bene e nel male. Quindi anche nazionalisti, in questo senso particolare -- poco federalisti.

Ben pochi sono fascisti in senso stretto, perchè la stragrande maggioranza vuole poter votare (anche astenendosi) e non ama la guerra. Ma altri tratti fascisti (maschilismo, corporativismo, il "chi se ne ne frega" evocato da Michele Boldrin) sono molto diffusi.

Poi ci sono ancora non pochi comunisti (20%? 40%?), nel senso di anticapitalisti vittimisti.

My two cents.

Sai, dipende da cio' che riteniamo essere "caratteristico" di una cultura, al di la' delle ettichette e delle autoproclamazioni dei singoli. In altre parole, io preferisco usare le "preferenze rivelate" anche in questo caso.

Alla luce di quel parametro il fascismo sostanziale del Bossi mi sembra fuori di dubbio e mi risparmio l'elenco dei suoi comportamenti concreti, delle sue scelte politiche e dei profili culturali e politici dei suoi collaboratori piu' stretti.

Che poi molti elementi siano comuni a cultura fascista e cultura social-comunista e' pure vero e non mi limiterei allo statalismo ... l'idea del grande leader, dell'uomo che guida le masse ad un futuro migliore, per esempio, e' pure comune. Idem per l'assemblearismo, l'idea che esista un "popolo" la cui volonta' il capo interpreta attraverso un rapporto diretto (assembleare, appunto); il sogno della palingenesi, della pulizia a cui segue la rigenerazione del popolo purgato degli elementi "cattivi" ... l'elenco e' lungo.

Poi, se vuoi, c'e' la frequentazione personale che su di me influisce. Ho frequentato l'uomo per un periodo breve, tra il 1993 e primi mesi del 1995 e mi ha sempre fatto ribrezzo proprio per queste sue caratteristiche antropologiche. Un povero frustrato, ignorante, violento, fascista ed anche abbastanza stupido nella sua astuzia da ladruncolo di periferia ...

Mah, ho davvero avuto alcune frequentazioni orrende nella mia vita, a ben pensarci :)