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Nibor Dooh: prendere ai poveri per dare ai ricchi, ovvero lo strano caso del Dottor INPS.

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Chi è in pensione con il metodo retributivo ha a sua volta mantenuto, mentre lavorava, altri pensionati con il metodo retributivo. Se poi ha una pensione superiore alla pensione sociale, della quale si lamenta anche qui la modestia, ha verosimilmente pagato imposte di un certo rilievo per tutta la vita lavorativa e le paga tuttora.

In ogni caso, si tratta di persone che hanno goduto di un trattamento previsto dalle leggi in vigore nel momento in cui hanno cessato l'attività lavorativa e che, presumibilmente, hanno programmato la loro vita contando su un determinato trattamento. La salvaguardia disposta dalla riforma Dini è stata certamente pensata proprio perché le persone che avevano una certa anzianità d'iscrizione al sistema pensionistico pubblico non avrebbero potuto costruirsi una pensione integrativa se fossero stati immediatamente assoggettati al sistema contributivo: mi permetto di ricordarvi che l'idea di favorire l'integrazione della pensione pubblica con pensioni integrative non  risale a prima dei roaring nineties.

   La proposta di Marco Esposito si tradurrebbe nel disconoscimento di diritti perfettamente legittimi: ma, finché vi sarà una Corte Costituzionale - non credo che SB riesca a convincere Matteo Renzi ad abolirla - ciò non avverrà. 

2050: pensione a 70 anni..(ma vista la 'crescita' cospicua, non basterebbe/bastera' andare in pensione a 75 probabilmente, con ca. 20 milioni di pensionati e 'crescita' - modo di dire- a zero da ca. 14 anni)

Un modello di equita' intergenerazionale scritto da Bouvard et Pécuchet ...mi pare

Deux hommes parurent. L’un venait de la Bastille, l’autre du Jardin des Plantes

In effetti Marco Esposito illustra DUE linee di condotta che lui giudica rispettivamente sostenibile e insostenibile; giustamente si astiene da valutazioni morali perchè gli econmisti a differnza dei farmacisti "do not deal in scruples". Marco Esposito tratteggia un'evoluzione, che a me sembra verosimile, di contributi calanti a fronte di erogazioni stabili o crescenti; se non si vogliono in qualche modo ridurre le erogazioni occorrerà aumentare in maniera massiccia i contributi ma come? Le aliquote sono già fra le più alte del mondo ed in "netto in busta" è già meno della metà del costo per il datore di lavoro. Vogliano immaginare un'aliquota contributiva del 50%, mentre sul rimanente 50% si abbatterebbe un'aliquota IRPEF del 30-35%? Un giovane brillante che produca ricchezza mettiamo per un valore di € 100.000 annui si accontenterà di ricevere in busta € 25-30.000 annui con i quali provvedere ai bisogni suoi e degli eventuali figli, beninteso dopo aver pagato il 20-25% di IVA ed una compilation di balzelli vari, dalla TARI al canone RAI? Oppure penserebbe ad emigrare verso cieli un po' meno inclementi? Dopo tutto ha fatto l'Erasmus e conosce un poco il mondo... Se lo facesse sottrarrebbe gettito tanto all'INPS che al fisco e allora che si fa? Si porta l'aliquota INPS  al 75%? Oppure si vieta l'espatrio a tutti i cittadini minori di 65 anni, come nella buona vecchia URSS?

Sono sicuro che la Corte Costituzionale saprebbe trovare solidi argomenti giuridici per obiettare ad una riforma come quella tratteggiata da Marco Esposito, ma saprebbe anche trovare i fondi per continuare a pagare le pensioni calcolate con le regole attuali? Pechè se si, allora evviva la Corte Costituzionale!

Concretamente credo che l'alternativa sia fra una riduzione "ordinata" (non mi azzardo a dire "equa") delle erogazioni ed una "disordinata", nella quale l'INPS invece dei quattrini invierà ai pensionati una gentile lettera nella quale spiega che "per il momento" non è in grado di onorare i suoi impegni e che "i pagamenti verranno ripresi non appena le condizioni lo permetteranno", ovviamente senza indicare una data.   

Eliminerei il concetto di diritto. Se fosse un diritto sarebbe uguale per tutti e cosi non è.

La pensione se calcolata a ripartizione NON E' retribuzione differita ma semplicemente fruizione di un servizio.

Meno soldi meno pensione.  

Si potrebbe vantare un diritto se il sistema fosse effettivamente ad accumulazione reale, ma così non è.

Tutto il resto è semplicemente un furto.Altrimenti non mi spiegherei perchè io debba pagare di più (molto di più) per avere di meno molto più tardi.

Che la corte della costituzione più bella del mondo dica una tale palese castroneria arrampicandosi sugli specchi è uno dei tanti patetici episodi di inciviltà ed ingiustizia di cui gli insider si macchiano alle spalle degli outsider.

Chi è in pensione con il metodo retributivo ha a sua volta mantenuto, mentre lavorava, altri pensionati con il metodo retributivo.

Sí, ma in contesti demografici molto diversi.

Fino al 1970 la struttura demografica italiana era una piramide, con pochi anziani e tantissimi giovani, per cui almeno fino al 1990 c'erano molti lavoratori che pagavano parte dei loro contributi previdenziali per ogni pensionato. Quello che poteva anche essere sostenibile, magari non moralmente ma contabilmente, quando c'erano 12, 6, 3 lavoratori per pensionato, non é piú sostenibile quando c'é meno di 2 lavoratori, quando non ce n'é che uno soltanto, per pensionato.

Il sistema retributivo era appunto un modello piramidale, e quando il sottostante ha smesso di essere piramidale, ha smesso di essere sostenibile.

Alla generazione attuale é stato praticamente imposto di:

  1. 1- pagarsi la propria pensione con il sistema contributivo;
  2. 2- pagare le pensioni delle generazioni precedenti che godevano del sistema retributivo;
  3. 3- e farlo essendo numericamente inferiori alle generazioni precedenti, per cui il peso del contributo al punto 2 é molto piú elevato di quello che hanno dovuto sopportare a suo tempo i beneficiari.

Tu ritieni in cuore tuo che questo possa essere costituzionale?

Per amor di veritá, io non lo ritengo né costituzionale, né moralmente accettabile o giustificabile.

Costituzionalmente, mi riferisco al secondo comma dell'articolo 3, dove recita:

"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

A meno di non voler leggere il comma 4 dell'articolo 35 nel senso che agli under 35 verrá presto vietata l'emigrazione:

"Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero."

ed anche in quel caso, mi par di capire che il principio fondamentale dovrebbe valere di piú dei doveri dei cittadini, o mi sbaglio?

Avvocati. Una spataffiata. E scriviamolo. L'ultimo l'ho 'piazzato' (all'estero) qualche tempo fa....

Esame da sottrarre agli ordini ASAP. Semplicemente incapaci di gestire l'accesso alla professione.

250k avvocati su 60 milioni (di cui 20 pensionati)...

Gennarino 'o kamikaze", ormai (De Crescenzo) piu' che meri ambulance chasers.

Ma del resto, con tasso legale di interessi fisso, e fesso, - udite udite - 2.5% !!! (troppo difficile maggiorarlo in modo automatico di 2% > CPI), non pagare i debiti e' assolutamente vantaggioso e conveniente.

Chissa' da dove nascono i 9 milioni di procedimenti civili e penali pendenti....Roba da gride Manzoniane

Evidentemente non conosco così bene la Costituzione.

Chissà dove è scritto che la Repubblica garantisce che la vita di ogni cittadino si svolga come l'ha pianificata. 

Anche i baby pensionati ed i super pensionati, probabilmente, ed anche i truffatori, i ladri, i dirigenti pubblici coi piedi sulla scrivania,  normalmente ivi piazzati da qualche parente di partito, e chi si alzano periodicamente lo stipendio da soli

"hanno programmato la loro vita contando su un determinato trattamento".

Piuttosto, nella discussione costituente sulla necessità di un sistema pensionistico, sono state indicate sicuramente le seguenti ragioni:
- evitare che un cittadino sperperi tutto quanto guadagna senza accantonarlo per la vecchiaia;
- evitare che conti solo sul futuro mantenimento da parte dei suoi parenti più giovani;

Ecco, quindi, ciò che la Repubblica ha fatto di incostituzionale. Ha sperperato gli accantonamenti dei suoi cittadini contando sul fatto che sarebbero stati mantenuti dalle generazioni più giovani.
La garanzia dei "programmi di vita" non so che scala di importanza abbia.    Specialmente nel contesto del giudizio morale sulle retribuzioni dirigenziali in questo paese.

Ma la fritatta ormai è fatta.
Ora è necessaria la famosa solidarietà, laddove la Repubblica deve garantire i più importanti tra i diritti inviolabili: vita e salute, che dopo una certa età (soggettiva) sono incompatibili col "lavoro".

Ed anche scoprire i colpevoli.