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Ma io tifo Renzi

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Ma cerco di farla breve. Se "le riforme comprendono anche questo" ne sono felice, ma non capisco bene cosa intendi, e in generale non mi pare.

In altri punti ho portato più volte questo discorso: qua abbiamo un tizio che da vent'anni entra nelle nostre case coi suoi "videomessaggi", come quelli che faceva Gheddafi. Il primo fu nel '93, l'ultimo l'altro ieri, nel 2013. E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Qui tu parli di "Riforma della Giustizia". Bene. Nel programma di FARE trovo subito un pericoloso accenno alla famigerata "separazione delle funzioni (carriere?), che mi fa temere non si siano comprese le ragioni che portarono i nostri padri costituenti a volere la carriera unica, memori di quello che era successo prima. Trovo troppi riferimenti all'economia e alle imprese, frutto della stessa forma mentis che produce una idea di "efficienza" superficiale, da far valutare poi a un ente che sia dotato di una pericolosa "terzietà" (e due). Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM.  

Ovunque trovo una concezione utilitaristica della Giustizia che mi progura disagio (disgusto sarebbe troppo forte). La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile. A molti economisti di oggi (compresi quelli di FARE) gioverebbe ricordare che la loro disciplina nacque come una costola della filosofia morale.

Ma non sconfiniamo, restiamo nella Giustizia. Ti spiego cosa penso, con un esempio. Il giudice Rosario Priore è l'Uomo che ha inseguito per trent'anni i responsabili della strage di Ustica. Non so quanto denaro dei contribuenti abbia speso, ma immagino che per ripescare dal fondo del mare tutti i pezzettini del DC-9, e ricomporre tutto il puzzle in un hangar, qualche spiccio ci sia voluto. Questi trent'anni di lavoro di chi sa quante persone e questo fiume di denaro ci hanno dato alla fine una ricostruzione abbastanza attendibile dell'accaduto, ma non sono serviti per individuare nessun colpevole. Se per misurare la "performance" si utilizza un rapporto costi/benefici, dove i costi sono le spese sostenute e i benefici il numero di colpevoli individuati, questo è un magistrato inefficiente. Dunque il metro è sbagliato, perché nel mio giudizio quest'Uomo è al contrario un esempio di quale spirito debba muovere la magistratura, specialmente la magistratura inquirente.

Il magistrato non è l'impiegato del call-center, che è efficiente se spunta x vendite ogni y telefonate. Il magistrato indossa una toga perché è un sacerdote. Un sacerdote della Dea Giustizia, che deve render conto del suo operato alla sua Dike, non a un comitato di valutazione della "performance" composto da quattro coglioni (pardòn) con una calcolatrice.

Ma Rosario Priore secondo te ha speso 30 anni solo per Ustica? Avrà pur fatto qualcos'altro. E anche se fosse, ricordati che per uno che rincorre una causa giusta ce ne sarà un altro che spende 30 anni a giocare a golf. Davvero vogliamo lasciare i giudici liberi di decidere come passare la propria carriera, senza alcun controllo esterno? 

E poi, ti pare il caso di usare un aneddoto completamente fuori dalla norma (un outlier, diciamo noi) per valutare una proposta di riforme? Non è che chi vuole il cambiamento si sia inventato che bisogna che i giudici devono lavorare di più, perché gli danno fastidio i giudici. Ci sono, dati alla mano, differenze enormi nell'efficienza e nei costi delle procure. Perché? Tutte quelle inefficienti evidentemente stanno a rincorrere stragi irrisolte, o altre cause eticamente "giuste". Resta il fatto che questo spiegherebbe solo le differenze degli arretrati, non le differenze nei costi (pensiamo ai risparmi ottenuti a Bolzano sulle intercettazioni). Allora, che ci spieghino da dove sorgono queste differenze, o pensiamo davvero che il giudice sia libero di alzarsi la mattina e fare quel che gli pare senza rendere conto a nessuno? 

L'idea del giudice che rende conto solo a se stesso e al suo anelito morale è molto bella. È anche idealista e naive. Nessuno vu0le ridursi a valutarne l'operato col calcolatore, ma il calcolatore serve, eccome, per fornire una base di partenza. 

Il mio esempio era forzato, è vero, ma era solo un esempio, che come ogni caso di scuola serviva per evidenziare il punto. Che è quello che dicevo, e che riconosci anche tu. L'operato di un giudice non si valuta con la calcolatrice: il metro morale, se non è l'unico possibile, è sicuramente quello principale. Ed è ineludibile. Non può essere messo in subordine, né tampoco sostituito del tutto da altri criteri, più o meno "obiettivi" o "scientifici": l'idea che i "numeri" possano fare le veci dei Valori (e sollevarci dall'onere del giudizio morale) non è meno naive di quella mia del Giudice che risponde solo alla sua Dea.

Non sostengo poi che il giudice debba rispondere solo a se stesso. Non è così, infatti, risponde all'organo di auto-governo della magistratura, il CSM, e alle sue emanazioni. Io sostengo che questo auto-governo non deve essere intaccato in nessun modo. Sarebbe estremamente pericoloso, perché non si può evocare nessuna "terzietà" senza rischiare di introdurre un vulnus: un potenziale punto di corto-circuito con gli altri due poteri (che già sono cortocircuitati tra loro, in un paese che nella prassi produce quasi sempre un premier che è anche capo della maggioranza parlamentare). Questo rischio è troppo grande perché ci possano essere argomenti sufficienti per farcelo correre. In questo sciagurato ventennio, l'unico pilastro che (faticosamente) ha tenuto e ci ha impedito di precipitare in una dittatura conclamata è stato l'indipendenza della Magistratura. E questo lo si deve a questa separazione assoluta tra i poteri, voluta da uomini che sapevano cosa facevano, e che avevano memoria di quello che era avvenuto prima.

Contesto pure l'idea che il Rosario Priore dell'esempio sia l'outlier, mentre il giudice che passa trent'anni a giocare a golf sia la norma, e non il contrario. Se hai notizia di un giudice che ha passato trent'anni nei campi da golf dimmi come si chiama, perché qua nonostante la propaganda anti-giudici che ci bombarda da due decenni non ne ho mai sentito parlare.

Concludo dicendo che la mia vuole essere una polemica costruttiva. Trovo molte cose convincenti, in questo blog e nel programma di FARE, e apprezzo la correttezza (controcorrente) dei suoi membri. Trovo però che la pretesa di misurare tutto col metro del denaro, di sostituire la Coscienza con l'aritmetica, di partire dal rapporto deficit/pil pure se si parla di fenomenologia dello spirito, produca a volte dei giudizi superficiali, o anche grossolanamente sbagliati.

Questo caso (Rosario Priore magistrato inefficiente) è l'esempio di uno di questi.

quelli che con una inchiesta sola ci libereranno dal debito pubblico. più o meno.

E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Ti pare normale l'Italia allora? Se quel tizio può fare videomessaggi e monopolizzare le TV è perché ciò è concesso dalla vaga legislazione italiana, e dallo strapotere politico sul resto del Paese che il tizio medesimo si è appropriato (anche attraverso le sue di TV). Cosa fare? Mettere dei paletti, promulgare leggi per arginare il problema, creare delle commissioni di controllo, ecc.
Ci deve essere la volontà del Paese e dei suoi cittadini anche, oltre quella politica.

Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM. 

E chi ti dice che il CSM non possa fare ciò che s'intende qui?
Alcuni membri del CSM vengono comunque eletti dalla politica (ora non ho guardato chi e come); pensare di escludere quest'ultima dalle nomine dei vari centri di potere e controllo è utopia.


La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile.

E' immorale anche giudicare medici ed insegnanti che possono sbagliare nel loro lavoro, o non farlo sempre bene. Quindi non è possibile per te porre rimedio agli errori di queste categorie, compresi i magistrati? Non si tratta di pressare il magistrato affinché non possa addirittura svolgere in pace il suo lavoro; si tratta di valutare il suo operato secondo le regole del CSM, della magistratura e della legge italiana, ed attribuire ad essi anche una logica conseguenza economica.

In ogni caso, bisognerebbe capire che anche l'amministrazione della giustizia è un servizio pubblico, pagato dai contribuenti, e che la sua efficienza si riverbera sul sistema economico.

Dopo di che, possiamo - anzi dobbiamo - garantire i diritti di tutti, ma principalmente quelli dei cittadini, verificando che gli operatori di giustizia (in primis, i magistrati) si preoccupino di adempiere ai loro compiti in maniera efficiente e che il sistema sia organizzato in questa prospettiva.

Evocare un sacerdozio - più o meno laico - fa risonare l'orgoglio dei magistrati, forse, ma non giova alla società.

Meraviglioso! Fiat iustita, et pereat mundus!
Magari pensare che con i soldi spesi in tale indagine, si sarebbe potuto accorciare i tempi MEDI del processo penale, evitando che gran parte della popolazione carceraria italiana attuale sia composta da persone in attesa di giudizio, o dei tempi MEDI del processo civile, evitando così che molti siano terrorizzati dalla prospettiva di investire in Italia, cosa che sicuramente giustifica parte della disoccupazione attuale, beh, tutto questo è evidentemente da persone che hanno un pallottoliere al posto del cervello.
Certamente. E per fortuna di persone del genere ce ne sono, anche se troppo poche.

Italia   Avvocati    Popolazione
          247.040    60.779.708
Lombardia 36.174   9.992.548
Piemonte    9.447   4.463.135

Produttivita' dei magistrati superiore alla media europea, tasso legale degli interessi al 2.5% (ossia, praticamente, un affare non pagare i debiti.....e resistere in giudizio)...

Un caffè letterario..Bla bla bla tic tic.

Almeno nel mio settore, peraltro,  professori non hanno molto seguito...

Black–Scholes model vs.

http://en.wikipedia.org/wiki/Long-Term_Capital_Management

Spiace per i toni. Vi seguivo con interesse, dopo i 3 post sul Bankellum, o Bankettum cum IMU...l'interesse e' un po' piu' evanescente...

Soluzioni/remedies/next steps

Oggi leggo di 1) una tassa sui BOT per 2) abbassare l'IRPEF?

Un paese semi-socialista...

un discorso comprensibile, almeno qualche volta, no?