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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Caro Matteo

Nasissimo 21/11/2014 - 18:54

 

Lei ha ragione, naturalmente. Questo è un blog di economisti, che giustamente fanno gli economisti. Non forniscono ricette per la Bagna Caoda o suggerimenti per costruirsi un barbecue. Capisco anche la loro irritazione quando nei commenti si finisce OT. Per altre cose che interesano me sono stato blogger anche io, e mi è capitato tante volte di lanciare una discussione su un tema, e trovarmi poi a parlare di altro, con persone che stornavano il discorso su cose che evidentemente interessavano a loro. Se per comunicare si usa un blog aperto, in una certa misura ciò è inevitabile; se non lo si vuole si può dialogare a porte chiuse in un circolo di iniziati. Ma capisco che sia irritante lo stesso.

Quello che cerco di dire io (piuomeno sempre, tra le righe) a questi signori che pure leggo con interesse e attenzione è che certi argomenti OT non lo sono affatto.
Per esempio la domanda che poneva qui sopra Rinaldo Chiti, cioè questa:

..ma come, mo' si vuole uscire dall'euro per svalutare? Ma non ci eravamo entrati proprio per non svalutare più?

E' una ottima domanda, che non è per nulla OT, anzi è centratissima IN Topic.
Ma è una domanda IT che ci porta subito fuori dai numeri e dai modelli matematici. Ci porta dritti nel terreno "proibito" dove si accetta di parlare anche del carattere dei popoli.
Io credo che accettando di addentrarsi almeno un pochino in questi temi l'analisi diventi meno insensata. Credo che perlomeno si eviterebbero le cantonate più clamorose.
Si evita quella figuraccia che si fa quando ti arriva un sociologo dotato di intuito potente (quale era Weber, ma è solo un esempio famoso) e ti sbatte in faccia una verità enorme come una TRAVE, che tu non hai veduto in tutta una vita di analisi minute, fatte con lente di ingrandimento, enumerazione delle pagliuzze, e analisi della varianza della segatura.

La questione Euro è legata all'integrazione o disgregazione europea.
E' legata alla battaglia tra il sentire comune dell'homo europeus, e la nostalgia dei sentimenti nazionali. E' legata al contrasto tra le diversità di lingua, di modelli culturali, di religione, che genereano forze centrifughe; e la profonda affinità di Coscienza che produce un anelito unificatore. Coinvolge identità collettive, istanze di psicologia storica e sentimenti di portata secolare.
Come diavolo si fa a non vedere che come chi è Anti-Euro lo è fino da prima di cercare le ragioni di ciò, pure chi è Pro-Euro lo è fino da prima di cercare le ragioni di ciò!?
Come si fa a non vedere che analizzare la questione (dell'uscita eventuale dall'Euro) concentrandosi sulla crescita dell'1,5% nel primo anno che secondo Bagnai e il suo modello si potrebbe ottenere.. è come analizzare la questione se sposarsi o meno sulla base del risparmio dell'1,5% in carta igienica che si potrebbe ottenere comprando le confezioni famiglia?

E come si fa a non ridere, vedendo tutto questo accapigliarsi convinto sulla consistenza ed efficacia dei modelli matematici del CULO che si sono impiegati per fare questa previsione?

 

Ecco.. stavolta mi bannano, stavolta mi bannano. Siate buoni!

Secondo me non le risponderanno mai. perché è evidente come popoli da sempre in guerra fra loro, tenuti in equilibrio da un benessere condiviso e forzati a diventare un'unione monetaria fra economie disomogenee governata da organismi non eletti, sia ben più che un azzardo. Soprattutto in considerazione del fatto di aver tenuto nascosto il pericolo di una scelta così rischiosa, che avrebbe necessitato di un processo di creazione inverso a quello adottato (prima dell'Unione monetaria bisognerebbe cercare di appianare gli squilibri fra gli Stati membri, e non forzare l'appianamento degli squilibri attraverso l'imposizione di un'unione monetaria, sbandierando l'irreversibilità di tale scelta per rafforzare la spinta all'omogeneità).

Era l'unico modo per avviare il progetto degli Stati Uniti D'Europa? Può darsi.

 

Ma figuriamoci se arrivati a questo punto, gli economisti (tutti, sia quelli a favore che quelli contro) hanno intenzione di scendere dalla cattedra, dichiarare il fallimento nella creazione degli Stati Uniti d'Europa, per far spazio a sociologhi, piuttosto che storici o psicologi. Proprio per questo non entreranno nella zona proibita, perché entrarci attenuerebbe la supremazia dell'economia come unica legge alla base del progetto europeo (e quindi anche la loro supremazia come artisti indispensabili) e legittimerebbe uno spostamento di attenzione verso altre scienze su cui non hanno il controllo e delle quali non hanno la stessa competenza, sprofondando nell'irrilevanza.

 

Riassumendo, non taglieranno mai il ramo sul quale sono seduti.

...accanitamente già 45 anni fa, Max Weber incluso, quando sembrava che i movimenti sociali cui partecipavamo potessero cambiare la società italiana -- come certamente altre generazioni prima della mia. Naturalmente fate benissimo anche voi a porvi il problema, che è ancora aperto. Magari più tranquillamente.

Personalmente, nel lungo frattempo, mi sono convinto sempre di più che mentalità e meccanismi economici interagiscono vicendevolmente, sai che scoperta!, e che gli interessati al cambiamento possono agire da entrambi i lati. Ma certi cambiamenti economici, talvolta indotti da provvedimenti di politica economica, accelerano grandemente i cambiamenti di mentalità, altra scoperta non tanto nuova.

Non sono un economista, ma mi pare di avere capito che i modelli economici più avanzati tengono molto conto di aspetti cognitivi, aspettative, ecc., che ovviamente dipendono anche dalla "mentalità" -- se non sbaglio.

Sono queste delle banalità, credo, per molti che partecipano a questo blog.

mi permetto

dragonfly 22/11/2014 - 17:14

Sono queste delle banalità, credo, per molti che partecipano a questo blog.

la mia trascurabile opinione:

sono queste delle banalità per cui molti partecipano a questo blog.

le questioni permanenti e irrisolte, non sono poi tanto banali.

...che ci sia un'interdipendenza fra economia e cultura, almeno per molti in questo blog. Non sono affatto banali, in questo ti do ragione, le forme specifiche che questa interdipendenza può assumere, tutt'altro!

Ragazzi (ragazze sembra ce ne siano pochissime in giro da queste parti, purtroppo) siamo stati smascherati, e' finita.

Facevamo anche noi parte del grande complotto contro i popoli d'Europa ed il disperato tentativo di tenerlo celato, durato piu' otto anni e' mezzo, e' ora stato finalmente smascherato dall'astuto Matteo che sembra aver capito tutto, assolutamente tutto cio' che c'e' da capire.

Non ci resta che ritornare sottoterra e ricominciare a scavare, come la vecchia talpa ... speriamo di non finire anche noi nella terribile "zona proibita". Sembra che potrebbe farci sprofondare nell'irrilevanza ... pensa te, io credevo di non esserci mai uscito. 

Venerdì mi son lasciato prendere un po'  la mano. L'uscita del modello matematico del CULO mi è venuta così, li per lì mi è parsa divertente ma è un po' fuori luogo in un blog come questo, che apprezzo proprio per la sua moderazione e il buon tenore generale.
Vi ringrazio per avermela perdonata.

Ciò premesso, dico a tutti che (culo a parte) il tema che riprendevo qui non era affatto sarcastico, non era OT, e non  era banale. Era la domanda di Chiti, più volte riportata sopra (ma come, mo' vogliamo uscire dall'Euro per svalutare? Ma non ci eravamo entrati proprio per non svalutare più?) domanda che mi pare centratissima, perché ricordo bene gli argomenti con cui si giustificarono nel 1999 i "sacrifici" richiesti per rientrare nei parametri ed entrare nell'Euro.
Tra i numerosi benefici attesi che si enumeravano c'era proprio il cambio fisso, che avrebbe finalmente tolto ai nostri governi la possibilità di lasciarsi tentare dalle svalutazioni competitive.

@Matteo: non credo che "gli economisti", né quelli di nFA, né Bagnai nè altri, rifuggano temi come questi perché temono di perdere autorità o importanza, accettando che sia marginalizzata la loro disciplina. Io credo che lo facciano perché temono di perdersi in discussioni vaghe e inconcludenti. Il proposito è sensato, e condivisibile, tuttavia come ho detto più volte mi pare che sia inattuabile, se non in rare circostanze particolari e solo quando sul tavolo della discussione ci sia un tema di dettaglio, e i processi coinvolti siano a breve termine e di raggio ristretto.
Il tema Euro-NoEuro non è punto un tema di dettaglio, e i processi coinvolti non sono a breve termine né di raggio ristretto. Quindi in un tema come questo (secondo me) non è possibile scansare tutti gli argomenti extra-economici che infastidiscono, non senza ragione, gli economisti, e procedere solo con modelli matematici e simulazioni come se si stesse studiando il funzionamento di un motore termico.
Questo il succo della mia osservazione, che non voleva essere una provocazione e non vorrei fosse intesa come tale.

@Bercelli:

..mi sono convinto sempre di più che mentalità e meccanismi economici interagiscono vicendevolmente, - sai che scoperta! - e che gli interessati al cambiamento possono agire da entrambi i lati.

Ecco una buona osservazione. Gli interessati al cambiamento possono agire da entrambi i lati.
Ciò significa che quello che non si riesce a ottenere con mille riforme, magari si può ottenere con una rivoluzione culturale. Non solo infatti il tema spinoso delle "mentalità", in genere dei fattori culturali, viene visto con sospetto (e fastidio) da parte di chi fa questo mestiere. Anche quando i fattori culturali e etici vengono considerati (un po' goffamente, in alcuni modelli si cerca in effetti di introdurre parametri riconducibili a queste categorie) questi vengono intesi come stati di fatto, dati a priori, che è possibile forse stimare e considerare, ma non mai modificare. Si può agire su di essi, invece. E come

certi cambiamenti economici, talvolta indotti da provvedimenti di politica economica, accelerano grandemente i cambiamenti di mentalità

così certi cambiamenti di mentalità, talvolta indotti da provvedimenti di politica culturale o da fenomeni di costume, possono accelerare grandemente i cambiamenti economici.

Roger that

Matteo 24/11/2014 - 19:05

@Michele Boldrin

La mia  era una provocazione, speravo  ci potesse essere un'altra risposta (soprattutto al mio commento più sopra).

Forse  non ho scelto la modalità giusta per riceverla, ma resta il fatto che nn  ho  ricevuto una risposta nel merito (non che mi fosse dovuta, ma conferma la mia tesi) .

Buon lavoro

@Nasissimo

Anche secondo me è impensabile scindere i vari aspetti della questione euro. 

Forse, è semplicemente il posto sbagliato per discuterne.

 

Modalita'

michele boldrin 25/11/2014 - 00:07

Esatto.

E non la riceverai.

Ci sono delle cose che le persone come te forse potrebbero imparare a capire e, se non le capiscono, io non so che farci.

In ogni caso, hai avuto la conferma che cercavi. Sarai contento, no?

Già!

Matteo 25/11/2014 - 21:46

Ha ragione.

Speravo ci fosse un'altra spiegazione, ma siccome la provocazione indispensabile (il precedente commento più morbido aveva fallito) per attirare la sua attenzione, le ha regalato la possibilità di fare l'offeso, mi accontento del nulla nel merito.

Mi limiterò a continuare a leggerla, perché dal punto di vista della logica economica, il mio apprezzamento rimane.

buona serata

Non faccio l'offeso, ci vuole ben altro.

Faccio l'enforcer, e' una cosa diversa. Nulla di personale, non so nemmeno chi tu sia.
Solo enforcement di banali regole che dovrebbero essere ovvie a tutti. Tutto la'.

Grazie per l'apprezzamento, alla prossima. Ciao, m