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Il programma economico di Italia Unica (I). La domanda aggregata

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Per quel che vale, sottoscrivo al 100%.

Non capiro' mai perche' ci si dimentichi cosi' spesso che, alla fine, sono le risorse reali che contano e che, per imperfetti che siano i mercati finanziari, una "meta-versione" di Miller-Modigliani in qualche modo conta sempre. A meno che, ovviamente, non si sia davvero convinti che politici, burocrati di stato e nominati siano migliori imprenditori con i soldi altrui di quanto lo sia l'imprenditore medio con i propri.

Mi auguro questo ed i seguenti post di Sandro stimolino gli amici di Italia Unica ad una riflessione pubblica e seria sul vero programma economico di cui il paese ha bisogno ogni giorno di piu'.  

basic

dragonfly 8/9/2014 - 16:23

A meno che, ovviamente, non si sia davvero convinti che politici, burocrati di stato e nominati siano migliori imprenditori con i soldi altrui di quanto lo sia l'imprenditore medio con i propri.

Per quel che vale, sottoscrivo al 100%.  è anzi il mio personale mantra quando verrebbe  voglia di cedere al canto delle sirene di soluzioni indolori e inodori, puramente monetarie, a base di equilibri multipli, moltiplicatori, aspettative che si autorealizzano etc.

 

 

Semplice: le pastette monetarie hanno un alone di magia, di creazione dell' energia e di facilità geniale che affascina e cattura il bambino interiore che guida le scelte politiche dell' italiano medio; del tipo: "C' era una volta la fata cattiva merchelina che voleva affamare 60 milioni di alacri nanetti; ma il mago renzino disse al suo cospetto: "Ohibò, ci autorizzerete nuovo deficit e noi ci faremo miracoli, come quello di confondere ulteriore disavanzo con i mezzi monetari con cui pagare i fornitori e fare investimenti a tutto tondo, a dispetto di quei cattivoni di nfa, turbo liberisti kattivissimi, che vorrebbero sfoltire un po' di inefficienze italiane inquinandoci col pericoloso boldrinio radio-attivo " ! Così edotti, i nanetti si recarono alle urne e per il perfido diavoletto oscarino non ci fu manco il voto della sua mamma. Adesso buoni, nanetti italiani, dormite e sognate.