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Ma io tifo Renzi

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Ma Rosario Priore secondo te ha speso 30 anni solo per Ustica? Avrà pur fatto qualcos'altro. E anche se fosse, ricordati che per uno che rincorre una causa giusta ce ne sarà un altro che spende 30 anni a giocare a golf. Davvero vogliamo lasciare i giudici liberi di decidere come passare la propria carriera, senza alcun controllo esterno? 

E poi, ti pare il caso di usare un aneddoto completamente fuori dalla norma (un outlier, diciamo noi) per valutare una proposta di riforme? Non è che chi vuole il cambiamento si sia inventato che bisogna che i giudici devono lavorare di più, perché gli danno fastidio i giudici. Ci sono, dati alla mano, differenze enormi nell'efficienza e nei costi delle procure. Perché? Tutte quelle inefficienti evidentemente stanno a rincorrere stragi irrisolte, o altre cause eticamente "giuste". Resta il fatto che questo spiegherebbe solo le differenze degli arretrati, non le differenze nei costi (pensiamo ai risparmi ottenuti a Bolzano sulle intercettazioni). Allora, che ci spieghino da dove sorgono queste differenze, o pensiamo davvero che il giudice sia libero di alzarsi la mattina e fare quel che gli pare senza rendere conto a nessuno? 

L'idea del giudice che rende conto solo a se stesso e al suo anelito morale è molto bella. È anche idealista e naive. Nessuno vu0le ridursi a valutarne l'operato col calcolatore, ma il calcolatore serve, eccome, per fornire una base di partenza. 

Il mio esempio era forzato, è vero, ma era solo un esempio, che come ogni caso di scuola serviva per evidenziare il punto. Che è quello che dicevo, e che riconosci anche tu. L'operato di un giudice non si valuta con la calcolatrice: il metro morale, se non è l'unico possibile, è sicuramente quello principale. Ed è ineludibile. Non può essere messo in subordine, né tampoco sostituito del tutto da altri criteri, più o meno "obiettivi" o "scientifici": l'idea che i "numeri" possano fare le veci dei Valori (e sollevarci dall'onere del giudizio morale) non è meno naive di quella mia del Giudice che risponde solo alla sua Dea.

Non sostengo poi che il giudice debba rispondere solo a se stesso. Non è così, infatti, risponde all'organo di auto-governo della magistratura, il CSM, e alle sue emanazioni. Io sostengo che questo auto-governo non deve essere intaccato in nessun modo. Sarebbe estremamente pericoloso, perché non si può evocare nessuna "terzietà" senza rischiare di introdurre un vulnus: un potenziale punto di corto-circuito con gli altri due poteri (che già sono cortocircuitati tra loro, in un paese che nella prassi produce quasi sempre un premier che è anche capo della maggioranza parlamentare). Questo rischio è troppo grande perché ci possano essere argomenti sufficienti per farcelo correre. In questo sciagurato ventennio, l'unico pilastro che (faticosamente) ha tenuto e ci ha impedito di precipitare in una dittatura conclamata è stato l'indipendenza della Magistratura. E questo lo si deve a questa separazione assoluta tra i poteri, voluta da uomini che sapevano cosa facevano, e che avevano memoria di quello che era avvenuto prima.

Contesto pure l'idea che il Rosario Priore dell'esempio sia l'outlier, mentre il giudice che passa trent'anni a giocare a golf sia la norma, e non il contrario. Se hai notizia di un giudice che ha passato trent'anni nei campi da golf dimmi come si chiama, perché qua nonostante la propaganda anti-giudici che ci bombarda da due decenni non ne ho mai sentito parlare.

Concludo dicendo che la mia vuole essere una polemica costruttiva. Trovo molte cose convincenti, in questo blog e nel programma di FARE, e apprezzo la correttezza (controcorrente) dei suoi membri. Trovo però che la pretesa di misurare tutto col metro del denaro, di sostituire la Coscienza con l'aritmetica, di partire dal rapporto deficit/pil pure se si parla di fenomenologia dello spirito, produca a volte dei giudizi superficiali, o anche grossolanamente sbagliati.

Questo caso (Rosario Priore magistrato inefficiente) è l'esempio di uno di questi.