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Alcune letture su High Frequency Trading

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ha tentato di dire qualcosa di suo. Complimenti. Mi ci provo anche io se mi permettete: da ingegnere e quindi da incompetente totale, provo a dire quello che credo di avere capito.

Secondo me il vantaggio non sta nella vicinanza al banco delle banane, ma dalla possibilità di prevedere l'andamento dei prezzi nell'unità temporale infinitesimale. Se è come penso, questo tipo di trading è praticamente a rischio zero, e già solo per questo è gravemente scorretto.
Provo a spiegare con parole mie. Il prezzo di un qualcosa sta crescendo, poniamo linearmente. Il trader guadagna comprando e poi rivendendo. Poniamo che il prezzo continui a salire per un'ora, a ritmo costante, e che il trader faccia una transazione ogni dieci minuti. Questi realizza nell'ora sei guadagni, tutti uguali, proporzionali al coefficiente angolare della retta. Poniamo che ora il trader raddoppi la frequenza delle sue transazioni: una ogni cinque minuti. Adesso realizza nell'ora dodici profitti, tutti uguali e proporzionali al coefficiente angolare, ciascuno dei quali vale però la metà. Ha realizzato lo stesso indentico profitto di prima. Nessun vantaggio.

Osserviamo che il discorso vale anche, simmetricamente, se il prezzo della merce scende, poniamo sempre linearmente. Basta vendere prima e comprare dopo, nei mercati azionari si può fare. Anche qui, nessun vantaggio nel raddoppiare la frequenza.

Vediamo che succede, se il prezzo sale per un'ora, e poi scende per un'ora, formando un triangolo isoscele. E' tutto come prima, non c'è nessun vantaggio a raddoppiare la frequenza. Questo però è vero perché nell'esempio il delta tra due transazioni successive è sottomultiplo dei periodi a crescita e decrescita costante. Se non è così, c'è una perdita, o un mancato guadagno, in prossimità del vertice del triangolo, e questo mancato guadagno diminuisce al crescere della frequenza.

Al limite per delta che tende a zero si massimizza il profitto per qualsiasi andamento dei prezzi.

Ma c'è dell'altro. L'esempio sopra conteneva un errore grossolano: assumeva implicitamente che l'andamento dei prezzi fosse conosciuto a priori dall'allibratore. Il trader dell'esempio infatti azzeccava tutte le "scommesse": comprava quando il prezzo aumentava e vendeva quando scendeva. Nella realtà deve fare previsioni, e c'è ovviamente il rischio di fallarne una e rimettere. Questo è ciò che rende "sportivo" e quindi eticamente accettabile il gioco finanziario. Il prezzo della merce però non è indipendente dalle operazioni di compravendita, anzi, dipende proprio da quelle. Nel breve almeno, il prezzo è scorrelato dal valore della merce, e dipende solo dal volume degli acquisti e dalle vendite. Ora poniamo che un trader sia in grado di operare ad una frequenza maggiore di quella di tutti gli altri. In questo caso il Delta fra due transazioni successive di questo trader è ridotto rispetto al raggio di curvatura della curva dei prezzi, che ha un'inerzia intrinseca proporzionale alla velocità media delle transazioni. In pratica, nel suo brevissimo orizzonte temporale, questi è in grado di prevedere il futuro. Se non è barare questo..

Questo però vale solo finché egli conserva il suo vantaggio tecnologico sulla massa degli altri. Quando sono diventati tutti veloci come lui, il vantaggio sfuma nel niente. Ora il velocista insegue se stesso, e complessivamente la differenza è solo nella reattività del sistema: i pezzi possono precipitare in un minuto, ma anche crescere con la stessa rapidità. Quello shock finanziario che durava dei mesi ora dura pochi minuti.

Quello shock finanziario che durava dei mesi ora dura pochi minuti.

Non è un bene questo? Chiedo perché non sono esperto/mi interesso di mercati. Per quello anche ho linkato invece di rispondere.

Diciamo che tu, da non esperto, affidi ad una gestione generica i tuoi risparmi con alta propensione al rischio. Diciamo che investi buona parte di essi sul mercato più liquido del mondo perchè credi in un apprezzamento. Diciamo che il responsabile della gestione del rischio del tuo portafoglio metta sugli strumenti prescelti per replicare l'indice (ETF) una sorta di protezione "Doom Day", se i prezzi scendo del 50% in una giornata vendi..(perchè hanno sganciato l'atomica..). Diciamo che accada qualcosa di simile ("sganciano " una vendita di derivati asslutamente imprevedibile e imponente e i softwares di trading ad alta frequenza si girano immediatamente tutti in vendita..rincorrendosi sul filo dei millisecondi) a mercato il giorno "x"

 

Diciamo che il gestore del rischio del tuo portafoglio , che ha la vendita d'emergenza sempre impostata in automatico, si trovi a vendere qualcosa che valeva pochi secondi fa 60dollari a 30dollari ma si trovi "eseguito" a 1 dollaro.

E' un bene? Sicuro? :)

 

http://etfdb.com/wp-content/uploads/2010/05/IVW.png

C'è un modo per evitare questo scenario? Tipo assicurazioni etc.? E se invece i prezzi scendono diciamo in una settimana, cosa cambierebbe? Venderebbe/non venderebbe?

Francesco, premettendo che io non sono un esperto ma solo un appassionato di econometria, l'unica cosa che mi viene in mente è limitare la velocità (esempio imponendo microtasse che ridurrebbero gli ordini poichè costringerebbero i fondi HF ad operazioni con "attesa di profitto" maggiore o aumentando il periodo di latenza obbligatorio di un ordine a mercato, il tempo nel quale esso è visibile per intenderci). Cosa cambierebbe se i prezzi scendessero in una settimana? Immagino che si avrebbe il tempo di limitare l'annientamento del capitale e si darebbe tempo al mercato di incorprare tutte le informazioni necessarie alle formazione di un "prezzo equo". Perchè il punto è questo (o anche questo): a dispetto della teoria che abbiamo bene o male imparato (efficienza del "mercato" più o meno debole e formazione del fair price cheesprime tutte le informazioni sul sottostante disponibili al momento), l'esplosione degli HFT ha corrotto tale assunto e il prezzo che vedi non è la media pesata di quello che si aspetta la totalità degli investitori\operatori (pesata sui soldi che ognuno di loro investe..) ma la risultanza della presenza e direzione operativa assunta dai "soggetti in oggetto". Poichè in alcuni mercati è imputabile a questi l' 80% delle transazioni totali eseguite, puoi immaginare.

Possiamo vederla in un modo diverso; riprendiamo la figura che ho allegato in altro post

http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014...

guardiamo la distribuzione dei trades e vediamo che questo fondo HFT ha perso soldi 1 giorno su 1238 (da gennaio 2009 a dicembre 2013); guardiamo le date e vediamo che l'unica perdita è nel 2012.

Well, vuol dire che dal 1/1/2009 al 31/12/2011 questo operatore ad alta frequenza ha guadagnato TUTTI i giorni di borsa aperta. Un anno di borsa sono circa 252 giorni.

L'operatore cui sopra ha infilato ALMENO 500 successi consecutivi.

In borsa si riesce a prevedere con buona approsimazione il rendimento percentuale di domani,  stimando la volatilità sui rendimenti passati ma..il segno di domani è un pizzico più complicato. Senza dilungarsi in fenomeni come l'autocorrelazione dei rendmenti (che escludiamo assumendo un mercato efficiente), azzeccare il segno di domani è come azzeccare testa o croce lanciando una moneta equa.

E' evdente che il fondo al link sopra riportato ha azzeccato il segno(e quindi la direzione) ALMENO 500 volte su 500.

Le probabilità di avere 500 teste su 500 lanci sono, spannometricamente, 0.5^500

3,0549363634996046820519793932136e-151

che se ricordo bene la matematica del liceo vuol dire  zero, 151zeri e poi arriva quel "3 abbondante.

In gamba e fortunati questi fondi HFT; avevano UNA chance su un numero superiore alle particelle osservabili nell'intero universo. E l'hanno colta.

In effetti hanno fatto ancora di meglio..poichè lo hanno fatto più volte in un giorno e, se non fosse stato per quell'infausto venerdì 13 del 2012(tiro a caso) avrebbero messo a segno l'en plein.

In gamba e fortunati...o semplicemente barano? :)

Un saluto, avrò scritto un sacco di strafalcioni numerici..abbiate pietà...mi scuso fin d'ora. Rifate i conti :)

 

E' tutto come prima, solo più accelerato. Il fatto che questi traders azzecchino il 100% delle previsioni sembrerebbe dimostrare quello che credo di aver capito.

Ma attenzione, se la mia ricostruzione è corretta, questo scenario - ove tutto è esattamente come prima solo più accelerato - è lo scenario finale, cui si arriva quando tutti gli agenti hanno raggiunto la stessa velocità. Fintantoché che ne sono alcuni più veloci di altri; e ancora di più fintantoché questi sono una netta minoranza, e quindi la velocità media di trading è determinata in massima misura dalla velocità dei "lenti"; questi soggetti godono dei vantaggi descritti sopra. Che mi paiono gravemente scorretti.