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Ma io tifo Renzi

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Quello che mi lascia perplesso in qualsiasi analisi, e’ la parzialita’ nelle premesse e/o le conclusioni non supportate dalla logica. Partiamo da alcune sue premesse. Lei sostiene che Grillo prende voti grazie alla retorica e, per sostenere tale affermazione, crea un parallelo con FARE. Premettiamo, come ho gia’ scritto, che la retorica non e’ un male in se’, e visto che Churchill piace ad entrambi, ricordiamo che lui stesso e’ stato un grandissimo esperto in tale arte. Ora mi chiedo, se l’obbiettivo e’ quello di sviluppare un’analisi su Renzi, perche’ non si parla anche della sua di retorica, soprattutto quando e’ una componente tanto importante del personaggio? Probabilmente le conclusioni su Renzi potrebbero differire se si inserisse nell’analisi il suo ragionare per slogan, quando tali slogan non sono supportati da alcun programma. Forse si arriverebbe alla stessa conclusione rubata a Barca, per cui non essendoci un’idea (lasciamo pur stare il programma) siamo agli slogan.

Adesso passo ad alcune sue conclusioni che si leggono nelle risposte: lei dichiara che Grillo segue un programma per sfasciare tutto. Tale conclusione avra’ pure delle premesse. E quale premessa migliore puo' essere se non analizzare quanto il M5S sta facendo in parlamento? Infatti dove, se non nell’azione politica e piu’ precisamente in quella parlamentare, possiamo giudicare l’operato e le intenzioni di un partito? Bene, domanda: dove i parlamentari del M5S stanno provocando questo sfascio a cui lei allude? Nella difesa dell’art.138 della Costituzione? Impeachment a Napolitano? Opposizione alle quote Bankitalia? Volonta’ di eliminare i finanziamenti pubblici ai partiti ed ai quotidiani? Gioco d’azzardo? Costi della Politica? Mozione di sfiducia al Alfano e Cancellieri? Lei non fa alcun riferimento ad alcuna azione parlamentare ma indica che tale sfascio avverra’ tramite un referendum sulla permanenza nell’euro e che tale referendum, indipendentemente dal risultato (sottolineo, indipendentemente) provochera’ una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato. Forse, se vincessero i no, potrebbe avvenire quanto lei delinea o comunque, avverra’ qualcosa di altamente negativo che vorremmo non accadesse. Questo lo concedo, mentre non le concedo che avvenga a causa dell’istituzione del referendum (cioe’ indipendentemente dal risultato). Ma se vincessero i no, beh, allora siamo gia’ de facto tanto anti-europeisti che prima o poi, una conclusione, dovremmo prenderla. Ed attribuire a Grillo l’eventuale anti-europeismo degli italiani, ha la stessa forza logica del divertente riferimento agli Hyksos, che pero’ e’ ben piu’ sensato.

Un poco di analisi logica: se prendessimo come vera (secondo me e’ falsa, ma tant’e’) la sua affermazione che ci sono 9 milioni di votanti del M5S non animati da nobile afflato morale (votare chi rinuncia a parte dello stipendio ed alla totalita’ dei rimborsi elettorali e’ sicuramente indice di tale amoralita’) ma da rabbia cieca ... beh, ringraziamo Grillo ed il M5S che sono riusciti ad incanalare questa rabbia cieca in azioni parlamentari e non in azioni di piazza. Tralascio di precisare le altrimenti necessarie differenze tra il Beppe Grillo politico ed i BS/Renzi politici: e’ evidente la sua volonta’ nel non voler procedere con gli adeguati distinguo; e comunque si andrebbe troppo off-topic.

Concludo: non ho trovato nel suo articolo nessun elemento oggettivo che faccia sperare che Renzi non sia peggiore di Letta (diamo per scontato che sia migliore di BS, giusto?); ho invece trovato una fede in Renzi come l’avrebbe un tifoso sportivo per la propria squadra di calcio. Viva Renzi, abbasso M5S. Perche’? Perche’ tifo. Appunto.

perchè non rilegge il mio post una decina di volte e prova a capirlo?

il referendum non è ammesso riguardo alle leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Di cosa stiamo parlando?

Luciano: Io stavo facendo riferimento al "la lascio alle sue illusioni" di Giovanni Federico. Ipotizzo che Giovanni facesse riferimento al punto 8 del seguente programma.

Giovanni: non discuto il non aver capito il suo post.  Pero' e' ben piu' grave che lei  non abbia capito il M5S, quando afferma che Renzi potrebbe sfidare Grillo sul proprio terreno con provvedimenti anti-casta (e temo non abbia capito neanche Renzi, ma questo solo il tempo ce lo dira').  L'unico che potrebbe sfidare il M5S sul proprio terreno e' FARE.

è paludoso, intriso di populismo e demagogia, diciamo per 16 punti su 20 del programma. da agincourt in avanti, preferisco che  muovano loro, se possono, dal loro pantano.

provo con una similitudine. La spesa pubblica è come la droga. Io non mi sono mai fatto una canna (qualcuno direbbe che questo è il mio problema) ma sono un fautore acceso della liberalizzazione delle droghe leggere. Penso che in dosi piccole e ben somministrate possa migliorare la vita di molte persone.

In Italia, un tempo, i drogati erano relativamente pochi ed i pusher competenti. Davano poca droga di buona qualità. Progressivamente individui con pochi scrupoli sono entrati nel mercato con droga di qualità inferiore a prezzo  basso ed il consumo si è diffuso. Nel 1992 i consumatori si sono ribellati contro i vecchi pusher ed hanno trovato un grande venditore che li ha convinti che poteva fornire droga in quantità illimitata a prezzi bassi. Per un po' è andata avanti. Il pusher non era particolarmente competente, i suoi impiegatio erano francamente disastrosi ed avidi di profitti (ma il pusher in capo era bravissimo a scaricare la colpa su qualcuno di loro), la droga era di qualità sempre  peggiore ma  comunque arrivava. Il numero di drogati è aumentato e si sono venduti i gioielli di famiglia.  In un periodo di particolare euforia, i drogati hanno applaudito quando sono stati approvati controlli più severi alle frontiere, non pensando alle conseguenze sull'afflusso di droga. Ad un certo punto,  il mercato mondiale della droga è cambiato e i controlli hanno iniziato a mordere. Gli italiani, senza droga, sono andati in crisi di astinenza. Ed hanno trovato un nuovo pusher, totalmente incompetente, che sta tentando di convincerli che basta impiccare i vecchi  pusher ed affidarsi a lui per riavere la droga. Alcuni vecchi  pusher riciclati chiedono di abolire  i controlli alle frontiere per aumentare l'afflusso di droga. E' comparso un pusher che spera di tener buoni i drogati distribuendo pillole di metadone, sperando di ridurre almeno le rapine a mano armata.   Riuscerà a tener buoni i drogati e vorrà tentare qualcosa per  ridurre un minimo il consumo? Non lo so,  lo spero. In ogni caso, è molto probabilmente meglio dei pusher precedenti e molto meglio dell'altro nuovo arrivato sul mercato. Almeno non è totalmente incompetente.

Ma certo non risolverà il problema della droga.  Nel lungo periodo, il problema si risolve solo quando un numero sufficiente di drogati deciderà di disintossicarsi, unendosi ai non drogati.  Quando succederà? Non lo so, spero presto ma è difficile, perchè  tutti abbiamo un parente o un amico drogato o abbiamo beneficiato di qualche dose di droga nella nostra vita.

Una nota finale.

Ho scritto che il nuovo pusher è totalmente incompetente. Lo ripeto: il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata. La democrazia funziona se il popolo si esprime sulle grandi scelte, lasciando ai politici ed ai tecnici le decisioni specifiche stesura delle leggi, salvo poi cambiarli alle elezioni. Infatti nella loro saggezza i costituenti italiani (la costituzione non si difende solo quando fa comodo) permisero  solo referedum abrogativi e non su questioni fiscali, trattati internazionali etc.  (e quindi non si può fare un referendum sull'euro senza cambiare la costituzione). Sono convinto che intendessero referendum abrogativi dell'intera legge, come quelli su divorzio ed aborto. Poi qualche azzeccagarbugli ha inventato i referedum abrogativi parziali per cambiare le leggi senza abrogarle. Un caso tipico di disastro referendario (questo è per Forti) è il referendum  svizzero sull'immigrazione. Non entro nel merito. Noto solo che ha condotto ad uno scontro con l'UE  con conseguenze potenzialmente gravi su altre misure (libertà di circolazione dei capitali, accesso si finanziamenti dei progetti di ricerca etc. ) che invece sono sicuro gli svizzeri apprezzano. Proprio perchè la società moderna è orrendamente complessa e solo una minoranza di professionisti o quasi-professionisti è in grado di valutare appieno le conseguenze delle leggi. Per esempio, io sono in grado di comprendere il 75% delle conseguenze di una legge universitaria alla prima lettura approfondita.  In una settimana di lavoro arriverei al 100%.  Ho anche idee su come riformare l'università, giuste o sbagliate che siano. Non sarei assolutamente in grado di tradurle in una legge senza l'aiuto di un team di legali specializzati.

 

 

 

bingo.

dragonfly 19/2/2014 - 11:48

il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata.

questo è l'abc, e sono molto contento che giovanni federico ritenga utile ripeterlo. in ambito parallelo, credo che sia lo stesso sforzo di michele boldrin nell'ultimo anno: niente fisica quantistica, che tanto piace a chi conosce solo il gatto mezzo morto, bensì ripetere generosamente concetti basilari e domestici (i gravi, il pendolo)  finchè tutti ne abbiano consapevolezza.

La nota finale dovrebbe diventare un post. Sulle tesi che espone io sono generalmente in disaccordo, per me i cittadini dovrebbero potersi esprimere con referendum di ogni genere, e senza quorum. Ma l'argomento ripeto merita un post a se stante, anzi direi un bel dibattito pubblico.

Idem l'altro argomento, ripreso sopra anche da Michele Boldrin, sulla asimmetria della necessità che siano le elite ad esprimere alternative politiche, necessità che personalmente storicamente comprendo ma non condivido per quanto riguarda il presente, merita un post a parte, ed un bel dibattito.

M5S

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:20

Secondo me una cosa è l'analisi di quanto urlato nelle piazze alla pancia della gente ed altra cosa è l'analisi di quanto (ben poco) gli eletti stanno facendo in Parlamento.  Sul discorso del referendum diciamo che le aspettative dei mercati, in caso di referendum (impossibile senza prima modificare la costituzione) sarebbero correlate ai sondaggi. Se l'esito previsto fosse schiacciante per il NO non succederebbe niente, se fosse incerto o schiacciante per il SI le conseguenze sui mercati sarebbero inevitabili, dato che tendono ad anticipare gli eventi. 

io scommetto che il 90% degli investitori istituzionali (e molte famiglie) venderebbero i titoli di stato e gli altri titoli a reddito fisso di emittenti italiani per una semplice ragione.  L'uscita dall'euro portebbe ad una svalutazione della nuova lira - diciamo di x% (30%? 40%?).  I detentori di titoli di stato avrebbero un rischio di perdite pari a x*Y, dove Y è la percentuale di probabilità di vittoria del NO.  Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo. Quindi, venderebbero ed i tassi di interesse schizzerebbero in alto, con conseguenze disastrose sul bilancio statale.

In teoria, se il prezzo scendesse abbastanza, le vendite potrebbero essere compensate da acquisti  di speculatori che scommettono sulla vittoria del SI, ma mi sembra improbabile che questi flussi siano sufficienti per compensare le vendite. In ogni caso preferirei non provare.

Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo.

in caso di vittoria del SI, l'euro sarebbe più sicuro e quindi i titoli denominati in euro avrebbero un rischio minore, il che causerebbe un incentivo a comprarli.

Non credo, perché con l'uscita di un Paese come l'Italia da Eurolandia farebbe diminuire ulteriormente la credibilità di quest'ultima dato che il rischio che altri decidano di uscire si farebbe ancora più alto, e questo i mercati lo sanno.
Con l'uscita dell'Italia non ci sarebbero più titoli italiani in euro negoziabili, inoltre.