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Ma io tifo Renzi

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 che Grillo segua un programma che non sia sfasciare tutto, che si possa indire un referendum  sull'euro senza provocare una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato, che i votanti M5S siano animati da nobile afflato morale invece che da rabbia cieca etc . E che gli Hyksos si siano impadroniti dell'Italia all'oscuro del nobile popolo italiano

 

è giusto se "tutto" sono quei quattro cani che hanno occupato il potere in questo ventennio. Grillo non vuole sfasciare "tutto", vuole sfasciare solo questo sistema di potere, incentrato su un tycoon dei media condannato, circondato dai suoi faccendieri i suoi avvocaticchi i suoi magnaccia e le sue maia.. ..le ragioni che animano i votanti M5S non sono "rabbia cieca", è solo indignazione, ed è l'indignazione di chi ci vede benissimo.

Indignarsi è faticoso. Ma essere capaci di indignazione è un dovere.

Io non mi illudo di nulla, non sono favorevole al referendum sull'euro, non condivido il programma del M5S se non in alcune porzioni, né credo che ce la possano fare. Ma gli riconosco il merito di aver saputo finalmente dare voce a questa diffusa (e stra-giustificata) indignazione morale, istanza che precede il M5S almeno di tre lustri, ma che nessun altro (FARE compreso) né prima né dopo ha saputo cogliere e interpretare.

Mi dolgo di vedere che chi come voi (e come altri) avrebbe forse migliori strumenti a disposizione per farsi sotto, per "fermare il declino", per trarre il paese da queste macerie, disonosca la centralità della questione morale, e si defili dalla necessità di affrontarla con la necessaria determinazione, se non addirittura di affrontarla del tutto.

Piuttosto che affrontare il tema difficile è più comodo fare gli struzzi: questi parlano della loro "economia" e della "globalizzazione, quelli delle loro "riforme" e del "lavoro", come se una qualunque riforma potesse avere un senso, potesse fermare il declino, in presenza di questo stato di cancrena generale.

Le possibilità che questo terribile referendum produca l'olocausto paventato sono risibili. Sia perché il referendum non si farà, sia perchè se anche si facesse il risultato sarebbe favorevole all'euro. Il referendum si doveva fare se mai nel 2000, come fu fatto in Danimarca, e poteva essere giusto. Ora è fuori tempo. Ma non ha nessuna importanza, non mi metterò a difendere questa idea che non condivido neppure: quello che vi rimprovero è il saper cogliere, del fenomeno M5S, e di tutto quanto il processo storico in corso, solo questa frignuccola del referendum sull'euro. E più in generale di non cogliere il fatto che quel "declino" ventennale che si vorrebbe fermare è un declino Morale, prima di tutto. POI, è anche economico, politico, sociale. Ma prima è morale.

Se falli la diagnosi, come puoi azzeccare la cura.

Il declino morale lo puoi fermare incentivando le persone a non perpetrare determinati comportamenti o comunque cercando di farli limitare; e lo puoi fare solamente con le riforme e modificando la struttura che compone il sistema Italia, compreso quello economico.

Questa è una regola aurea valida in ogni tempo e in ogni dove. Ed è nella consapevolezza del profeta, come di ogni padre.

Nel caso specifico dell'italietta di questo sciagurato ventennio, il degrado morale (che precede, non segue, quelli economico, politico e sociale) è stato favorito da due cause. Una, certo, è la innata predisposizione al compromesso dell'italiano medio. Ma questo è un problema secolare, le cui cause storiche risalgono alla controriforma, o forse a prima ancora, assolutamente fuori dalla portata di ogni riformicchia che questo governo o uno successivo possa intentare. L'altra è stata il cattivo esempio che una classe dirigente impresentabile ha fornito ogni giorno per vent'anni, con il suo continuo, quotidiano scempio della decenza; giustificato o minimizzato dalle tivù e dai giornali asserviti che fornivano argomenti giustificatòri perfino alle orge con minorenni nei palazzi di stato.

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Per questo sarebbe importante adesso (per fare un esempio) che lo stipendio dei parlametari fosse tagliato a 2000 euro. Lo so anche io che nel bilancio dello stato lo stipendio di 900 parlamentari non ha alcun impatto significativo. Ma chi dice questo, dimostra di avere sostituito il pallottoliere al cervello, e di non capire il valore e l'importanza dell'esempio, e quindi della centralità dell'educazione morale che solo con l'esempio si conduce.

Dal degrado morale si esce solo così. Con una netta, forte, decisa stretta morale, impressa nella direzione contraria. Un Savonarola, oggi, non ce l'abbiamo. Ma a me pare che tra Renzi e Grillo quello che almeno cerca di muoversi in questa direzione sia il secondo. Il primo è il campione mondiale del compromesso. Mi ricorda di più il cardinale Alberoni.

Riforme

Andrea Grenti 19/2/2014 - 18:26

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Le riforme comprendono anche questo. Se leggi il programma di Fare trovi più o meno le stesse proposte, a partire dalla riforma della giustizia e della legislazione.

FARE, anche senza considerare il caso Oscar "Taci miserabile!" Giannino, sul quale stendiamo un velo pietoso, tende ad esprimere idee un po' ambigue riguardo ad alleanze e all'evasione fiscale.

Ma cerco di farla breve. Se "le riforme comprendono anche questo" ne sono felice, ma non capisco bene cosa intendi, e in generale non mi pare.

In altri punti ho portato più volte questo discorso: qua abbiamo un tizio che da vent'anni entra nelle nostre case coi suoi "videomessaggi", come quelli che faceva Gheddafi. Il primo fu nel '93, l'ultimo l'altro ieri, nel 2013. E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Qui tu parli di "Riforma della Giustizia". Bene. Nel programma di FARE trovo subito un pericoloso accenno alla famigerata "separazione delle funzioni (carriere?), che mi fa temere non si siano comprese le ragioni che portarono i nostri padri costituenti a volere la carriera unica, memori di quello che era successo prima. Trovo troppi riferimenti all'economia e alle imprese, frutto della stessa forma mentis che produce una idea di "efficienza" superficiale, da far valutare poi a un ente che sia dotato di una pericolosa "terzietà" (e due). Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM.  

Ovunque trovo una concezione utilitaristica della Giustizia che mi progura disagio (disgusto sarebbe troppo forte). La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile. A molti economisti di oggi (compresi quelli di FARE) gioverebbe ricordare che la loro disciplina nacque come una costola della filosofia morale.

Ma non sconfiniamo, restiamo nella Giustizia. Ti spiego cosa penso, con un esempio. Il giudice Rosario Priore è l'Uomo che ha inseguito per trent'anni i responsabili della strage di Ustica. Non so quanto denaro dei contribuenti abbia speso, ma immagino che per ripescare dal fondo del mare tutti i pezzettini del DC-9, e ricomporre tutto il puzzle in un hangar, qualche spiccio ci sia voluto. Questi trent'anni di lavoro di chi sa quante persone e questo fiume di denaro ci hanno dato alla fine una ricostruzione abbastanza attendibile dell'accaduto, ma non sono serviti per individuare nessun colpevole. Se per misurare la "performance" si utilizza un rapporto costi/benefici, dove i costi sono le spese sostenute e i benefici il numero di colpevoli individuati, questo è un magistrato inefficiente. Dunque il metro è sbagliato, perché nel mio giudizio quest'Uomo è al contrario un esempio di quale spirito debba muovere la magistratura, specialmente la magistratura inquirente.

Il magistrato non è l'impiegato del call-center, che è efficiente se spunta x vendite ogni y telefonate. Il magistrato indossa una toga perché è un sacerdote. Un sacerdote della Dea Giustizia, che deve render conto del suo operato alla sua Dike, non a un comitato di valutazione della "performance" composto da quattro coglioni (pardòn) con una calcolatrice.

Ma Rosario Priore secondo te ha speso 30 anni solo per Ustica? Avrà pur fatto qualcos'altro. E anche se fosse, ricordati che per uno che rincorre una causa giusta ce ne sarà un altro che spende 30 anni a giocare a golf. Davvero vogliamo lasciare i giudici liberi di decidere come passare la propria carriera, senza alcun controllo esterno? 

E poi, ti pare il caso di usare un aneddoto completamente fuori dalla norma (un outlier, diciamo noi) per valutare una proposta di riforme? Non è che chi vuole il cambiamento si sia inventato che bisogna che i giudici devono lavorare di più, perché gli danno fastidio i giudici. Ci sono, dati alla mano, differenze enormi nell'efficienza e nei costi delle procure. Perché? Tutte quelle inefficienti evidentemente stanno a rincorrere stragi irrisolte, o altre cause eticamente "giuste". Resta il fatto che questo spiegherebbe solo le differenze degli arretrati, non le differenze nei costi (pensiamo ai risparmi ottenuti a Bolzano sulle intercettazioni). Allora, che ci spieghino da dove sorgono queste differenze, o pensiamo davvero che il giudice sia libero di alzarsi la mattina e fare quel che gli pare senza rendere conto a nessuno? 

L'idea del giudice che rende conto solo a se stesso e al suo anelito morale è molto bella. È anche idealista e naive. Nessuno vu0le ridursi a valutarne l'operato col calcolatore, ma il calcolatore serve, eccome, per fornire una base di partenza. 

Il mio esempio era forzato, è vero, ma era solo un esempio, che come ogni caso di scuola serviva per evidenziare il punto. Che è quello che dicevo, e che riconosci anche tu. L'operato di un giudice non si valuta con la calcolatrice: il metro morale, se non è l'unico possibile, è sicuramente quello principale. Ed è ineludibile. Non può essere messo in subordine, né tampoco sostituito del tutto da altri criteri, più o meno "obiettivi" o "scientifici": l'idea che i "numeri" possano fare le veci dei Valori (e sollevarci dall'onere del giudizio morale) non è meno naive di quella mia del Giudice che risponde solo alla sua Dea.

Non sostengo poi che il giudice debba rispondere solo a se stesso. Non è così, infatti, risponde all'organo di auto-governo della magistratura, il CSM, e alle sue emanazioni. Io sostengo che questo auto-governo non deve essere intaccato in nessun modo. Sarebbe estremamente pericoloso, perché non si può evocare nessuna "terzietà" senza rischiare di introdurre un vulnus: un potenziale punto di corto-circuito con gli altri due poteri (che già sono cortocircuitati tra loro, in un paese che nella prassi produce quasi sempre un premier che è anche capo della maggioranza parlamentare). Questo rischio è troppo grande perché ci possano essere argomenti sufficienti per farcelo correre. In questo sciagurato ventennio, l'unico pilastro che (faticosamente) ha tenuto e ci ha impedito di precipitare in una dittatura conclamata è stato l'indipendenza della Magistratura. E questo lo si deve a questa separazione assoluta tra i poteri, voluta da uomini che sapevano cosa facevano, e che avevano memoria di quello che era avvenuto prima.

Contesto pure l'idea che il Rosario Priore dell'esempio sia l'outlier, mentre il giudice che passa trent'anni a giocare a golf sia la norma, e non il contrario. Se hai notizia di un giudice che ha passato trent'anni nei campi da golf dimmi come si chiama, perché qua nonostante la propaganda anti-giudici che ci bombarda da due decenni non ne ho mai sentito parlare.

Concludo dicendo che la mia vuole essere una polemica costruttiva. Trovo molte cose convincenti, in questo blog e nel programma di FARE, e apprezzo la correttezza (controcorrente) dei suoi membri. Trovo però che la pretesa di misurare tutto col metro del denaro, di sostituire la Coscienza con l'aritmetica, di partire dal rapporto deficit/pil pure se si parla di fenomenologia dello spirito, produca a volte dei giudizi superficiali, o anche grossolanamente sbagliati.

Questo caso (Rosario Priore magistrato inefficiente) è l'esempio di uno di questi.

quelli che con una inchiesta sola ci libereranno dal debito pubblico. più o meno.

E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Ti pare normale l'Italia allora? Se quel tizio può fare videomessaggi e monopolizzare le TV è perché ciò è concesso dalla vaga legislazione italiana, e dallo strapotere politico sul resto del Paese che il tizio medesimo si è appropriato (anche attraverso le sue di TV). Cosa fare? Mettere dei paletti, promulgare leggi per arginare il problema, creare delle commissioni di controllo, ecc.
Ci deve essere la volontà del Paese e dei suoi cittadini anche, oltre quella politica.

Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM. 

E chi ti dice che il CSM non possa fare ciò che s'intende qui?
Alcuni membri del CSM vengono comunque eletti dalla politica (ora non ho guardato chi e come); pensare di escludere quest'ultima dalle nomine dei vari centri di potere e controllo è utopia.


La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile.

E' immorale anche giudicare medici ed insegnanti che possono sbagliare nel loro lavoro, o non farlo sempre bene. Quindi non è possibile per te porre rimedio agli errori di queste categorie, compresi i magistrati? Non si tratta di pressare il magistrato affinché non possa addirittura svolgere in pace il suo lavoro; si tratta di valutare il suo operato secondo le regole del CSM, della magistratura e della legge italiana, ed attribuire ad essi anche una logica conseguenza economica.

In ogni caso, bisognerebbe capire che anche l'amministrazione della giustizia è un servizio pubblico, pagato dai contribuenti, e che la sua efficienza si riverbera sul sistema economico.

Dopo di che, possiamo - anzi dobbiamo - garantire i diritti di tutti, ma principalmente quelli dei cittadini, verificando che gli operatori di giustizia (in primis, i magistrati) si preoccupino di adempiere ai loro compiti in maniera efficiente e che il sistema sia organizzato in questa prospettiva.

Evocare un sacerdozio - più o meno laico - fa risonare l'orgoglio dei magistrati, forse, ma non giova alla società.

Meraviglioso! Fiat iustita, et pereat mundus!
Magari pensare che con i soldi spesi in tale indagine, si sarebbe potuto accorciare i tempi MEDI del processo penale, evitando che gran parte della popolazione carceraria italiana attuale sia composta da persone in attesa di giudizio, o dei tempi MEDI del processo civile, evitando così che molti siano terrorizzati dalla prospettiva di investire in Italia, cosa che sicuramente giustifica parte della disoccupazione attuale, beh, tutto questo è evidentemente da persone che hanno un pallottoliere al posto del cervello.
Certamente. E per fortuna di persone del genere ce ne sono, anche se troppo poche.

Italia   Avvocati    Popolazione
          247.040    60.779.708
Lombardia 36.174   9.992.548
Piemonte    9.447   4.463.135

Produttivita' dei magistrati superiore alla media europea, tasso legale degli interessi al 2.5% (ossia, praticamente, un affare non pagare i debiti.....e resistere in giudizio)...

Un caffè letterario..Bla bla bla tic tic.

Almeno nel mio settore, peraltro,  professori non hanno molto seguito...

Black–Scholes model vs.

http://en.wikipedia.org/wiki/Long-Term_Capital_Management

Spiace per i toni. Vi seguivo con interesse, dopo i 3 post sul Bankellum, o Bankettum cum IMU...l'interesse e' un po' piu' evanescente...

Soluzioni/remedies/next steps

Oggi leggo di 1) una tassa sui BOT per 2) abbassare l'IRPEF?

Un paese semi-socialista...

un discorso comprensibile, almeno qualche volta, no?

Quello che mi lascia perplesso in qualsiasi analisi, e’ la parzialita’ nelle premesse e/o le conclusioni non supportate dalla logica. Partiamo da alcune sue premesse. Lei sostiene che Grillo prende voti grazie alla retorica e, per sostenere tale affermazione, crea un parallelo con FARE. Premettiamo, come ho gia’ scritto, che la retorica non e’ un male in se’, e visto che Churchill piace ad entrambi, ricordiamo che lui stesso e’ stato un grandissimo esperto in tale arte. Ora mi chiedo, se l’obbiettivo e’ quello di sviluppare un’analisi su Renzi, perche’ non si parla anche della sua di retorica, soprattutto quando e’ una componente tanto importante del personaggio? Probabilmente le conclusioni su Renzi potrebbero differire se si inserisse nell’analisi il suo ragionare per slogan, quando tali slogan non sono supportati da alcun programma. Forse si arriverebbe alla stessa conclusione rubata a Barca, per cui non essendoci un’idea (lasciamo pur stare il programma) siamo agli slogan.

Adesso passo ad alcune sue conclusioni che si leggono nelle risposte: lei dichiara che Grillo segue un programma per sfasciare tutto. Tale conclusione avra’ pure delle premesse. E quale premessa migliore puo' essere se non analizzare quanto il M5S sta facendo in parlamento? Infatti dove, se non nell’azione politica e piu’ precisamente in quella parlamentare, possiamo giudicare l’operato e le intenzioni di un partito? Bene, domanda: dove i parlamentari del M5S stanno provocando questo sfascio a cui lei allude? Nella difesa dell’art.138 della Costituzione? Impeachment a Napolitano? Opposizione alle quote Bankitalia? Volonta’ di eliminare i finanziamenti pubblici ai partiti ed ai quotidiani? Gioco d’azzardo? Costi della Politica? Mozione di sfiducia al Alfano e Cancellieri? Lei non fa alcun riferimento ad alcuna azione parlamentare ma indica che tale sfascio avverra’ tramite un referendum sulla permanenza nell’euro e che tale referendum, indipendentemente dal risultato (sottolineo, indipendentemente) provochera’ una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato. Forse, se vincessero i no, potrebbe avvenire quanto lei delinea o comunque, avverra’ qualcosa di altamente negativo che vorremmo non accadesse. Questo lo concedo, mentre non le concedo che avvenga a causa dell’istituzione del referendum (cioe’ indipendentemente dal risultato). Ma se vincessero i no, beh, allora siamo gia’ de facto tanto anti-europeisti che prima o poi, una conclusione, dovremmo prenderla. Ed attribuire a Grillo l’eventuale anti-europeismo degli italiani, ha la stessa forza logica del divertente riferimento agli Hyksos, che pero’ e’ ben piu’ sensato.

Un poco di analisi logica: se prendessimo come vera (secondo me e’ falsa, ma tant’e’) la sua affermazione che ci sono 9 milioni di votanti del M5S non animati da nobile afflato morale (votare chi rinuncia a parte dello stipendio ed alla totalita’ dei rimborsi elettorali e’ sicuramente indice di tale amoralita’) ma da rabbia cieca ... beh, ringraziamo Grillo ed il M5S che sono riusciti ad incanalare questa rabbia cieca in azioni parlamentari e non in azioni di piazza. Tralascio di precisare le altrimenti necessarie differenze tra il Beppe Grillo politico ed i BS/Renzi politici: e’ evidente la sua volonta’ nel non voler procedere con gli adeguati distinguo; e comunque si andrebbe troppo off-topic.

Concludo: non ho trovato nel suo articolo nessun elemento oggettivo che faccia sperare che Renzi non sia peggiore di Letta (diamo per scontato che sia migliore di BS, giusto?); ho invece trovato una fede in Renzi come l’avrebbe un tifoso sportivo per la propria squadra di calcio. Viva Renzi, abbasso M5S. Perche’? Perche’ tifo. Appunto.

perchè non rilegge il mio post una decina di volte e prova a capirlo?

il referendum non è ammesso riguardo alle leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Di cosa stiamo parlando?

Luciano: Io stavo facendo riferimento al "la lascio alle sue illusioni" di Giovanni Federico. Ipotizzo che Giovanni facesse riferimento al punto 8 del seguente programma.

Giovanni: non discuto il non aver capito il suo post.  Pero' e' ben piu' grave che lei  non abbia capito il M5S, quando afferma che Renzi potrebbe sfidare Grillo sul proprio terreno con provvedimenti anti-casta (e temo non abbia capito neanche Renzi, ma questo solo il tempo ce lo dira').  L'unico che potrebbe sfidare il M5S sul proprio terreno e' FARE.

è paludoso, intriso di populismo e demagogia, diciamo per 16 punti su 20 del programma. da agincourt in avanti, preferisco che  muovano loro, se possono, dal loro pantano.

provo con una similitudine. La spesa pubblica è come la droga. Io non mi sono mai fatto una canna (qualcuno direbbe che questo è il mio problema) ma sono un fautore acceso della liberalizzazione delle droghe leggere. Penso che in dosi piccole e ben somministrate possa migliorare la vita di molte persone.

In Italia, un tempo, i drogati erano relativamente pochi ed i pusher competenti. Davano poca droga di buona qualità. Progressivamente individui con pochi scrupoli sono entrati nel mercato con droga di qualità inferiore a prezzo  basso ed il consumo si è diffuso. Nel 1992 i consumatori si sono ribellati contro i vecchi pusher ed hanno trovato un grande venditore che li ha convinti che poteva fornire droga in quantità illimitata a prezzi bassi. Per un po' è andata avanti. Il pusher non era particolarmente competente, i suoi impiegatio erano francamente disastrosi ed avidi di profitti (ma il pusher in capo era bravissimo a scaricare la colpa su qualcuno di loro), la droga era di qualità sempre  peggiore ma  comunque arrivava. Il numero di drogati è aumentato e si sono venduti i gioielli di famiglia.  In un periodo di particolare euforia, i drogati hanno applaudito quando sono stati approvati controlli più severi alle frontiere, non pensando alle conseguenze sull'afflusso di droga. Ad un certo punto,  il mercato mondiale della droga è cambiato e i controlli hanno iniziato a mordere. Gli italiani, senza droga, sono andati in crisi di astinenza. Ed hanno trovato un nuovo pusher, totalmente incompetente, che sta tentando di convincerli che basta impiccare i vecchi  pusher ed affidarsi a lui per riavere la droga. Alcuni vecchi  pusher riciclati chiedono di abolire  i controlli alle frontiere per aumentare l'afflusso di droga. E' comparso un pusher che spera di tener buoni i drogati distribuendo pillole di metadone, sperando di ridurre almeno le rapine a mano armata.   Riuscerà a tener buoni i drogati e vorrà tentare qualcosa per  ridurre un minimo il consumo? Non lo so,  lo spero. In ogni caso, è molto probabilmente meglio dei pusher precedenti e molto meglio dell'altro nuovo arrivato sul mercato. Almeno non è totalmente incompetente.

Ma certo non risolverà il problema della droga.  Nel lungo periodo, il problema si risolve solo quando un numero sufficiente di drogati deciderà di disintossicarsi, unendosi ai non drogati.  Quando succederà? Non lo so, spero presto ma è difficile, perchè  tutti abbiamo un parente o un amico drogato o abbiamo beneficiato di qualche dose di droga nella nostra vita.

Una nota finale.

Ho scritto che il nuovo pusher è totalmente incompetente. Lo ripeto: il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata. La democrazia funziona se il popolo si esprime sulle grandi scelte, lasciando ai politici ed ai tecnici le decisioni specifiche stesura delle leggi, salvo poi cambiarli alle elezioni. Infatti nella loro saggezza i costituenti italiani (la costituzione non si difende solo quando fa comodo) permisero  solo referedum abrogativi e non su questioni fiscali, trattati internazionali etc.  (e quindi non si può fare un referendum sull'euro senza cambiare la costituzione). Sono convinto che intendessero referendum abrogativi dell'intera legge, come quelli su divorzio ed aborto. Poi qualche azzeccagarbugli ha inventato i referedum abrogativi parziali per cambiare le leggi senza abrogarle. Un caso tipico di disastro referendario (questo è per Forti) è il referendum  svizzero sull'immigrazione. Non entro nel merito. Noto solo che ha condotto ad uno scontro con l'UE  con conseguenze potenzialmente gravi su altre misure (libertà di circolazione dei capitali, accesso si finanziamenti dei progetti di ricerca etc. ) che invece sono sicuro gli svizzeri apprezzano. Proprio perchè la società moderna è orrendamente complessa e solo una minoranza di professionisti o quasi-professionisti è in grado di valutare appieno le conseguenze delle leggi. Per esempio, io sono in grado di comprendere il 75% delle conseguenze di una legge universitaria alla prima lettura approfondita.  In una settimana di lavoro arriverei al 100%.  Ho anche idee su come riformare l'università, giuste o sbagliate che siano. Non sarei assolutamente in grado di tradurle in una legge senza l'aiuto di un team di legali specializzati.

 

 

 

bingo.

dragonfly 19/2/2014 - 11:48

il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata.

questo è l'abc, e sono molto contento che giovanni federico ritenga utile ripeterlo. in ambito parallelo, credo che sia lo stesso sforzo di michele boldrin nell'ultimo anno: niente fisica quantistica, che tanto piace a chi conosce solo il gatto mezzo morto, bensì ripetere generosamente concetti basilari e domestici (i gravi, il pendolo)  finchè tutti ne abbiano consapevolezza.

La nota finale dovrebbe diventare un post. Sulle tesi che espone io sono generalmente in disaccordo, per me i cittadini dovrebbero potersi esprimere con referendum di ogni genere, e senza quorum. Ma l'argomento ripeto merita un post a se stante, anzi direi un bel dibattito pubblico.

Idem l'altro argomento, ripreso sopra anche da Michele Boldrin, sulla asimmetria della necessità che siano le elite ad esprimere alternative politiche, necessità che personalmente storicamente comprendo ma non condivido per quanto riguarda il presente, merita un post a parte, ed un bel dibattito.

M5S

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:20

Secondo me una cosa è l'analisi di quanto urlato nelle piazze alla pancia della gente ed altra cosa è l'analisi di quanto (ben poco) gli eletti stanno facendo in Parlamento.  Sul discorso del referendum diciamo che le aspettative dei mercati, in caso di referendum (impossibile senza prima modificare la costituzione) sarebbero correlate ai sondaggi. Se l'esito previsto fosse schiacciante per il NO non succederebbe niente, se fosse incerto o schiacciante per il SI le conseguenze sui mercati sarebbero inevitabili, dato che tendono ad anticipare gli eventi. 

io scommetto che il 90% degli investitori istituzionali (e molte famiglie) venderebbero i titoli di stato e gli altri titoli a reddito fisso di emittenti italiani per una semplice ragione.  L'uscita dall'euro portebbe ad una svalutazione della nuova lira - diciamo di x% (30%? 40%?).  I detentori di titoli di stato avrebbero un rischio di perdite pari a x*Y, dove Y è la percentuale di probabilità di vittoria del NO.  Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo. Quindi, venderebbero ed i tassi di interesse schizzerebbero in alto, con conseguenze disastrose sul bilancio statale.

In teoria, se il prezzo scendesse abbastanza, le vendite potrebbero essere compensate da acquisti  di speculatori che scommettono sulla vittoria del SI, ma mi sembra improbabile che questi flussi siano sufficienti per compensare le vendite. In ogni caso preferirei non provare.

Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo.

in caso di vittoria del SI, l'euro sarebbe più sicuro e quindi i titoli denominati in euro avrebbero un rischio minore, il che causerebbe un incentivo a comprarli.

Non credo, perché con l'uscita di un Paese come l'Italia da Eurolandia farebbe diminuire ulteriormente la credibilità di quest'ultima dato che il rischio che altri decidano di uscire si farebbe ancora più alto, e questo i mercati lo sanno.
Con l'uscita dell'Italia non ci sarebbero più titoli italiani in euro negoziabili, inoltre.