Titolo

Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

4 commenti (espandi tutti)

Capisco il punto, ma quei modelli (post 70s intendo) sono piuttosto fragili, per questo non hanno previsto la crisi. Come dice lei stesso siccome sono "troppo complicati" (dovresti metterci dentro contemporaneamente agenti eterogenei, frizioni finanziarie e tanti altri generi di "imperfezioni") alla fine si evita e poi si scopre che una delle frizioni che non hai messo è ciò che in un certo momento è stato determinante.

Poi possiamo anche discutere delle ipotesi di quei modelli, lo fa Blanchard in un paper di qualche anno fa ammettendo candidamente che sono ipotesi di fantasia, ma non è il caso su un blog.

Non mi pare proprio che capisca il punto. La  previsione o meno della crisi e' argomento completamente ortogonale rispetto a quello di cui ho discusso. Quello che lei scrive e' parecchio vago:  modelli "complicati", "fragili", "imperfezioni", parole suggestive ma vuote, a meno che non mi scriva un modello e mi dica seriamente e in modo chiaro cosa vuole dire, invece di   usare  paroloni  e  qualche nome altisonante. Io un paper con agenti eterogenei, frizioni finanziarie, politica monetaria e mercati incompleti l'ho scritto (non  che ne vada fiero, era solo un tentativo d'impare cose nuove,  ecco qui).  Se ha commenti me li dia, o mi scriva delle sue  molte fragilita', che certamente ci sono (PS nel modello ci sono crisi che dipendono dalla distribuzione della ricchezza, chissa  magari si diverte a leggere).

Altrimenti siamo, come mi pare,  alle chiacchere da bar. Se ne ha voglia la invito, come feci  senza successo in passato,  a farci visita ai seminari di economia per parlare seriamente di moneta,  mercati incompleti, risoluzione di modelli "complessi", e molto altro (vorrei proprio sapere a cosa pensa quando usa queste parole).  Senno' lasci stare.

domanda

Guido Iodice 20/11/2014 - 12:38

La ringrazio della risposta e del paper che segnala. Le posso chiedere qual è il suo parere sul fatto che BCE, FMI, OCSE e tanti altri non sono riusciti ad azzeccare una sola previsione sull'andamento del Pil (in moltissimi casi neppure il segno) se non a 3 mesi (e spesso neanche quelle)? Mi rifoerisco in particolare a quelle riguardanti i paesi europei meridionali.

Discorso lungo, in estrema drammatica sintesi (ho anche un lavoro....):

(1) evidentemente non e' facile farlo (ne conosce di migliori? pensi ai terremoti).

(2) molti modelli (coerenti, rigorosi, e parametrati sui dati) le dicono esttamente questo:  non sperare nemmeno di prevedere il futuro (per esempio perche le innovazioni sono iid). Molti gli esempi, dalla finanza all consumo come RW.

(corollario di 2: non si  rigetta un modello perche non prevede. La mia osservazioni sugli anni 70 non intendeva dire che i modelli non avevano previsto, ma che non potevano proprio dar conto di quelle correlazioni, nemmeno ex post, mi spiego?)  

(3) nonostante (2),   il modello  rimane un fondamentale strumento di analisi: serve a fare analisi controfattuali .