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Alcune letture su High Frequency Trading

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Come ci viene fatto notare sotto. Il tema qui erano gli HFT, che anche a me paiono essere qualcosa di diverso da un accaparramento di merci per farne lievitare il prezzo. Qui l'equivoco però era stato innescato dalo stesso autore del thread col suo esempio delle banane, che aveva richiamato l'esempio dei bagarini, a quello affine. Mi sono inserito perché mi era parso divertente notare come in due soli passaggi si fosse passati dal più tecnico degli argomenti al problema del Valore, un tema classico della filosofia morale, che non attiene solo al pensiero economico, attiene al pensiero in generale.

La teoria dell'utilità marginale non è la teoria del valore, è una teoria del valore. Ce ne sono molte altre, tutte possibili. Tra le molte, è quella più di moda, e forse è la migliore perché semplifica l'analisi dei processi decisionali. Ma mentre lo scrivo, sorrido, perché mi pare evidente in modo disarmante che fa acqua da tutte le parti. E credo che possa essere usata come esempio per mostrare quello che intendevo dire, sull'attitudine mentale di fondo di chi mastica economia: con quelle belle derivate parziali, quei bei limiti e quei bei funzionali, gli profuma di scientifico, di intelligente, di "razionale", di logico, e per questo gli garba; mentre nella sostanza è qualcosa di tanto scientifico ed esatto quanto la transustansazione. Perché è ovvia la soggettività dell'utilità (e qualcuno se ne è accorto), come la sua variabilità nel tempo e nello spazio; perché è evidente che dell'utilità non esiste una misura, perché non è quantificabile; perché utilità, piacere e dolore non sono marginalizzabili rispetto ad altre condizioni. Quell'essere "razionale" che sceglierebbe sempre nello stesso modo, se posto nelle stesse condizioni, non esiste, e non è questa una difficoltà che si supera con una media, perché quelle citate sono essenze il cui significato è relativo al soggetto. Sul tavolo ci sono una mela e una pera, e devi scegliere un frutto. Quale scegli, tu essere razionale? E' più razionale quello che sceglie la mela, o quello che sceglie la pera? E' quell'aggettivo, razionale, che fa ridere, perché maschera maldestramente la pretestuosità di chi lo pronunzia: le scelte, tutte le scelte ma in particolare le scelte morali, non si possono fare dicendo "calcoliamo!"; con buona pace di quel parruccone di Leibniz che pure ci aveva creduto.

Nel merito del tuo intervento, hai ovviamente ragione: è evidente che il bagarino crea un danno e che è un farabutto. Se una qualche teoria non riesce ad evidenziare questo danno, o addirittura lo tramuta in utiltà (sto ridendo di nuovo) forse è il caso di riconsiderare quella teoria.