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Ma io tifo Renzi

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da Atene alla Crimea non è male.

io dicevo che la Democrazia Rappresentativa è una riduzione, non un potenziamento, della Democrazia Diretta. E dicevo appunto che la comunità era numericamente più ristretta (che fosse "più semplice" è discutibile), quando si estese, fu necessario introdurre la versione Rappresentativa. Ma nel presente c'è una circostanza nuova, che pure gioverebbe notare. Con la rete, questo problema è divenuto risolvibile. Anche qui non proprio "semplicemente", ma tecnicamente non è fantascienza pensare di poter ritornare, adesso, alla versione originaria; anche in una comunità di milioni di cittadini con diritto di voto. Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Quando sedute in un ministero stanno soubrettine che lo hanno succhiato al capo, quando un ministro dell'istruzione parla di tunnel tra il CERN e il gran sasso, allora la media degli utenti collegati in rete è di gran lunga superiore, allo staff del ministero. Nello staff del ministero, pure alla Farnesina, pure ora, sta gente che non sa meglio di me dove sta la Crimea. Poi dopo che scoppia il casino in Crimea (forse) si documentano, ma questo può farlo bene anche l'utente collegato in rete. Perché oltre a quella citata sopra, c'è un altra circostanza storica dell'ora, che ci differenzia dal passato. Mentre la classe dirigente si degradava, culturalmente e moralmente, il livello di istruzione medio della popolazione aumentava. Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari. E con la rete, la possibilità di chiunque di documentarsi e accedere a informazioni non è ora molto inferiore a quella di un ministro. Anche di questa seconda circostanza, qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Cultura media

floris 4/3/2014 - 18:04

Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari.

Esser laureati non indica necessariamente avere una cultura maggiore di chi laureato non è, però ricordo che i parlamentari con laurea sono circa il 65%, gli italiani con laurea circa il 15%. Insomma, nonostante preoccupanti casi in parlamento ci andrei piano con certe affermazioni, stiamo comunque parlando di gruppi di composizione assai diversa.

Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

non è affatto nuova, non è figlia della  innovazione travolgente degli ultimi anni.

a me ricorda quella specie rapidamente estinta dei  marxisti, seguaci di una  meravigliosa teoria "scientifica" e quindi ineluttabile, prima ancora che rivoluzionaria.  nella loro versione più tollerante e democratica, diciamo quella italiana anni '70, distinguevano proprio  fra quelli che l'hanno già capita e quelli che ci arriveranno, con annesso sorrisino paziente.

auguro ai credenti nella rete una sorte migliore, naturalmente.

Ci sono delle novità, nel mondo, di cui bisogna prendere atto: qualcuno ci arriva prima, qualcun'altro dopo. Va sempre così. L'invenzione della stampa è del 1483, ma prima di venticinque anni si fece fatica a comprenderne la portata. La rete vale ben più della stampa come portata storica, ed è quindi sicuro che le sue conseguenze saranno maggiori di quelle dell'invenzione della stampa, che pure non furon poca cosa. Non si tratta di esser "credenti", perché non c'è da attendersi nulla dalla rete in sé (che è un mezzo, come la stampa), ma di coglierne la portata e le possibili implicazioni, nel contesto presente. Una di queste è che rende possibili parziali o totali ritorni a forme di partecipazione politica simili alla Democrazia Diretta delle origini. Per chi sia Democratico nel senso greco della parola (non quello che tira fuori sempre i comunisti marxisti, come fa berlusconi pure se perde il Milan) questa circostanza nuova può solo essere vista con interesse.