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Uscita dall'euro, svalutazione, ripresa. Riflessioni dopo un week end di dibattiti

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Davvero complimenti per l'articolo. Tocca tutti i punti cruciali che, tra incompetenza, faziosità, estremismo ideologico o tornaconto politico, molti persone si ostinano a non voler leggere. In particolare si sottolinea giustamente la distinzione tra crescita strutturale (che è “IL” problema italiano, e con il quale l'euro non c'entra un tubo, e che dovrebbe essere al centro sia del dibattito pubblico sia dell'azione di governo) e crescita ciclica (la cui uscita dall'euro potrebbe nel migliore possibile degli scenari accelerare solo per qualche trimestre, o potrebbe molto piu’ probabilmente trasformare in un ulteriore pesante recessione via stress del sistema finanziario italiano ed europeo). Certo i personaggi in cerca di autore di cui AB si è circondato, e che troviamo una sera si e l’altra pure in TV a raccontare stupidaggini economiche (addirittura accompagnandole con improbabili “guarda che tutti i premi nobel del mondo dicono che è cosi”), di certo non aiuta.
Ancora complimenti e, per quanto immagino abbiate la sensazione di parlare al vento quando venite invitati in convegni come quello di Pescara o in trasmissioni TV, vi prego di non arrendervi..:-)

mi associo

dragonfly 19/11/2014 - 15:29

" per fortuna che vi abbiamo fatto studiare!"  avrebbe detto mio nonno ad entrambe le parti. però usando toni molto diversi :-)

Infatti io continuo a pensare che cercano di risolvere un problema strutturale con la politica monetaria...

E poi mi chiedo ma è davvero possibile azzerare le mie inefficenze agendo solo nominalmente sul cambio ? Posso farlo nel medio-lungo periodo ? Per quanto tempo funzionano le svalutazioni competitive ? 

P.S. chiedo ai grandi capi un post sul giappone e l'attuale situazione... 

P.S. 2 Correva l' anno 2003 le raccomandazioni sono a pagina 9 molto attuale  books.google.it/books?isbn=9264105123