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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Parto dalle considerazioni finali (contrappasso: goofynomics dice che ogni salita è una discesa, se vista dall'altro lato), poichè già avevo avuto modo di leggere le teorie di Bagnai, non argomentate a livello di paper, ma in modo più generale, e le ho ritenute sconclusionate sin dal primo momento.

Quindi partiamo dalle "riforme strutturali" di cui l'Italia ha bisogno, e, senza paura, dico che il problema (come scritto) è assolutamente culturale, manca nell'italiano  e nelle elites quel senso civico e del vivere comune che anima le altre comunità, personalmente ritengo questo paese "iriformabile", salvo non intervenga un qualche reset formidabile, per cui poi si facciano i conti con la dura realtà, ovvero occorrerebbe uno schock esterno al sistema, visto che quello del 2008 è stato mal interpretato, complici dei mass media cialtroni e ignoranti.

Da questo punto di vista, stranamente, l'uscita dall'euro (o semplicemente il suo annuncio) potrebbe essere quello schock esterno che sarebbe necessario, ce ne sono altri (sul punto non concordo con MB, che la vede diversamente), fra cui una vittoria del M5S, che potrebbero apportare quello schock necessario, oppure, l'altra soluzione, è un lento percorso culturale, in forte salita, peraltro.

Esempio: la professoressa di mia figlia di Geografia (IIa media) spiega il PIL alla classe (lo si studia alle medie, ci son politici che manco sanno cos'è..), poi spiega il PIL pro-capite e dice "In Italia la media è falsata, visto che ci sono pochi molto ricchi e tanti molto poveri, creando una forte ingiustizia". Sul libro di testo la posizione è meno netta, ma il succo non cambia (libro di testo: Livingstone 2), adesso provate voi a fare la "rivoluzione culturale" senza schock. In bocca al lupo.

Il punto

floris 20/11/2014 - 12:50

È che date le condizioni culturali di elites e popolazione in generale, che sono appunto quelle che hanno portato il paese allo stato attuale, non vedo perché di fronte ad uno shock non si risponderebbe con politiche ancora più populiste.

In Argentina ad esempio non mi sembra che dopo il 2001 le cose siano migliorate, e son passati più di dieci anni. Nel nostro piccolo idem, non mi sembra che dopo il '92 si sia invertita la rotta.

Piuttosto, una possibile ( forse l' unica)  quanto improbabile soluzione è secondo me una sorta di populismo illuminato. Possibile perché per riforme etc serve consenso e probabilmente in questo paese è ottenibile solo per vie populiste, improbabile per la natura stessa del populismo.

Catch 22

marcodivice 20/11/2014 - 15:09

Concordo. Dopo lo shock noi abbiamo tirato fuori il fascismo. Vista l'aria che tira non mi aspetto che dopo uno shock oggi verrebbe fuori qualcosa di buono.

Per poter cambiare radicalmente il paese c'è bisogno di consenso. Le riforme necessarie, distruggono consenso (rubo la metafora a macron: per un politico riformare è come attraversare la valle della morte). Catch 22 direbbero quelli bravi. 

Quello di AB mi sembra il tentativo "disperato" di conservare il vecchio sistema, cosa che euro o no non credo sia possibile. 

Avendo partecipato a quella pazzesca avventura che risponde al nome di Fermare il Declino ho potuto "toccare con mano" quanto la ricerca del consenso sia un lavoro instancabile (difatti fare politica è un lavoro), e in cui non devi portar fatti o spiegazioni, ma stabilire un'empatia con il tuo elettorato potenziale, mai contraddicendo teorie fantasiose o meno, ma cercando di portare l'argomento verso le tue posizioni.

Tanto ciò premesso le riforme radicali mai avrebbero il consenso necessario per una selezione avversa che l'elettore medio compie (la prima è "destra o sinistra ?", provare per credere), scegliendo le soluzioni meno dolorose e via via le altre.

L'atteggiamento cambia in presenza di shock (anche Michele è convinto che faremmo la brutta fine dell'Argentina, quindi siete in ottima compagnia), peggiorando o migliorando le cose, è ovvio che al momento dello schock devi essere là pronto con le tue soluzioni dolorose al momento, ma con il sol dell'avvenir dietro l'angolo, ma senza shock l'inerzia è questa: niente riforme. Giusto per dire ci sono 8 milioni di persone che, piove o fa il bello, votano PD, sia Occhetto,D'alema,Veltroni,Bersani o Renzi il segretario.